Creato da tetiangel il 10/12/2006

Mente e Cervello

anche se sei forte come una roccia non spendere troppo tempo a cercare di bucare l'acqua...perchè, strano a dirsi, ma sarà lei che bucherà te...

 

I CINQUE TIBETANI_ELISIR DI LUNGA VITA

 

UMILTÀ E FORZA

Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finchè sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo.

(Michel de Montaigne)

La forza dell'anima è indistruttibile e continua ad accrescere il proprio potere finché trasforma tutti quelli che tocca.

 

Mohandas A. (Mahatma) Gandhi

 

 

LIBERI E VINCOLATI COME LE ONDE DEL MARE...

Un uomo è malato quanto i suoi segreti  

 Guarda le onde del mare, arrivate alla riva sembra per loro sia finita...si infrangono...invece sono sempre lì, nel mare, e tutto ricomincia...niente viene distrutto se si è all'interno di un "tutto"...rimaniamo nel nostro destino,nella nostra vita, ed anche quando sembrerà andar male, saremo solo all'interno di un ciclo di lungo percorso...nn accettiamo consigli, nn facciamoci influenzare...nn diventiamo ciò che gli altri vorrebbero fossimo...

Dietro ad ogni comportamento, per quanto strano possa sembrare, agisce l´amore.

Anche dietro ai sintomi che uno ha, è sempre l´amore che agisce.

Per questo è decisivo che nelle rappresentazioni si trovi il punto dove l´amore si raccoglie.

Solo allora si raggiunge la radice, è lì che si trova anche la via che porta alla soluzione.

Ma anche alla soluzione si giunge sempre attraverso l´amore.

Bert Hellinger

Le relazioni tra i membri di un nucleo familiare seguono una logica complessa, che sfugge alla coscienza del singolo individuo e che spesso risiede nelle dinamiche nascoste del nostro sistema familiare, quello che ci siamo creati o quello da cui proveniamo. Questi movimenti inconsapevoli ostacolano il naturale fluire dell´amore nelle relazioni, oppure "irretiscono", cioè legano una persona ad altri membri della famiglia, anche delle generazioni passate, costringendola a rivivere inconsapevolmente il loro destino.

Questo può causare sofferenza in molti aspetti della nostra vita: nelle relazioni affettive, nelle relazioni in ambito professionale, nel rapporto con il denaro e con la nostra salute fisica.

Le Costellazioni portano alla luce e in gran parte risolvono intrecci, vincoli e identificazioni inconsce con il destino dei membri delle nostre famiglie, restituendo a ciascuno la dignità del proprio posto. Ne risulta un appagante senso di continuità e al tempo stesso di libertà dal passato; un senso di serenità, di forza e di rilassamento che incoraggiano profondamente in ciascuno di noi l´amore, la compassione e il rispetto per noi stessi e per gli altri.

Bert Hellinger è ormai noto in tutto il mondo per aver sviluppato e perfezionato questo metodo che permette di mettere in scena il campo d´influenza della propria famiglia, scegliendo dal gruppo dei partecipanti i rappresentanti per i suoi vari membri. Dalla posizione che gli viene fatta occupare, dalle interazioni tra di loro nel sistema rappresentato, dai loro sentimenti, si possono rilevare i legami nascosti, i segreti e gli ordini dell´amore che regolano quel sistema familiare e che possono generare al suo interno benessere e felicità, oppure malattia e malessere.

Chi conduce la costellazione procede per tappe, cambiando la posizione dei rappresentanti nello spazio e osservando quali sentimenti emergano da questi mutamenti, fino a giungere ad una disposizione finale, in cui si può vedere l´ordine familiare ricostituito.

Questa sarà l´immagine che aiuterà nella propria crescita umana chi ha richiesto la rappresentazione, assecondando e riconoscendo i movimenti dell´anima che portano alla riconciliazione con i propri familiari. Chi era stato escluso o dimenticato verrà reintegrato nel sistema, con effetti profondamente benefici per ogni suo membro.

Il lavoro porta alla luce con quanta forza, ed in quale modo, un amore cieco e inconsapevole vincoli le persone, e come lo stesso amore sciolga e sprigioni delle potenti forze guaritrici, nel momento in cui può emergere e manifestarsi, aiutando le persone a ritrovare i loro sentimenti più autentici e ad entrare in accordo con il mondo così com´è.

 

LA PIETRA

LA PIETRA della tavola di IUGURTA

DAL DESERTO...

AMA e SERVI tutta l'umanità.
ASSISTI TUTTI.
Sii allegro. Sii cortese. Sii una dinamo di irrefrenabile felicità. Riconosci Dio ed il Buono in ogni viso. Non c'è santo senza un passato, non c'è peccatore senza futuro. Loda ognuno. Se non puoi lodare qualcuno ... lascialo uscire dalla tua vita.
Sii originale, sii inventivo.
Osa, osa e osa ancora ... Non imitare. Sii saldo, sii eretto. Non appoggiarti alle staffe prese in prestito da altri.
Pensa con la tua testa. Sii te stesso.
Tutte le perfezioni e le virtù di Dio sono nascoste dentro di te: rivelale.
Il Saggio - pure - è già dentro di te: rivelalo. Lascia che la Sua grazia ti emancipi.
Fai che la tua vita sia quella di una rosa: pur silente essa parla il linguaggio della fragranza.

