Creato da grigioperla74 il 30/04/2012

Perle d'amore

.

 

« Non perdi mai la pazienza?Con la pazienza »

La pazienza di Giobbe

Post n°47 pubblicato il 26 Giugno 2012 da grigioperla74
 

 Voi potete non conoscere i dettagli, ma quasi tutti sanno che Gobbe soffrì, ma chi era Giobbe?

Giobbe, un uomo integro e retto, viveva in un paese di Uz, in Oriente. Egli era ricco, possedeva tante cose; una bella famiglia e tanti figli, amici, terre, beni e salute. Egli temeva Dio e fuggiva il male;  era considerato il più grande di tutti i “figli dell’Oriente”.

Un giorno, Giobbe perse tutto quello che aveva, compreso figli e salute. La moglie gli disse: “Rimani ancora fermo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!”. Egli gli rispose: “Tu parli come parlerebbe una donna insensata. Se da Dio, accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?”. In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra, ma perse anche il supporto di sua moglie.

Quando tre amici di Giobbe vennero a sapere di tutte queste sciagure che si erano abbattute su di lui, giunsero ciascuno dal proprio paese: Elifaz di Teman, Bildad di Shuha e Tsofar di Mahamath; essi infatti si erano messi d’accordo per venire a fargli le condoglianze e a confortarlo. Quando essi alzarono gli occhi da lontano, non lo poterono riconoscere, allora si misero a piangere a gran voce, e ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere gettandolo verso il cielo. Poi si sedettero accanto a lui per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una sola parola, perché vedevano che il suo dolore era molto grande. Dopo questo iniziò per Giobbe un vero e proprio strazio del cuore, in cui si lamentò delle sue disgrazie con grida a Dio. Elifaz, Bildad e Tsofar, sentendolo lamentare, andarono da lui a consolarlo, ma per ben dieci volte, Giobbe non ricevette da questi alcuna parola di conforto, ma solo parole moleste e derisione. A uno di loro Giobbe rispose: “Di cose come queste ne ho udite tante! Siete tutti dei consolatori molesti! Quando finiranno i vostri discorsi vuoti? O che cosa ti spinge a rispondere? Anch’io potrei parlare come voi, se foste al mio posto, potrei mettere assieme parole contro di voi, scuotendo il mio capo contro di voi. Ma vi incoraggerei con la mia bocca e il conforto delle mie labbra  allevierebbe il vostro dolore. Se parlo il mio dolore non è alleviato: se cesso di parlare, che sollievo ne ho?”. Giobbe si sentì incompreso e capì che gli amici non gli erano per nulla di aiuto, anzi lo opprimevano solo con i loro discorsi inutili.

Ad un certo punto Giobbe osò argomentare con Dio delle sue svariate prove; gli supplicò di dargli spiegazioni del perché di tanta sofferenza. Ma Dio rifiutò di dare a Giobbe alcuna spiegazione. 

 Poi questi tre uomini alla fine cessarono di rispondere a Giobbe, perché egli si ritenne giusto.  Un  certo Elihu si accese d’ira contro Giobbe,  perché questi riteneva giusto se stesso anziché Dio. La sua ira si accese anche contro i suoi tre amici, perché non avevano trovato la giusta risposta, sebbene condannassero Giobbe. Elihu aspettò a parlare a Giobbe, perché essi erano più anziani di lui. Perciò alla fine andò da Giobbe per parlargli. Elihu gli disse di parlare da parte di Dio e lo rimproverò aspramente, difendendo la giustizia di Dio ed esaltandolo per le sue grandi opere nel creato.

Dopo questo, alla fine Dio rispose a Giobbe nel contesto della sua creazione e gli disse: “ Chi è costui che oscura il mio disegno con parole prive di conoscenza? Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti interrogherò e tu mi risponderai. Dov’eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza!”. Dio parlò a Giobbe a lungo, dandogli risposte e così Giobbe gli disse: “ Ecco, sono così meschino, che cosa ti posso rispondere? Mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non parlerò più; sì, due volte, ma non aggiungo altro.” Dopo queste parole Dio sfidò Giobbe a far giudizio dei malvagi; paragonò la sua forza con quella di Behemoth e del Leviathan. E dopo tutto questo discorso con Dio, Giobbe finalmente riconobbe di non aver intendimento e si pentì.

Dio si adirò contro i suoi tre amici, perché non avevano parlato di lui rettamente come invece aveva parlato Giobbe. Dio lo trasse dalla sua afflizione, dopo che egli ebbe pregato per i suoi amici; e così Dio diede a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva prima. Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutti i suoi conoscenti si riconciliarono con lui; lo confortarono, lo consolarono e quindi, ognuno di essi gli diedero un pezzo d’argento e un anello d’oro. Infine Dio benedisse gli ultimi giorni di Giobbe più dei primi; ebbe pure sette figli e tre figlie, che chiamò: Jemimah, Ketsiah e Keren-Happuk.

In tutto il paese non c’erano donne così belle come le figlie di Giobbe e il padre assegnò loro un’eredità tra i loro fratelli. Dopo questo Giobbe visse centoquarant’anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli per quattro generazioni. Poi Giobbe morì vecchio e sazio di giorni.

 

Questa è una storia vera, tratta da il “libro di Giobbe”, che fa parte della "Sacra  Bibbia" e ci illustra l’assoluto controllo di Dio sugli eventi del mondo, affinché si possono compiere i suoi buoni propositi. Giobbe è un esempio per tutte le persone, soprattutto per quelle che soffrono. Egli è un uomo senza biasimo e giusto, anche nelle sofferenze. Giobbe crede in Dio e anche quando perse tutto, non aveva mai perso Dio. Egli sopportò le sofferenze e ciò portò ad una comunione più profonda con Dio. Giobbe scoprì che Dio ha sempre ogni cosa sotto controllo, e che le circostanze non cambiano l’invito di Dio a confidare in lui e nella sua infinità bontà.

Le sofferenze di Giobbe sono un incoraggiamento per coloro che soffrono a confidare nella bontà di Dio. La morale è che Satana non ha potere sovrano sulla vita del credente, ma Dio gli concede di metterlo alla prova attraverso le sofferenze. Inoltre Dio usa le sofferenze per raffinare il carattere dei credenti.

 

“Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato; avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la fine riserbatagli dal Signore, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione.” ( Giacomo 5:11)

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963