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Loculo #12(1).

Post n°102 pubblicato il 20 Ottobre 2005 da Ofyp
Foto di Ofyp

Piove oggi. Ne sentiamo il rumore, lo scrosciare dell’acqua sul cemento fuori dai campi. I rivoli che si formano contro il muro esterno e scavano là dove, fino a pochi giorni fa, c’era gente che lavorava per puntellare la parete esterna, ceduta tempo fa. Quando metteranno a posto porteranno nuovi inquilini.
C’è un po’ di malinconia, sono tutti molto silenziosi. Direi che c’è un mortorio ma pochi capirebbero, oggi. Nessuna visita, per nessuno. La pioggia tiene lontani i parenti dai cimiteri, anche se il fatto di essere dentro loculi al coperto farebbe pensare al contrario.
E’ strano essere apatici dentro ad una bara. Ti viene voglia di dire che non hai voglia di far niente ma il niente è attorno a te. Ti senti parte del mondo che ti circonda ad essere solo pensiero. Le sfaccettature fisiche delle sensazioni non le hai. Quando il mondo attorno a te rimane vivo, per quel che può esserlo qui dentro, sei attivo. Parli, ti confronti con i compagni di merende, ascolti le voci che arrivano da fuori, le commenti e, il più delle volte, ci ridi sopra. Quando ti prende l’apatia è un disastro. Ti verrebbe da sbuffare, a volte lo fai. E il susseguirsi di “uff” ti porta al ricordo di parole urlate all’eco di alte montagne e lo sconforto è ancora più grande.
Prima o poi doveva accadere. Prenderla con filosofia è un bene, ma la mia vita, in fin dei conti, mi manca. Magari seduto su una nuvola o inforchettato da qualche piccolo diavoletto rosso mi avrebbe tenuto più impegnato.
Abbiamo anche provato a pensare al motivo per il quale siamo qui, perché siamo rimasti racchiusi nelle nostre spoglie mortali, nelle nostre bare. Il tam-tam del cimitero, arrivato alla signora Di Venuta, che abbiamo soprannominato “La Salma” per le informazioni che riesce a recuperare, ha portato la versione che siamo nell’attesa. Dai campi più vecchi non si sentono voci quindi, deduzione di Ivana, ad un certo punto verranno a portarci via.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi farei portare via volentieri. Solo anima, vagare per il mondo, trasportato dal vento. Bella sensazione, il vento. Il calore del sole. Cose che in vita non mi davano più nessuna sensazione e che ora mi mancano.  La felicità non sta solo nel pensiero, come credevo quando stavo di là. La fisicità porta emozioni uniche, che il mio cervello non riesce a ricreare.
E la pioggia, fuori, mi adombra i pensieri.
Vorrei andar via di qui, oggi.

 
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