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L' ISOLA DESERTA...

Post n°1415 pubblicato il 09 Luglio 2010 da nottedorientee
 

Sei persone,
colte dal caso nel buio
di una gelida nottata,
 su un'isola deserta,
si ritrovarono ciascuna
con un pezzo di legno in mano.
Non c'era altra legna nell'isola persa
nelle brune del mare del Nord.
Al centro un piccolo fuoco
moriva lentamente
per mancanza di combustibile. I
l freddo si faceva sempre più insopportabile.
La prima persona era una donna,
 ma un guizzo della fiamma illuminò
il volto di un immigrato dalla pelle scura.
La donna se ne accorse.
Strinse il pugno intorno
al suo pezzo di legno.
 Perché consumare il suo legno
per scaldare uno scansafatiche
 venuto a rubare pane e lavoro?

 L'uomo che stava al suo fianco
 vide uno che non era del suo partito.
Mai e poi mai avrebbe sprecato
il suo bel pezzo di legno
 per un avversario politico.
La terza persona era vestita malamente
 e si avvolse ancora
di più nel giaccone bisunto,
 nascondendo il suo pezzo di legno.
 Il suo vicino era certamente ricco.
 Perché doveva usare
il suo ramo per un ozioso riccone?
Il ricco sedeva pensando ai suoi beni,
 alle due ville, alle quattro automobili
e al sostanzioso conto in banca.
 Le batterie del suo telefonino
erano scariche,
doveva conservare il suo pezzo di legno
a tutti i costi
e non consumarlo
per quei pigri e inetti.
Il volto scuro dell'immigrato
era una smorfia di vendetta
nella fievole luce del fuoco ormai spento.
 Stringeva forte il pugno
intorno al suo pezzo di legno.
 Sapeva bene che tutti quei bianchi lo disprezzavano.
 Non avrebbe mai messo
il suo pezzo di legno nelle braci del fuoco.
Era arrivato il momento della vendetta.
 L'ultimo membro di quel mesto gruppetto
era un tipo gretto e diffidente.
 Non faceva nulla se non per profitto.
Dare soltanto a chi dà,
era il suo motto preferito.
 Me lo devono pagare
caro questo pezzo di legno,
pensava.
 Li trovarono così,
con i pezzi di legno stretti nei pugni,
 immobili nella morte per assideramento.
 Non erano morti per il freddo di fuori,
 erano morti per il freddo di dentro.
Forse anche nella tua famiglia,
 nella tua comunità,
davanti a te c'è un fuoco che sta morendo.
 Di certo stringi un pezzo di legno
nelle tue mani. Che ne farai? .

 

 
 
 
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Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi

Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così semplicemente,
nell’eloquenza del silenzio”.
Credo nel tu sorriso.

 

 

L’amicizia ,
è una parola
 molto importante
ed è anche
un sentimento bellissimo..

Si può essere amici
 anche se di diverso colore,
di diversa lingua o religione.

Tutte le persone al mondo
hanno bisogno
di un amico,
di un amico sincero.
Un amico con cui dividere
gioie e dolori.

Io credo,
che un giorno
 il mondo cambierà
E finalmente l’amicizia
 per sempre trionferà.

Valentina classe  IV  B)

 

 

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