Creato da: noesis0 il 25/05/2006
...

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Ultime visite al Blog

noesis0CoachFactorysalentodonne1via_rigolaLaLineaDInchiostroninidgl00Kalosartiposenricenpoison.deePapaveriSparsifabry677selena1974isolde6nirvana65rm
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« TRANCEAsintoto »

FAST&FURIOUS, o qualcosa del genere

Post n°143 pubblicato il 21 Marzo 2008 da noesis0

E' ormai un dato acquisito, confermato anche dai i più recenti studi sulla cognizione umana, il fatto che io non sappia orientarmi molto bene: nel tempo (ho intervalli di riferimento tutti miei per eventi, persone, vicende storiche, rapporti di causa-effetto) ma soprattutto nello spazio. E soprattutto quando sono al volante. E soprattutto quando devo esplorare nuove strade, zone, città. Ma in realtà anche quando ripeto lo stesso percorso per la decima volta. Le mie mappe mentali trasudano preoccupanti indizi di patologia, allo stesso modo della mia abilità alla guida e nei parcheggi.

E mi va bene. In fondo, ognuno di noi deve convivere con i propri limiti. Ma quanta subdola soddisfazione c'è nell'appurare che qualcuno ha sviluppato la stessa difficoltà - altrimenti detta imbranataggine cronica, nel gergo specialistico - ad uno stadio ancor più grave e, forse, irrecuperabile ? 

