Stamane ho letto con tristezza che a Seattle (USA) una coppia di genitori di una bambina di 9 anni affetta da una rara malattia cerebrale, che la rende praticamente inabile al movimento, due anni fa hanno chiesto ed ottenuto dai medici che curano la figlia di sottoporla ad una terapia che ne inibiva la crescita. Durante la lettura del pezzo mi ero immaginato che questa difficile e sicuramente travagliata decisione era stata presa con lo scopo di proteggere la bambina....ingenuamente credevo che lo sviluppo della malattia era legato allo sviluppo fisico e che magari con il passare degli anni le potesse far rischiare la vita. Ovviamente mi sbagliavo: le ragioni che hanno spinto i genitori in questa insolita linea di azione sono di natura organizzativa.....dicono sia molto più semplice gestire il corpo di una bambina in stato vegetale piuttosto di quello di un'adulto, è più semplice spostarla, lavarla, nutrirla.....per ottenere questi vantaggi la bambina è stata sottoposta a 7 anni all'asportazione dell'utero, delle ghiandole mammarie in via di formazione e di un trattamento ormonale...........secondo voi tutto questo è giustificato?
Inviato da: braciolone
il 01/09/2009 alle 17:13
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il 17/04/2009 alle 07:45
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il 17/04/2009 alle 07:41
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il 17/04/2009 alle 07:13
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il 17/04/2009 alle 05:32