“Sei dolcissimo e tanto carino, non c’è nessuno al mondo come te!” disse la mamma a Ben.
“Davvero non c’è nessuno come me?” domandò Ben.
“Certo che no” rispose la mamma, “sei unico!” (…)
“Ma io non voglio che al mondo ci sia soltanto uno come me (…) perché così sono solo!” protestò Ben
(…)
“Io mi sento solo” mormorò Ben sottovoce.
“Ma tesoro” esclamò la mamma, “ci sono io con te!”
“Ma tu non sei me”. Tacquero.
(…)
“Allora di ogni persona ce n’è solo una al mondo?” domandò Ben.
“Sì, ce n’è solo una” disse la mamma.
“E perciò tutti sono soli?”
“Sono un po’ soli ma sono anche un po’ insieme. Sono sia l’uno sia l’altro”.
” Ma com’è possibile?”
” Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico” spiegò la mamma ” e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola”
“Allora abbracciami” disse Ben stringendosi a lei. La mamma lo tenne stretto a sé (…) .
“Adesso non sono solo” pensò Ben mentre l’abbracciava, “adesso non sono solo. Adesso non sono solo”
“Vedi” sussurrò la mamma, “ proprio per questo hanno inventato l’abbraccio”.
David Grossman