
May parade... che brutto vizio anglofonizzare tutto ciò che ci riguarda... si è partiti con la contrazione di Genova per un nuovo tessuto per pantaloni, i jeans, e si è proseguito nel tempo tra week end, ok (mea culpa...), meeting and so on... Oddio... finchè funziona, tipo hamburger che una volta, da svizzera, era prodotto di basso smercio può pure andare bene. Ma qui si rischia l'esagerazione.
Comunque, tornando a bomba, svariate sono state le manifestazioni svoltesi in occasione della festa del lavoro (in futuro, forse, worker pride). Alcune a valenza puramente politica, per mostrare il proprio malessere o le proprie aspirazioni disattese; alcune ludiche, per lo più musicali; alcune con entrambi le connotazioni.
Non trovo nulla di erroneo o di disdicevole nel scendere in piazza per i propri diritti. Non lo condivido, ritenendolo una rappresentazione sterile e fine a se stessa di istanze che, benchè legittime, nascono e muoiono nell'interesse collettivo in quel medesimo momento; però lo comprendo.
Dall'inizio del mondo il genere umano ha avvertito la necessità di coagularsi per esternare le proprie idee condivise: non vedo perchè non debba accadere anche ora.
Tuttavia mi crea un enorme fastidio lo strumentalizzare le migliori intenzioni per compiere atti che viceversa, alla luce del sole, non sarebbero mai posti in essere.
Mi riferisco alle bombe incediarie su fast food o agenzie interinali, alle scritte di pessimo gusto, ai danneggiamenti indiscriminati.
Vedere sfilare carri musicali con musicisti che nulla hanno da invidiare, per qualità e virtuosismi, a celebrati professionisti potendosi gustare dell'ottima musica doverebbe essere incentivato piuttosto che ristretto a minuscole particelle durante giornate di Festa. Però qualcuno mi spieghi la necessità di vergare un muro con scritte tipo "10, 100, 1000 Nassirya". Perchè obiettivamente, pur essendo cerebralmente molto più capace rispetto a chi le scrive, non ci arrivo proprio.
Probabilmente questi stessi eleganti esteti del dissenso perderebbero tutto il loro british aplomb qualora leggessero qualcosa di simile su un loro amico, un loro fratello. Magari qualche insulto alla memoria di un loro affetto. Tuttavia si sentono legittimati nel mostrare al mondo la loro pochezza non solo mentale ma anche umana.
E' oltremodo fastidioso notare quanta miseria ci sia nell'uomo. Non nutro sentimenti di odio nei loro confronti: non credo ne valga la pena. Credo tuttavia che sarebbe utile, qualche volta, sentire la loro voce unita al loro viso. Poterli guardare negli occhi, osservarne i lineamenti e conoscerne l'identità mentre argomentano il loro operato. Non è mai capitato, ma sarebbe utile capitasse.
Un'ultima riflessione sul fuoriclasse che, durante il corteo di Milano, si è piccato di volere fendere la folla, in senso inverso al flusso, al volante della sua Porsche. "Non c'è bisogno di sentire le tue argomentazioni, amico. Sei già fortunato se puoi ancora parlare...". E questa volta piena solidarietà con il corteo...
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 02:02
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il 25/03/2009 alle 02:02
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il 24/03/2009 alle 23:47
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il 24/03/2009 alle 14:30
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il 24/03/2009 alle 14:14