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La poesia è un'arma carica di futuro

Post n°1440 pubblicato il 15 Luglio 2010 da nottedorientee
 

La poesia è un'arma carica di futuro
Quando non ci si aspetta
più nulla di personalmente esaltante,
ma si palpita e si va avanti
più in qua della coscienza,
fieramente esistendo,
ciecamente affermando,
come un polso che colpisce le tenebre,
quando si guardano dritto in fronte
i vertiginosi occhi chiari della morte,
si dicono le verità:
le barbare, terribili, amorose crudeltà:
si dicono poesie
che allargano i polmoni di quanti,
 asfissiati,
chiedono di essere,
chiedono ritmo,
chiedono legge per quello
 che sentono che è troppo.
Con la velocità dell'istinto,
col lampo del prodigio,
come magica evidenza,
il reale ci diventa,
identico a se stesso.
Poesia per il povero,
 poesia necessaria
come il pane quotidiano,
come l'aria che pretendiamo
tredici volte al minuto,
per essere e, in quanto siamo,
 dare in sì che glorifica.
Perché viviamo a colpi,
perché a malapena ci lasciano
dire che siamo quelli che siamo,
i nostri canti non possono
 essere senza peccato un ornamento.
Stiamo toccando il fondo.
Maledico la poesia
 concepita come un lusso
culturale per i neutrali
che, lavandosene le mani,
si disinteressano ed evadono.
Maledico la poesia di chi
 non prende partito
fino a macchiarsi.
Faccio miei gli errori.
Sento in me quanti soffrono
e canto respirando.
Canto e canto,
 e cantando al di là delle mie pene
personali, mi espando.
Vorrei darvi vita, provocare nuovi atti,
e calcolo per questo, con tecnica,
che cosa possa fare.
Mi sento un ingegnere
del verso e un operaio
che forgia con altri
 la Spagna nei suoi acciai.
Tale è la mia poesia.
 Poesia-arnese
al tempo stesso che palpito di ciò
che è unanime e cieco.
Tale è, arma carica di futuro espansivo
con cui miro al tuo petto.
Non è una poesia
goccia a goccia pensata.
Nemmeno un bel prodotto.
 Non un frutto perfetto.
È un poco come l'aria
che tutti respiriamo
ed è il canto che effonde
quanto dentro portiamo.
Son parole che tutti ripetiamo,
sentendole
come nostre, e che volano.
Son più di quanto è detto.
Sono il più necessario:
quello che non ha un nome.
Sono grida nel cielo e,
in terra, sono atti.


(Gabriel Celaya)

 
 
 
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Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi

Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così semplicemente,
nell’eloquenza del silenzio”.
Credo nel tu sorriso.

 

 

L’amicizia ,
è una parola
 molto importante
ed è anche
un sentimento bellissimo..

Si può essere amici
 anche se di diverso colore,
di diversa lingua o religione.

Tutte le persone al mondo
hanno bisogno
di un amico,
di un amico sincero.
Un amico con cui dividere
gioie e dolori.

Io credo,
che un giorno
 il mondo cambierà
E finalmente l’amicizia
 per sempre trionferà.

Valentina classe  IV  B)

 

 

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