Sparsi in una stanza
peduta nel tempo
l'aria impalpabile
di un abusato sogno
la mente piegata
in suggestive immagini d'alcova.
Vederti arrancare
appesantita dal mio desiderio
lo sguardo sommesso
in trepida attesa
prima del contatto
del corpo fremente
che s'č fatto frutto carne
e pianto di notte.
Prendere di petto
le avide mani
offerte in difesa del delirio
ai tentacoli protesi
a cercar carezze
a tracciare nella nostra carne
frustate d'amore
indelebili segni
d'arcana passione
ruvida e fredda
nei bianchi lini
E cosė noi rapiti
da attimi infiniti
sia il profumo tangibile
a inalar la voglia dell'anima
gelido acciaio
sulla tua pelle arrossata.
Sentirmi maschio
quando arcui la schiena
delle lune morbide
e ne chiedi di pių
del fuoco vivo
di quanto natura
trasmette tramonti
di vischiosi umori sospirati
accendono divini roghi
le gelose labbra
sicure del potere
in dono e predatrici.
D.D