Contro tutti
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Fenomeni d'informazione d'un quotidiano stupefacente
Sui media si sta assistendo ad un fenomeno estremamente bizzarro: la socializzazione di ogni fenomeno. Qualsiasi problema si avverta, quasiasi situazione venga esposta al pubblico commento non termina con la narrazione dell'accaduto. No, viene attuata una sorta di procedimento d'osmosi oltre la quale l'avvenimento viene proposto come un nuovo fenomeno sociale. Per vendere più copie allungando l'effetto onda? Giammai, l'informazione è deontologia, remember...
E' il caso ad esempio dello stress, diventato fenomeno di massa e sottoposto all'esatto procedimento di restyling dell'hamburger (una volta si chiamava svizzera e costava un'inezia... oggi viene venduto a peso d'oro grazie al maquillage nominale). I bambini sono stressati... gli impiegati sono stressati... i manager sono stressati... pure i calciatori e le veline sono stressati... per tacere degli attori, a loro volta soggetti ad immani carichi di tensione. Ops, stress...
Una volta ci si sentiva stanchi... si prendeva un giorno di ferie, si andava al lago, a giocare a calcetto o in camporella e il giorno dopo si era come nuovi. Adesso no... occorre una terapia adeguata, perchè lo stress, si sa, è una vera malattia.
Così capita che un manager rampante, a capo di una importantissima azienda di famiglia a supporto statale, si senta stressato. Da una fidanzata troppo giovane e bella, magari pure esigente in sfoghi sessuali... da un ambiente troppo elitario e da continue estenuanti serate di gala... o da una squadra di calcio che deve per forza vincere... e se è stressato il tifoso figurati lui che è pure proprietario... E così il nostro eroe che fa? Beh, mica potrà entrare in una clinica per curarsi, sottraendo così la sua persona alla determinazione quotidiana del Pil nazionale. No, poveretto... deve fare tutto da solo... trovare una sorta di soluzione omeopatica... e così eccolo circondarsi da sontuosi infermieri travestiti (o travestiti infermieri?!) ed autosomministrarsi una medicina a posologia del tutto personalizzata.
Tanto era il senso sociale e la conseguente voglia di tornare di nuovo in sesto, poverino, che il malcapitato ha ecceduto in farmaci. Beh, c'è da capirlo... i farmaci portano stress e la somministrazione di medicinali è, per un giovinotto iperattivo, quanto di più difficile da accettare.
Impietositi da tanta diligenza da buon padre di famiglia (come recita il nostro Codice Civile) i media si sono così attivati per mettere in guardia la società da un nuovo satana: una medicina appellata cocaina. Cocaina quindi come fenomeno di massa, come rischio sociale. Stiano attenti i pensionati con la minima... si allertino i CoCoCo... badino a prestar adeguata attenzione i metalmeccanici... la cocaina è allarme sociale. Esattamente come avviene nei paesi poveri quanto a denutrizione, bassa scolarizzazione o malattie. Il nuovo flagello della società italiana è la cocaina. Nessuno può chiamarsi fuori.
Così ecco che agli occhi dei media la droga diventa fenomeno sociale. Perchè chi vive nelle periferie più o meno degradate o in realtà di strada non se n'era mai accorto prima. Solo che il tossico vicino casa è un emarginato, una minaccia, un miserabile cui estirpare anche i più elementari diritti civili. Uno da arrestare, processare e, magari, punire magistralmente. Magari si potrebbe fare anche con Lapo. Magari. Però, poi, chi ci mettiamo a tirare le fila dell'economia del Paese?
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Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 02:02
Inviato da: lorteyuw
il 25/03/2009 alle 02:02
Inviato da: lorteyuw
il 24/03/2009 alle 23:47
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 14:30
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 14:14