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Estratto.

Post n°110 pubblicato il 27 Ottobre 2005 da Ofyp

La vide far l'amore con la musica. Vide il suo corpo distendersi mentre lei si accarezzava dolcemente i capelli. Vide le note, come dita, insinuarsi sotto la nuca e lei che le accompagnava con le mani, alzando una chioma liscia e castana che gli ricordava i mobili in arte povera dei suoi genitori, a cercare il fresco in una serata afosa. Le vide scendere, quelle mani, accarezzando i suoi fianchi mentre lei, sinuosamente, iniziava a muoversi trasportata dalle sensazioni. Colpi di bassi a muovere gambe quasi perfette, inguainate in pantaloni color sabbia, che leggermente si divaricavano, invitanti, ad offrire sensazioni e ad allargare varchi per lasciarla passare, la musica. E poi su, dentro di lei, un battito dopo l'altro, il suo bacino che si muoveva a ritmo, in avanti, indietro, con movimenti sinuosi, dapprima timidi, come donna che si concede per la prima volta al suo uomo, poi sempre più marcati, più potenti, all'unisono con i tempi e con le note. Le sue mani, sinuose, in un turbine di emozioni, fra nuca ed inguine, passando attraverso seni, ventre, gambe, trasportata dalla sua sensualità, con gli occhi chiusi, come fosse sola nella sua stanza d'adolescente. Le labbra, socchiuse, la lingua, appoggiata, in una tempesta d'erotismo, al labbro superiore, ad accarezzare i denti. Poi, quasi di colpo, fremente, la guardò riportare la testa in avanti, abbassare le braccia, aprire gli occhi, riportare la lingua al suo posto e rivolgere lo sguardo sulla gente che ancora si muoveva.

 
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