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VERATTI,L'UOMO VOLANTE CHE DECOLLA PER I MONDIALI
Post n°2060 pubblicato il 17 Dicembre 2013 da PRIGNANESE
Il ragazzo di Prignano a gennaio in Brasile per la finale iridata di parapendio: «Bisogna avere paura, altrimenti sbagli. Solo in aria lo spirito è davvero libero» Perché un uomo decide di volare? Chiedetelo a Paolo Veratti, lui ve lo può spiegare. Originario di Prignano, 34 anni, a gennaio parteciperà al campionato mondiale di parapendio a Baixo Guando, nello stato di Espirito Santo in Brasile (www.pwca.org). Un traguardo insperato, nemmeno ci pensava otto anni fa quando iniziò questa avventura: «Giocavo a calcio, come tanti. Poi, per curiosità, mi avvicinai a questo sport, che in pochi conoscono». Come ci sei arrivato? «Grazie alla passione per il volo di alcuni zii, maniaci del deltaplano. E grazie anche alla mia passione per la montagna, che coltivavo semplicemente sciando». A quando risale il primo volo? «Anno 2005, da Monfestino a Serra, cinque minuti che mi sono rimasti nel cuore. Ma ogni volo fa storia a sè». Il volo che ricordi più volentieri? «È sempre un’emozione unica, perché ogni volo è diverso. Se devo scegliere dico costeggiare il crinale degli Appennini o i 110 chilometri sulle Dolomiti feltrine. Quest’ultimo è stato forse anche il più lungo». Non hai mai paura? «Mai? Sempre. Bisogna sempre avere paura, altrimenti perdi di vista la realtà. E quando sei in aria col corpo è bene che la testa si mantenga coi piedi per terra». Quali sono le condizioni ideali per volare? «Poco vento, 20 chilometri all’ora al massimo, e una giornata con una buona attività termica. Sostanzialmente si vola bene quando c’è alta pressione». Quante ore di allenamento servono? «Quelle che il lavoro lascia libere, meglio nel week end. È una disciplina che richiede impegno, costanza e sacrificio. Non solo nelle ore per allenarsi, ma anche nell’impegno economico, che non è trascurabile». Che obiettivi ti sei dato? «Divertirmi. E i risultati arrivano. Sono tra i primi venti piloti italiani, e grazie al piazzamento ottenuto quest’anno in Serbia in una prova di qualificazione alla super finale di Coppa del Mondo potrò partecipare a questa grande competizione che mi permetterà di confrontarmi tra i migliori del mondo». In cosa consisterà la gara? «Come una regata, ma virtuale. Sul gps si fissano le boe del percorso, e tu lo devi percorrere nel minor tempo possibile, con la differenza che se nel cielo, come uno spirito libero». Fonte - Gazzetta di Modena |
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