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Topologia del calzino

Post n°46 pubblicato il 27 Luglio 2005 da Nannim

Come è noto i calzini sono animati da una forza simile all'elettromagnetismo, questo fa si che due calzini, appartenenti ad un medesimo paio, tendano a respingersi e ad allontanarsi l'uno dall'altro. Infatti se non si opera in senso contrario si finisce per trovare il proprio cassetto pieno solo di calzini spaiati. In genere si usa arrotolarne un paio insieme e poi rigirare la parte superiore di uno dei due, fino a trovarsi tra le mani un oggetto di forma vagamente sferica o subsferica, più simile ad un frutto che all'indumento originario. Questo mi suscita una domanda: a questo punto, quale calzino contiene l'altro? Mi figuro tutto il procedimento per cercare di immaginare la forma e la reciproca posizione dei due oggetti quando improvvisamente un satori zen mi colpisce con la violenza di un gavettone. I calzini sono qualcosa di molto più complesso di quanto supponessi.
Prendiamo un calzino e chiudiamolo all'estremità, senza perdere d'occhio il suo gemello che, nel frattempo, sta cercando di scivolar via e sparire. Ora abbiamo una specie di sacchetto che contiene... Niente, ma non importa. Forse un vago olezzo caseario. In ogni caso abbiamo diviso l'universo in due settori: uno interno al calzino, l'altro esterno. Uno piccolo, uno presumibilmente infinito o comunque, molto, molto grande. Adesso riapriamo l'estremità che avevamo chiuso e rigiriamo il calzino... L'esterno è diventato interno e l'interno è diventato esterno. Ohibò, questo non vuole per caso dire che ora l'intero universo è all'interno del calzino e che ne è rimasto fuori solo un piccolissimo volume? E' proprio così, l'universo adesso è dentro il nostro calzino. Non lasciamolo cadere. E' possibile per un oggetto dalle dimensioni finite contenere l'infinito? O magari questa è la prova che l'Universo non è infinito? Comunque le cose stanno così, ma non è finita, dov'è l'altro calzino? Eccolo la che cerca di infilarsi sotto un mobile già pregustando la sua futura vita di spaiato. Lo prendiamo e compiamo sul secondo calzino gli stessi atti che abbiamo compiuto sul primo. Adesso anche lui contiene l'universo. Non solo: contiene anche l'altro calzino che a sua volta contiene l'universo. Ho come l'impessione di essere diventato metafisicamente strabico. Ora entrambi i miei piedi sono infilati in entrambi i calzini. Mi aggrappo al tavolo per evitare di finire con il muso per terra ma il satori zen, lesto come era arrivato, termina. Non c'è più alcun calzino. L'universo per fortuna c'è ancora. E comunque, volendo, visto che è estate, si può girare coi piedi nudi dentro dei sandali...
Coi sandali certe oscenità non si possono fare.

 
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