PRESENZA

LA SPERANZA E LA GRAZIA


Péguy nel Portico del mistero della seconda virtù scrive: "Per sperare bisogna aver ricevuto una grande grazia". La fede nel Nazareno è la grande grazia. Un avvenimento nella vita personale e sociale. Un fatto inaspettato nella vita personale. Un seme, un germoglio, una carezza inaspettata. Un avvenimento che si palesa come dono e grazia. La grande grazia della certezza nel presente. Non un rifugio. Non appena un ricominciare con delle pratiche religiose. Una riscoperta delle vere e reali esigenze originarie. Senza scappare, senza censurare nulla della propria persona. Un germoglio che attecchisce quando le domande che abbiamo addosso sono vere. Il desiderio di felicità che si riaccende e invade tutta la vita. E' impossibile darsi la felicità. E' impossibile costruire la felicità. La felicità accade per dono. E' il capovolgimento della mentalità odierna. Non c'è nichilisno che tenga di fronte ad un avvenimento storico. Non c'è teoria che tenga di fronte ad una carezza. Non c'è discorso che tenga di fronte ad un dono. Si tratta di guardare quello che accade. Si tratta di incontrare il Mistero che è accaduto nella storia e riaccade miracolosamente. Si tratta di un capovolgimento della prospettiva umana. Un fatto, un avvenimento, un volto, una storia, un'avventura, dei luoghi.