C'era una cosa che... Merda, non mi ricordo... Va bene, probabilmente era una stpidaggine. Per fortuna la nostra memoria è tutt'altro che perfetta, dimentichiamo e, in qualche modo, in parte, decidiamo anche cosa ricordare e cosa no. Ci costruiamo il nostro passato perché il nostro passato siamo noi. Chi non riesce a dimenticare... Ci sono dei poveri disgraziati con questo problema, e questo prova che l'imperfezione della nostra memoria non deriva da limiti intrinseci del sistema ma è un utile scelta dell'evoluzione... Chi non riesce a dimenticare, dicevo, è malato e non può far altro che cercare di curarsi. Malato di troppa memoria.
E ciò che vale per il singolo vale anche per la collettività... Le testimonianze del passato, i ruderi e le rovine che costantemente emergono dal sottosuolo, siamo certi che vadano tutte scrupolosamente conservate? Non è meglio fare una serena valutazione di importanza e poi, nella maggior parte dei casi, fotografare, registrare, archiviare in forma compatta su di un supporto che permetta agli studiosi di dare un'occhiata alla bisogna, e poi demolire? Pensate ad una società lontana un paio di migliaia di anni nel futuro, che si imbatta, sotto ad un immenso cumulo di guano, nel palazzo della regione Lazio in via Colombo. Se la loro etica impedirà l'uso delle ruspe... Beh, poveracci loro. In un futuro spero ancora più lontano saremo costretti a imporre un trattamento di oblio programmato anche ad autentici capolavori perché il passato non impedisca l'esistenza del presente, non lo soffochi. Imporre la conservazione, e sul posto! di pietre insignificanti significa affrettare l'arrivo di quello sgradevole momento.
Inviato da: stefania.lovati
il 13/09/2005 alle 16:45
Inviato da: Nannim
il 27/07/2005 alle 23:49
Inviato da: cari0la
il 27/07/2005 alle 23:43
Inviato da: Nannim
il 18/07/2005 alle 02:15
Inviato da: Cane_nero
il 18/07/2005 alle 01:26