E' quel che mi succedette giusto un paio di sere fa, quando con alcuni amici dovevo andare ad un incontro in un piccolo paesino ai confini tra il trevigiano ed il padovano. Inizio dell'incontro fissato per le 21.00: l'amico che mi ha invitata, e che per comodità chiameremo Colombo, ha pensato bene di dire a noi (le tre donne che si portava dietro) che il tutto sarebbe iniziato alle 20.00, in base a chissà quale strana idea sulla nostra presunta incapacità di essere puntuali. Sua moglie, che per eguale comodità chiameremo Inalzata, è venuta a casa mia alle 19.30, mentre lui aspettava in centro una ragazza che scendeva dalle lontane lande del Montello, e che denomineremo Tezzà, per non lasciarla proprio del tutto nell'anonimato visto il suo ruolo determinante in queste vicende infrasettimanali. Aspetta che ti aspetta, questa è riuscita ad arrivare da noi alle 20.20, e per di più con lo smagliante sorriso da "avete visto che ce l'ho fatta, alla fine?". Molto 'alla fine': alla fine della serata, praticamente. Certo, visti i successivi sviluppi, c'è da ringraziare il cielo che la sua macchina sia giunta fino al mio portone tutta intera e ancora dotata di autista. Già nel lanciarsi fuori dal vialetto di casa  mia, per imboccare la strada principale, mi ha fatto temere il rigetto del pranzo di Natale, ma il problema più grave si poneva in realtà ad ogni sacrosanto incrocio. Questa ragazza, per di più mia coetanea, non aveva la più pallida idea di dove andare, della serie che la terra avrebbe potuto ruotare nel verso opposto e per lei non sarebbe cambiato nulla. Nord, Sud, Est, Ovest: perchè lasciarsi condizionare da simili quisquigliose convenzioni umane? Seduta davanti, al suo fianco, io ero stata insignita da Colombo del titolo di "navigatore designato" (cioè...io...:in pratica una tragedia annunciata). Colombo voleva evitare il traffico dei centri urbani così inattraversabili delle nostre zone, per cui ha suggerito un percorso alternativo, che la prendeva un po' larga ma ci avrebbe fatto risparmiare tempo. Questa brusca decisione ha mandato in frantumi quel barlume di senso dell'orientamento che Tezzà aveva nel frattempo accumulato arrivando fino a lì. E' precipitata nel panico cosmico, arrivava ad ogni incrocio in quinta per poi piantarsi sul freno senza scalare manco mezza marcia e chiedere a gran voce "e qua, cossa fazzo?". Io cercavo di essere d'aiuto, ma capite bene che non era facile, viste le mie scarse doti di pilota e donna di mondo. Da dentro il suo cappottone di lana, ad un certo punto Inalzata le ha chiesto se gentilmente poteva accendere un po' il riscaldamento (e magari anche chiudere quei due finestrini che stava tenendo spalancati...). Mai richiesta fu più errata ed infelice: Tezzà ha ruotato la manopola del ventilatore su velocità 3, e nel giro di mezzo secondo sono stata investita da un vento tropicale ustionante che avrebbe fatto un baffo alla corrente del golfo e avrebbe potuto mutare per sempre i già instabili equilibri climatici del pianeta. I miei lisci capelli si sono arrotolati in un rasta monoblocco che manco con lo sputo. Tutto questo ovviamente ha abbassato le mie difese ed obnubilato la mia capacità di intendere e di volere, nonchè azzerato del tutto la mia utilità in quanto navigatore, perchè con gli occhi che larimavano non riuscivo a vedere molto bene la strada. La rotta alternativa scelta da Colombo, comunque, non mi era del tutto sconosciuta. Lui si era reso conto della situazione in cui eravamo finiti e, aggrappato da dietro al mio sedile, impartiva ordini alla guidatrice indicandole quando scalare le marce, a quale velocità mantenersi, in quale momento inserirsi nella corsia per la svolta ecc. La guida di Tezzà era decisamente sportiva: le sue accelerate improvvise e i rumori a cui costringeva il motore della sua povera Punto mi ricordavano un po' il tagadà di quand'ero ragazzina e si andava alla sagra del paese per sballottarsi un poco in compagnia. In un raro momento di relax, quando avevamo ormai imboccato la statale che si srotola diritta e tranquilla per un lungo tratto, ci siamo lasciati andare ad una chiacchierata molto allegra su quello che andavamo a sentire quella sera, ormai quasi abituati al clima boreale dell'abitacolo. Colombo si era raccomandato che Tezzà prendesse lo svincolo per Pd, poi si era accasciato sul sedile e ci raccontava dei suoi viaggi e delle sue avventure da piccione viaggiatore. Nessuno di noi tre ha visto che Tezzà non aveva minimamente degnato di considerazione il cartello dello svincolo ed aveva continuato a guidare, fieramente agganciata al volante e come sempre sicura di "farcela ad arrivare". Dopo tutto, mica era la prima volta che si recava nel luogo della nostra destinazione. E' stato solo per merito di Inalzata se - dopo circa 10 minuti di un rettilineo omogeneo e decisamente poco padovano - ci siamo accorti di aver mancato lo svincolo e di aver ormai bell'e cambito provincia. Davanti a questa circostanza, Tezzà è entrata in una specie di trance psicofisica e minacciava di mollare il volante e chi s'è visto s'è visto. Io e Colombo l'abbiamo calmata, indicandole una laterale in cui infilarsi per fare inversione. "Inversione? Che cos'è un'inversione?" ....ah, Signore...! Dopo varie manovre e correlato rischio di incidenti a tamponamento multiplo, siamo riusciti ad imboccare la direzione giusta. Con occhi sbarrati alla 'Blair witch project' abbiamo raggiunto il posto per l'incontro della serata, quasi puntuali. Tezzà sembrava comunque soddisfatta di sè, se non altro per non aver lasciato morti lungo la strada. Noi altri avevamo voglia di prostrarci e/o edificare altari e/o produrre santini per l'adorazione sul posto. Mentre ci allontanavamo dal parcheggio per entrare con tutti gli altri, mi sono voltata per vedere come stava la povera macchina che la mia nuova conoscente aveva parcheggiata con il posteriore completamente fuori asse rispetto alle strisce per terra. Sola soletta, lì in mezzo alle auto incastonate a lisca di pesce in modo così patentato e professionale, sembrava quasi tirare fiato e recuperare le forze.

Peccato che Tezzà si fosse dimenticata accesa la lucetta interna dell'abitacolo, causando in tal modo l'esaurimento quasi completo della batteria.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963