
E' in giornate come queste che ti senti un miserabile. La partenza per le sospirate vacanze rimandata di un giorno, e tu che smoccoli tutti i santi del paradiso e dell'inferno. All'unisono. Ti costerni come un verme per il disguido. Potessi ti piglieresti a schiaffi come un lottatore di sumo pazzo. La tua compagna occasionale da quattordici mesi (e a mesi alterni) ti guarda con severità ed un po' di compatimento materno. Ma non esita a dire la sua.
"Certe cose si programmano per tempo, si pianificano...ma tu sei il solito confusionario...".
(e già, gli anni scorsi col suo compagno, un diciannovenne senegalese, certi contrattempi non avvenivano. Il ragazzo era parecchio metodico.).
Il suo sguardo s'è fatto ancor più insofferente. Forse non s'è resa conto che ero sull'orlo delle lacrime d'isteria avvilita.
"E che vuoi farci non mi sono mica fatto i filtri alle sigarette coi biglietti...".
"Si, ma già sono solo dieci giorni, poi ne perdiamo anche uno così...tu e la tua famiglia del cazzo! Non potevi pensarci prima a dare in affido quel bastardo? (il bastrado è il gatto, Aristotile).".
"Ma abbiamo un mare ancor più bello a cinque minuti...per un giorno, non crolla il mondo!". Ho continuato, mentendo biecamente. Ma quella non voleva sentire ragioni. Stava lì immobile, affranta per quel giorno di ritardo.
Come se la poveretta avesse bisogno di giorni di vacanza. Nella sua vita non fa nulla. e' un'ereditiera minore. La Paris Hilton nostrana, diviso trenta milioni circa.
A quel punto, ho preso in mano la situazione con piglio autoritario e decisionista. Regalata la miglior espressione fantozziana, sono balzato in piedi di scatto.
"Vorrà dire che si parte in macchina. Con la mia volk's! Trasformiamo tutto in un viaggio on the road!".
"Odio viaggiare in macchina, lo sai!"
Mi ha guardato due secondi, voglio dire, due secondi di tagliente incenerimento. Ed è sgrattaiolata via, dondolando le chiappe in uno svolazzante vestitino bianco da Marilyn Monroe posticcia.
Ho meditato due minuti. Perché lamentarsi di un disguido, per un ritardo di 24 ore. Si poteva ugualmente passare la serata in modo differente. Chessò, guardare un film. "Quel nano infame", che m'ero videoregistrato con gusto. Pensavo ad una pellicola di inchiesta sul malaffare italiano, qualcosa di simile alla denuncia di Micheal Moore in Fahreneiht 9/11. Assai bizzarro come fosse trasmesso sulle televisioni del monarca. Invece era un film su un nanetto ladro e nero, che si finge poppante. Sarà, ma c'è comunque dell'altro da fare. Siamo fortunati in fondo. C'è chi sta peggio di noi. Basta pensare alla povera Belen Rodriguez. Un par di chiappe che parlano, sorridono e vivono di vita propria. Ma la poveretta vive giorni di grande costipazione interiore. La storia d'amore tormentosa col guitto da San Vittore, in primis. E poi quell'incresciosa faccenda di cocaina ed altri peccati veniali, che rischiano di offuscare la luminosa stella che brilla tra i suoi glutei marmorei. Insomma, ci lamentiamo noi per qualche ora di ritardo alle meritate ferie in un lussuoso bilocale in riva alla spiaggia pubblica...
Che razza di viziati insetti siamo diventati. Basti pensare che molta gente le vacanze non le fa nemmeno. Per provvedere a noi, miserabili zecche ciuccia sangue. L'adorato premier ha rinunciato a qualche giorno di meritato riposo, pur di sistemare la situazione del paese. Ha una missione superiore, lui. Deve aggiustare l'Italia. Lo immagino, irrefrenabile e scalpitante come ercolino, in riunione coi suoi piccoli generali e colonnelli squittenti (Gasparri e La Russa), ossequiosi adepti del Verbo dell'Amore (Bondi, Cicchitto e Bonaiuti), oltre alla manovalanza intellettuale di regime (Feltri, Belpietro e Minzolini). Tutto l'entourage di un piccolo paese sudamericano. Che grida Libertà. Ma va bene.
E che faranno in questi giorni agostani, i nostri tutori di stato? Stanno trovando un ministro per le attività produttive che tamponi una situazione economica al collasso? No, quella carica, dopo lo scandalo che ha costretto alle dimissioni Scajola, se l'è assunta l'Augusto in persona. E dopo dispendiose giornate spese a congegnare decreti e decretucoli sulle intercettazioni e processo inesistente, ora si adopera per altre questioni di primaria importanza: L'EPURAZIONE DELLE LIBERTA'. Onorevoli della corrente dell'ex An espulsi e fatti giudicare da un collegio di probiviri novantaseienni, forse incappucciati e col faccione sorridente del sire sulla tunica nera.
La colpa dei lazzaroni sovversivi? L'aver posto dei dubbi sulla questione morale all'interno del governo, dopo gli scandali, tangenti, mazzette, e viceministri di Grazia e Giustizia pizzicati a cena con il più pericoloso affarista massone d'Italia, mentre provava ad aggiustare sentenze e decisioni dei togati (si dovranno pur combattere le toghe rosse. Ecchecazzo.). Impensabile che in un partito politico democratico qualcuno possa avere simili dubbi. Espulsi, senza appello. E via con le purghe e manganellate squadriste nei confronti dei reprobi epurati, con metodi che farebbero impallidire Stalin e Goebbels. La manovalanza intellettuale s'è scatenata per distruggere i contestatori del Sultano. Il premier, ha persino rinunciato alle vacanze per un impegno simile. "VOGLIO LA CRISI ENTRO FINE ANNO!", ha tuonato. E ancora, "TUTTI ALLE URNE". Di che sorprendersi. Col paese in giniocchio, il gran taumaturgo vuole nuove elezioni. Altri inutili danari spesi inutilmente. In linea col suo modo di fare politica: Una perenne elezione. Un lungo interminabile spot elettorale del nulla.
E noi ci lamentiamo.
Ho meditato su queste vicende per due minuti esatti. Poi l'ho raggiunta, e ne abbiamo fatta una ricercata sul divanetto, proprio di fronte al condizionatiore che pompava aria gelata. E s'è convinta con gioia a partire in macchina. Le so capire le donne, io.