
Roma, iniziativa degli studenti di Medicina di Tor Vergata negli asili
Curano i peluches dei bambini e insegnano a non aver paura dei dottori
L'Ospedale dei Pupazzi a scuola
giocando si diventa "bravi pazienti"
di FEDERICA FORTE
Un esempio dei medicinali per pupazzi: l'Abbassafebbre, simile alla Tachipirina
ROMA - Una bustina di Fermatosse due volte al dì per l'orsetto che non smette di tossire. Due dosi di Abbassafebbre se il termometro di Cicciobello segna ancora 38,5. Non sono le prescrizioni di medici di base che hanno confuso il piccolo paziente con il suo giocattolo preferito, ma quelle dei "pupazzologi", i camici bianchi che operano nell'Ospedale dei Pupazzi. Un presidio sanitario itinerante, sulla scia di esperienze di successo in Germania, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna, che entra nelle scuole per avvicinare i bambini dai 3 ai 6 anni alla figura del medico.
Parte oggi il progetto pilota che coinvolge 120 piccoli alunni della scuola comunale per l'infanzia "Salvo D'Acquisto" di Roma: i "pupazzologi" sono invece gli studenti di medicina aderenti al Sism (Segretariato Italiano Studenti Medicina) dell'Università di Tor Vergata, che cureranno peluches e bambole dei bambini. Loro, i piccoli, accompagneranno i pupazzi all'ospedale, li assisteranno durante la visita, dove potranno interagire con gli strumenti del mestiere. Obiettivo: familiarizzare con il medico, per non arrivare terrorizzati alla prossima visita in ambulatorio, per non vivere come un trauma un eventuale ricovero.
Allestito negli spazi messi a disposizione dall'istituto, l'Ospedale dei Pupazzi trasformerà le aule in ambulatori, farmacia, accettazione e sala d'attesa. È lì che i bambini porteranno il loro "paziente", spiegando la patologia da cui è affetto. Dovranno quindi compilare un apposito libretto sanitario, col quale si recheranno dal pupazzologo-specialista, che eseguirà la visita completa; anche i piccoli potranno intervenire nelle manovre più semplici, come l'auscultazione col fonendoscopio. Poi, gli studenti-medici proporranno la terapia (un mix di farmaci, coccole, carezze, favole da raccontare); quindi, diagnosi e ricetta alla mano, i bambini saranno accompagnati in farmacia per l'acquisto delle medicine - Vomitostop, Ammazzagermi, Antiprurito, con packaging molto simile ai preparati reali - da somministrare ai pupazzi-pazienti.
Un iter completo, dunque, dalla scoperta della malattia alla cura finale (con tanto di trafila burocratica), che permetterà ai bambini di guardare con altri occhi un mondo - quello della medicina - con cui il confronto è spesso difficile. Per sperimentarlo senza essere loro stessi pazienti.
Fondamentale, per il corretto svolgimento dell'iniziativa, è il ruolo dell'insegnante, che attraverso il gioco e la simulazione può cogliere l'occasione per introdurre i piccoli alunni a nozioni di anatomia di base, al concetto stesso di malattia, perché prendano via via consapevolezza che un dottore non è un orco, ma merita fiducia e amicizia.
"Ma anche per noi si tratta di un'esperienza molto utile", dicono gli studenti-pupazzologi. "Ci consentirà di mettere alla prova le nostre capacità di dialogare con i bambini nel contesto della visita medica. Per cominciare a coltivare uno degli aspetti più importanti - e sottovalutati - della professione: il rapporto con il paziente".
Inviato da: insurance life span chart
il 17/04/2009 alle 07:45
Inviato da: life insurance
il 17/04/2009 alle 07:45
Inviato da: life insurance estate asset
il 17/04/2009 alle 07:44
Inviato da: aetna life insurance company lexington
il 17/04/2009 alle 07:35
Inviato da: life insurance quotes military
il 17/04/2009 alle 07:14