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Post n°6 pubblicato il 20 Febbraio 2007 da observo

Leggo sbigottito questa lettera pubblicata sul sito www.waterpoloweb.com, dedicato interamente alla pallanuoto.
Uno sport stupendo ma poco conosciuto, purtroppo, e forse ho capito anche il perchè: fino a quando succederanno certe cose non si potrà mai crescere, nè come singolo gruppo, nè come intero movimento a livello nazionale, nonostante le coppe europee vinte dai club e le medaglie delle nostre rappresentative, femminile in primis negli ultimi 15 anni, ma anche maschile fino a poco tempo fa (ricordate il settebello degli anni '70 e poi degli anni '90?)

P.S.: di seguito alla lettera il commento della redazione

Spettabile redazione,
sono una giocatrice di pallanuoto serie A femminile. Pratico questo sport da quando avevo 15 anni. Adesso ne ho ... , quindi ho dedicato alla pallanuoto gli anni più belli della mia vita. Ho sempre giocato ai massimi livelli e sono stata anche atleta della nazionale vincendo molte manifestazioni.
Poi quello che non ti aspetti: una malattia abbastanza grave, seppur risolvibile con il tempo, che però ha scritto la parola fine a questa stagione, dovendo interrompere di fatto l'attività del campionato in corso.
Morale sotto le scarpe, senza dubbio, ma il fatto ben peggiore è arrivato dalla mia società: mi ha sciolto istantaneamente il contratto, ed adesso non percepisco più uno stipendio.
Mi sono trovata in difficoltà, sia a livello di salute sia a livello economico perchè per me la pallanuoto era l'unica fonte di sostegno.
Per questo motivo ho anche dovuto prendere la decisione di ritornare, dopo 15 anni di lontananza, a casa dai miei genitori per avere conforto e aiuto. Speravo che dopo 15 anni una Società tutelasse in maniera diversa una giocatrice che per altro non ha mai causato problemi, che si è sempre allenata seriamente giorno dopo giorno. Invece non è stato così. Potevano tutelarmi sino alla prossima stagione perchè infatti già nel prossimo campionato potrò giocare.. Pazienza, scelte societarie che però a livello umano non fanno piacere... Questa mia, comunque, non vuole essere solo uno sfogo, ma anche un consiglio per tutte quelle ragazzine che si buttato in acqua tutti i giorni con sacrificio e che sognano, come ho fatto io, la Nazionale. Giusto farlo perchè la pallanuoto è uno sport meraviglioso, che forma sia a livello fisico ma anche come persona, ma il mio consiglio è di non sacrificare la vostra vita solo in questo. E' importante trovare nella un' alternativa lavorativa perchè, con questo sport specialmente nella femminile, non ci si arricchisce, e quindi potreste incappare come me in una situazione simile e ritrovarvi ad una certa età con un pugno di mosche in mano. Ricordi tanti, bellissimi, ma senza un lavoro, perchè sacrificare tutta la vita per questo sport, come ho fatto io, non ti porta da nessuna parte. Quando smetti, poi cosa fai ? Quindi aprite bene gli occhi perchè di Giusi Malato, di Tania Di Mario non ne escono molte in questo sport.
lettera firmata


Nota della redazione:
ci hanno criticato (tanti nemici tanto onore) perchè additiamo i dirigenti di club come dei "dilettanti allo sbaraglio". Dalle notizie in nostro possesso, i dirigenti chiamati in causa dall'atleta, non sono dilettanti allo sbaraglio, di più, sono vigliacchi: finchè c'è stato da mungere danaro allo stato, si sono lanciati in faraoniche attività sportive, adesso che finalmente si sono chiusi i rubinetti, ecco svelarsi la vera natura di queste persone, che non sanno neppure cosa sia la moralità.
Senza dubbio qualcuno si riconoscerà da queste poche righe. Ebbene se hanno un briciolo di educazione sportiva, mettano mano al portafoglio e versino quanto stabilito ad inizio stagione. Non si abbandona un atleta nel momento del bisogno. E' amorale e antisportivo e da vigliacchi.

 
 
 
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