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Post n°121 pubblicato il 24 Dicembre 2007 da noesis0

Per chi fosse interessato a com'è andata la serata. Quella della Cena (ho ancora nei padiglioni auricolari l'eco delle trombe, quelle che suonavao in pompa magna). 

La sensazione sull'esperienza è  piuttosto semplice da calcolare: sommate la classica situazione di “ritrovo-con-persone-mai-viste-prima-in-contesto-molto-formale” con l’altrettanto usurata situazione di “uscita-a-cena-con-la-propria-famigliola-pseudofelice”.

Fatto? Adesso mischiate il tutto, amalgamandolo con abbondante pazienza (che ogni tanto riesco impensabilmente a sfoggiare davanti alle situazioni critiche), e servitelo...ma che sia su un piatto d'argento, mi raccomando: altrimenti non siete all'altezza della situazione!

Sì, perchè la serata è andata praticamente come mi aspettavo. Dopo aver passato il pomeriggio a sentirmi dire che "è meglio se poi ti trucchi, perchè sei pallida come un cadavere" (grazie papà, il tuo tatto mi commuove sempre), ho dovuto prepararmi in fretta e furia perchè NON SI DEVE ARRIVARE TARDI, almeno stavolta (perchè? io di solito arrivo tardi? ). Giunti al luogo prestabilito con una puntualità che solo i meticci svizzero-tedeschi, abbiamo fatto il nostro ingresso trionfale: davanti a noi, un trrrrripudio di antipasti e tante, tante, tante bottiglie di vino+aperitivi vari. Perchè l'Azienda ti accoglie sempre nel migliore dei modi. Avvicinandomi furtiva sulla spinta datami a tradimento da mio padre, ho salutato, con grazia e a modo, i vari dirigenti e le poche persone di mia conoscenza: il tema ricorrente delle nostre brevi  conversazioni è stato il mio recente taglio di capelli, che "ti f sembrare davvero una ragazzina" (significa che non mi concederai più l'onore di affiancarti in una fiera?!). Trascorso il paio d'ore accademico, siamo riusciti a sederci a tavola, guidati dal maitre: sì, c'era anche un maitre, per dare un tocco di nobiltà alla famosa Atmosfera Aziendale. Neanche il tempo di fare la conoscenza di una simpatica ragazza della mia età, con stampata sul viso la mia stessa espressione rassegnata, e il destino (sempre nella figura del maitre) ci ha separate, conducendoci a due tavoli diversi. Sigh! Tutto sommato, comunque, sono stata fortunata: son capitata tra mia madre, che non ha spiaccicato parola per tutta la sera, ed un collega di mio padre, che ha passato il tempo a raccontarmi di quanto sua figlia (anche lei mia coetanea) si trovi bene a fare l'impiegata. Dove? Ma naturalmente nell'Azienda. Anche il figlio lavora in una filiale dell'Azienda, o meglio in una ditta che produce le componenti meccaniche per le macchine dell'Azienda. In pratica quella volta li hanno assunti con l'opzione "Pacco Famiglia". Il Capo dell'Azienda ha fatto tintinnare il bicchiere attirando l'attenzione, per poi iniziare ad armeggiare col microfono come se fosse un oggetto strano, mai visto prima: ma che fa questa cosa? suona? scotta? fa i pop-corn? Alla fine è riuscito a portare a termine un discorso di media lunghezza (la gente era comunque o mezzo addormentata o troppo affamata per ascoltare: io un po' e un po', ma ho ascoltato lo stesso perchè sono una persona curiosa) in cui, nell'ordine: ha riassunto i grossi passi in avanti fatti dall'Azienda nell'ultimo anno; ha prospettato i nuovi progetti per l'anno a venire; ha elogiato sè stesso e i suoi soci per la fiducia e la perseveranza nella causa dell'Azienda (causa???? ma cos'è? una campagna per i diritti umani?); ha srotolato cifre su cifre relative ai Bilanci Aziendali facendo capire che il risultato finale è più che positivo; infine ha ringraziato tutti i dipendenti per il lavoro, la collaborazione, e la sopportazione dei capi anche nei momenti più difficili. Ecco là: un bel colpetto di spugna, e la coscienza è ben che pulita: giusto in tempo per l'arrivo di Gesù bambino. I suoi figli lo osservavano da seduti, la testa reclinata e la bocca semi-spalancata (forse anche cum bavetta) da pseudoadorazione: ecco che Tipo Di Persona Vogliamo Diventare! Nei loro pullover firmati, con i loro stivaletti di Prada e i capelli solo falsamente spettinati, li avrei visti meglio a far bella mostra in qualche vetrina del centro. La cena di per sè si è svolta poi in modo del tutto tranquillo: bypassando mia madre, ho ascoltato ed interagito, dal mio capo all'altro del tavolo, con una signora molto molto truccata che mi spiegava perchè (..zzo)a lei  il baccalà non viene così bene come quello che stavamo mangiando: ma tesoro mio, mica per niente questi sono chef professionisti! E mica per niente i cari dirigenti dell'Azienda sborseranno un patrimonio per questa benedetta cena! Ho distribuito teneri e pollyannosi sorrisi a mio padre, al ritmo di uno ogni dieci minuti circa, per rassicurarlo che ero ancora viva, che non ero ancora ubriaca, che non gli avrei fatto fare alcuna figura spiacevole, che sono una brava figlia, che insomma per tutto questo dovrà farmi un BEL regalo di laurea. Mi sono quasi congelata i piedi e ho intessuto relazioni persino con il clown che era lì per intrattenere i bambini: ehhh sì, c'era ANCHE un clown che intratteneva i bambini...perchè noi dell'Azienda ci teniamo ai vostri figli, e vogliamo farvi passare questa meravigliosa serata anche con loro. Ho lanciato sguardi di varia natura alle bottiglie di vino che campeggiavano sul tavolo, ma l'idea degli effetti collaterali dovuti alle medicine mi hanno trattenuta. Non sarebbe stato educato vomitare sulla tovaglia damascata, credo.

Le serate mondane sono ormai il  mio pane quotidiano. Io e Paris Hilton? Nooo, non c’è proprio paragone. Ormai potrei stare sul red carpet gongolando tranquilla come una sogliola spaparanzata sull’amaca in piena fase postprandiale. E' tutta questione di savoir faire. Superata la Prova d'Iniziazione dell'Azienda, ti si aprono tutte le porte.

 
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