Esistono i cavalli, uno diverso dall'altro, ed esiste il Cavallo, summa, concentrato ideale della cavallinità, modello astratto a cui i cavalli reali si avvicinano, più o meno, a secondo del loro grado di perfezione. Su affermazioni di questo tipo si fondano non solo un gran numero di filosofie di grande successo, ma il nostro stesso modo di comportarci, le nostre aspettative su come dovrebbe essere il mondo. Ma è veramente così? Qualcuno è andato a controllare per verificare se quando parliamo di qualcosa in senso astratto, generale, abbiamo veramente in testa un'idealizzazione di quella cosa. Lo ha fatto con gli uccelli, suppongo perché i cavalli si assomigliano veramente tanto tra di loro. Ha chiesto ad un campionario di persone che cosa secondo loro costituisse l'uccellità e la risposta a qualcuno apparirà sorprendente: ciascuno considera "uccello ideale" quello con cui ha più familiarità ed un allevatore di pollame, nell'elencare le caratteristiche essenziali dell'essere uccello, probabilmente non metterà il volo mentre per Picasso il volatile ideale non aveva zampe. Così la nostra filosofia ci insegna che ogni cosa tende ad un suo ideale e che a questo principio dobbiamo adeguarci anche noi, ma il nostro inconscio sa benissimo che le cose non stanno così.
Inviato da: stefania.lovati
il 13/09/2005 alle 16:45
Inviato da: Nannim
il 27/07/2005 alle 23:49
Inviato da: cari0la
il 27/07/2005 alle 23:43
Inviato da: Nannim
il 18/07/2005 alle 02:15
Inviato da: Cane_nero
il 18/07/2005 alle 01:26