Un soffio di musica
una vibrazione nell'anima,le corde tese sensibili ad ogni impercettibile emozione... note di flauto| « Messaggio #8 | Messaggio #10 » |
Post N° 9
"Tutto ciò che si avvicina al libero gioco della vita ci è praticamente ignoto…e in quanto a credere sono pronto a credere a tutto ciò che è incredibile" O.Wilde.
La strana vicenda di tre. Alle prese con piccoli drammi quotidiani vivono stretti stretti in una minuscola casetta, dove nulla è prevedibile, niente è ciò che sembra, impreviste abilità e acrobazie rivelano piccole e sorprendenti realtà. Spettacolo pensato per un pubblico di tutte le età.
Tête à tête è un opera originale, nasce dalla volontà di penetrare dei linguaggi, quelli del Nouveau Cirque più in generale e del teatro gestuale in particolare, da sempre a noi cari. Nonché dal lavoro sugli oggetti, nella fattispecie elementi di arredamento di un piccolo appartamento: un armadio, una poltrona, un tavolo da cucina e poco altro ancora, cercando di giocare con loro, di usarli e compenetrarli nel vero senso della parola. Essi si fondono presto con gli attori diventando a tratti indiscussi protagonisti. I temi che si sviluppano e nei quali i tre protagonisti incappano e affrontano inconsapevolmente via via durante la loro giornata tipo (che si ripete idealmente giorno dopo giorno), sono molteplici e tutti significativi. Il lavoro e la capacità di reinventarsi abili in ogni mestiere, la paura di affrontare il mondo al di là della porta e il conseguente desiderio di crearsi una piccola dimensione propria quasi a rifugio, la convivenza forzata , il condominio e i rapporti di buon vicinato, ma ancora (per chi li vuole leggere): il caro affitti, il sovrappopolamento, la sindrome di Peter Pan… Tutto raccontato con una comicità visionaria e surreale che lascia lo spettatore in sospensione, in una sorta di attesa di quello che avverrà dopo. I gesti di ogni giorno e la loro modalità vengono reinventati e riproposti sotto una nuova luce, divertente, irrazionale e incontrollabile, con un'apparente semplicità che cela continue sorprese. L'unico vero contatto con l'esterno è una piccola radio che trasmette strane notizie e sembra dialogare con i presenti, diventando man mano sempre più invadente. Il continuo gioco di entrate ed uscite sfruttando la scenografia si conclude con un'uscita finale che fa di quel giorno un giorno unico, speciale.
Una produzione Teatro Necessario
Regia di Mario Gumina.
Di e con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Angelo Facchetti e Alessandro Mori.
Realizzazione pittorica Barbara Di Giulio.
Disegno Luci Stefano Mazzanti.
Si ringraziano: Andrea Malpeli per la collaborazione alla drammaturgia, Giacomo Andrico per la collaborazione alla scenografia, Maurizio Bianchini per l'armadio, Daisy Vanicelli per la locandina.
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