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Perdutamente

Post n°189 pubblicato il 15 Maggio 2014 da ombrascura78
 

Perdutamente, mi capita di vivere in questa maniera, perso. 

La solitudine è sempre più vicina, sta divenendo una seconda pelle, mi è sempre piaciuta e l' ho sempre un po' cercata, ma adesso arrivo a desiderarla, come isola in mezzo al mare nel caos della quotidianità, come acqua in un deserto, come un' antitesi per una tesi .

Mi riscopro solitario, ogni anno poco di più, perso a guardarmi intorno, spettatore delle vite altrui come se la mia non avesse più nulla da raccontare, non ho nulla (e non lo voglio) che mi attragga in me, ma sempre più spesso trovo momenti, attimi nel mondo o nella vita di altri che mi affascinano, rapendomi .... perdutamente.

Attratto da un riflesso di una pozzanghera, dalla scia del sole di un tramonto riflesso sui vetri di un autobus che passa, il pianto di un bambino e il dolce abbraccio della mamma, cose alle quali non si fa caso, divengono per me, anno dopo anno richiami, una mano che afferra il tubo di un appiglio del bus, il sapore dell' aria al mattino, dei panni stesi, il colore dell' imbrunire, le persone che passeggiano in piazza... .

Non faccio altro che pensare a questo, rubando visioni al mondo, ascoltandolo, come se lui mi parlasse... è meraviglia. 

Vivo la mia vita da uomo evanescente, non ho niente da raccontare, ho un percorso da fare che è quello di accorgermi di ciò che spesso sfugge, non ho doti particolari, l' ho solo scoperto e dapprima come un orecchio non abituato alla musica, col tempo.... adesso, riconoscendone le canzoni, leggendo le note direttamente dal pentagramma della vita. Certo avrà aiutato rinunciare alle comodità, cammino e basta per muovermi, non uso macchina/moto, uso i mezzi o al massimo una bici... ed ho tempo per guardare, sentire, assaporare, sto rubando del tempo al tempo stesso. Ho riscoperto tutto questo, non c'è paesaggio che non mi ammalii, non c'è attimo che non mi entusiasmi...

Lavoro in un cantiere navale, le vampate di fuoco che escono dai lapilli di una saldatura, il loro arco nel cadere al suolo, il lavoro dell' uomo che esegue la saldatura, la molatura, la pitturazione, ogni cosa, tutto mi percuote sconquassando la mia ragione, più vedo e più noto, più ascolto e più sento....la litania di un uomo in un angolo di una cabina, che con un cartone a terra si china pregando, la curva della schiena, le mani giunte le rughe che raccontano parte della sua vita...nel caos quel bisbiglio mi porta via, perdutamente.

E' tutto molto strano, sono uno spettatore, come fossi perdutamente trasparente, avvolto dal silenzio, girovago silente.

Non c'è rinuncia e non esiste malumore nella mia vita, vivo confrontandomi e consumando i rapporti che ho, non sono disincantato ne disilluso, non vuole essere una lamentela.... è prova, segno, semplice condivisione di ciò che vivo, sentimenti, sensazioni, sapori e suoni. E' come se mi muovessi nella notte di quella che voi chiamate quotidianità, nella notte si sa tutto appare più tranquillo e tutto viene fuori da se, coprendosi di aurea magica...ecco, per me pare esser tutto evidenziato, tutto rimarcato perchè possa essere preso, vissuto... 

Ad oggi credo che non ci sia significato in una vita vissuta, ma ci sia enorme significato nel percorso fatto, nel sentire, nulla ha valore se non questa crescita spirituale che sento svilupparsi in me, come fosse uno scavallamento, un giro di boa dove il solo significato è intrisenco nel riconoscere l'avvenimento.

La vita è sensazione, null' altro e credo sia la sensazione, il carpire che debba essere ricercato ^_^ se rileggo il blog a ritroso (e sono felice di averlo scritto per così tanti anni ); è di certo la cronostoria della mia crescita e delle mie folli discese, un racconto coerente ed aderente a quello che sono, un bel vestito tagliato a misura e adattato alla mia corporatura, uno di quei vestiti dove ti ci trovi bene, dove ti senti comodo, a tuo agio...sapete, quella sensazione nel mettere la maglietta preferita, i pantaloni preferiti..... te li senti addosso magnificamente.

Credo che la risposta  a tante domande stia nel karma, e credo che, perchè si possa chiudere il karma, si debba rinunciare alla fisicità (che poi non è una rinuncia) credo che per vivere sereni ci si debba perdere perdutamente... e che una volta persi perdutamente ci si debba sentire perdutamente persi, in pace, tesi, ad ascoltare il mondo... 

..........Siempre!.

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                                                                                  ...e mi innalzo, mi elevo affiimmaginenchè le mie emozioni siano portate al limite, mi tendo ascoltando ciò che il mio corpo mi sta dicendo.

Mi libro nell' aria maestosa e fiera controllando il mondo mi spingo al limite, estasiata e sicura, avanzo sentendo mie le correnti.........io sono aquila padrona del cielo, qui vivo io, ascoltando il vento e sorridendo al sole che mi da vita.