Creato da Brasimia il 26/07/2006

Mia...non per sempre

Contro me stessa

 

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Post N° 62

Post n°62 pubblicato il 05 Settembre 2006 da Brasimia
 

Oggi è praticamente una giornata strana,
ho una voglia immansa di uscire,di camminare,
di guardare il cielo e la gente passare...
Di entrare in un negozio e comprare un qualcosa,
senza pensare al cosa.
Mi piacerebbe prendere l'auto è andare al mare,
sdraiarmi e rilassarmi,
col fruscio del vento e che mi accarezza.
Andare dal parrucchiere,
stirare i capelli,
truccarmi e
andare in giro per la mia bella Napoli.
Mangiare una bella pizza,
così,
gustandomela senza rimorsi e senza paura.
Scrivere su questo mio spazietto un qualcosa di diverso,
un'uscita con le amiche,
un' amore che sboccia,
una serata in discoteca.
Smettere di pensare e vivere la giornata come viene,
senza la mia ossessione di perfezione,
senza la mia paura di non essere accettata,
senza il mio far di tutto per piacere.
Tranquilla,
sola o in compagnia,
ma mi piacerebbe chiamare questo,
un giorno di vita vissuta
e non sprecarlo come sempre.
Magari andare al parco giochi,
come facevo da piccina,
salire sull'altalena e sorridere,sorridere,sorridere...
Cadere e rialzarmi,
piangendo per quel ginocchio graffiato,
e ritornare sull'altalena per volare,
volare in una risata semplice,
ingenua,piccola...unica...
Unica come non mai...
Quanto mi piaceva andare sull'altalena!!
Le giostrine erano la mia passione...
E non parliamo dei cartoni animati...
Sono nata con Sailor Moon,
La paladina della legge,
la combattente che veste alla marinara,
con il suo cristallo di luna,
mai persa una puntata,
il mio papa' le registrava tutte,
perchè altrimenti altro che pianti...
Ed ero piccina,
inconsapevole del mondo grande
che poi mi avrebbe aspettato.
Sognavo una vita da Principessa,
mettevo un velo in testa,
una camiciola da notte di mamma...
hahahaha,e mi chiudevo in camera
e con me tutti i miei amichetti fantasmi...
Vivevo di fantasia...
Vivevo di sogni,
e sognare fa battere il cuore,
ti fa sperare nel mondo che vorresti.
E poi i primi amori,
le prime delusioni,
piu' amare delle passate...
E crescendo crescendo anche loro sono cresciute.
Sino ad oggi,
sino a quando ho deciso di fermarmi.
Ho avuto paura,
paura di uscire fuori da questo guscio,
paura di vivere una vita
che non ho mai visto nelle fiabe.
Paura di piangere
perchè sull'altalena non ci sono piu' salita,
perchè mi sono accorta che cio' che vedevo
era solo frutto dell'immaginazione di una bimba...
Io ...

Mia*

 
 
 
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      ...Mi dispiace...

Mamma ho sognato che bussavi alla mia porta
E un po' smarrita ti toglievi i tuoi occhiali..
Ma per vedermi meglio e per la prima volta
Sentivo che sentivi che non siamo uguali...
Ed abbracciandomi ti sei meravigliata
Che fossi così triste e non trovassi pace
Da quanto tempo non ti avevo più abbracciata
E in quel silenzio ho detto piano
... mi dispiace!
Però è bastato quel rumore per svegliarmi
Per farmi piangere e per farmi ritornare
Alla mia infanzia a tutti quei perduti giorni
Dove d'estate il cielo diventava mare
Ed io con le mie vecchie bambole ascoltavo
Le fiabe che tu raccontavi a bassa voce
E quando tra le tue braccia io mi addormentavo
Senza sapere ancora di essere felice.

Ma a sedici anni io però sono cambiata
E com'ero veramente adesso mi vedevo
E mi senti ad un tratto sola e disperata
Perché non ero più la figlia che volevo
Ed è finita li la nostra confidenza
Quel piccolo parlare che era un grande aiuto
Io mi nascosi in una gelida impazienza
E tu avrai rimpianto il figlio che non hai avuto.

Ormai passavo tutto il tempo fuori casa
Non sopportavo le tue prediche per nulla
E incominciai a diventare anche gelosa
Perché eri grande irraggiungibile e più bella
Mi regalai così ad un sogno di passaggio
Buttai il mio cuore in mare dentro una bottiglia
E persi la memoria mancando di coraggio
Perché mi vergognavo di essere tua figlia!

Ma tu non bussi alla mia porta e inutilmente
Ho fatto un sogno che non posso realizzare
Perché ho il pensiero troppo pieno del mio niente
Perché l'orgoglio non mi vuole perdonare
Poi se bussassi alla mia porta per davvero
Non riuscirei nemmeno a dirti una parola
Mi parleresti col tuo sguardo un po' severo
Ed io mi sentirei un'altra volta sola.

Perciò ti ho scritto questa lettera confusa
Per ritrovare almeno in me un po' di pace
E non per chiederti tardivamente scusa
Ma per riuscire a dirti mamma
...mi dispiace!
Non è più vero che di te io mi vergogno
E la mia anima lo sento ti assomiglia
Aspetterò pazientemente un altro sogno.
Ti voglio bene mamma...
scrivimi... tua figlia.


                      [...L.pausini.]
 

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