Shri Babaji

 

IL SILENZIO DELLA NATURA

UN RICAMO è SEMPRE UN RICAMO, SOLO CHE QUALCHE VOLTA, COME BAMBINI ACCOVACCIATI SOTTO LE GAMBE DI NOSTRA MADRE...LO VEDIAMO AL ROVESCIO.

LA VITA è SEMPRE BELLA, SOLO CHE TALVOLTA SIAMO TROPPO LIMITATI PER CAPIRE PERCHè HA CAMBIATO COLORE, E SOLO ALLA FINE SI PUò AMMIRARE L'INTERO RICAMO.

BY San PIO.

 

LOTTA FINO A CHE DESIDERI I FRUTTI

 

Disse l'Occhio: 'Guardate che bella montagna abbiamo sul nostro orizzonte!'

L'Orecchio tentò di udirla, ma non ci riuscì.

Allora la Mano disse: 'Sto cercando di sentirla, ma non la trovo.'

Fu la volta del Naso: 'Non c'è nessuna montagna, perché non ne sento l'odore'.

E tutti giunsero alla conclusione che l'Occhio era in errore.

 

Gibran

 

Perchè non esistono luoghi lontani o cose impossibili, ma soltanto spazi mentali

 

 

EINSTEIN

Un essere umano è una parte di un tutto che chiamiamo universo.

Una parte limitata nello spazio e nel tempo.

Egli percepisce se stesso, i propri pensieri e sentimenti come un qualcosa di separato dal resto, una sorta di illusione ottica della propria coscienza.

Questa illusione è una specie di prigione per noi, perché ci rinchiude nei nostri pensieri personali e nell'affetto per le poche persone che ci sono vicine.

Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione allargando il raggio della nostra compassione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e l'intera natura in tutta la sua bellezza.

 

Albert Einstein

 
La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a
nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
"1.. 2.. 3.. - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare."
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov'è L'Amore?".
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.
 

114 EMERGENZA INFANZIA

Bambini abusati, percossi, sfruttati, offesi, traumatizzati, abbandonati. Ragazzi che tentano il suicidio, che fuggono da casa, o che si trovano in condizioni di disagio per l'uso di alcol, droga o farmaci. E ancora che subiscono aggressioni o sono vittime del “bullismo”.Da 3 anni li aiuta il "114, emergenza infanzia", un numero di pubblica utilità voluto dai ministeri delle Comunicazioni, delle Pari Opportunità, del Lavoro e Politiche Sociali e gestito da Telefono azzurro. Un servizio attivo 24 ore su 24 che si rivolge a tutti i cittadini, ai minori in difficoltà e a qualunque organizzazione coinvolta nella tutela di bambini e adolescenti. Il numero da comporre è il 114 ed è raggiungibile, per ora, solo da numero fisso.
E' possibile segnalare situazioni a rischio via Internet (www.114.it) o telefonando al 114: un operatore con una formazione specifica risponde e si attiva immediatamente nell'emergenza, ma si occupa anche di seguire gli sviluppi della situazione. Per chiamare da un telefonino è necessario comporre il numero 1.96.96, gratuito e dedicato ai bambini, oppure l’199.15.15.15 per adolescenti e adulti.

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

DESTINO

 

 

Stai attento con i tuoi pensieri: si trasformano in parole.

Stai attento con le tue parole: si trasformano in azione.

Stai attento con le tue azioni: si trasformano in abitudini.

Stai attento con i tuoi atti: modellano il tuo carattere.

Stai attento con il tuo carattere: controlla il tuo Destino.

 

QUANDO L'UOMO HA L'ANSIA...

Alcuni gestiscono la loro insicurezza esibendo un atteggiamento distaccato, rifuggendo dal coinvolgimento emotivo, benché abbiano in realtà un pressante bisogno di intimità, ma il terrore di una possibile perdita li trasforma in anime solitarie. E’ un atteggiamento più comune tra gli uomini, in genere meno consapevoli del loro bisogno di legami emotivi, ed è fonte di irritata frustrazione per le donne che li scelgono come partner e che vengono continuamente ‘messe alla prova’, in una relazione connotata come non-romantica e che richiede continue pressioni, nell'illusoria speranza di ricevere più attenzioni, più tenerezze da parte di chi, invece, non è in grado di esprimerle, perché troppo impegnato a padroneggiare le sue ansie.

 

CAMPAGNA CONTRO GLI ATTACCHI DI PANICO

 

PSICOLOGIA DELL'EMERGENZA:LA RESILIENZA

In Psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. E' la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

Si può concepire la resilienza come una funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto con l'esperienza, i vissuti e, soprattutto, con il modificarsi dei meccanismi mentali che la sottendono.

 

LAO TZU

La verità non consiste nelle belle parole;
le belle parole non sono verità.
Il buono non pretende di avere ragione;
chi pretende di avere ragione non è buono.
Il saggio non è erudito;
l'erudito non è saggio.

Il saggio non accumula nulla.
Più usa cio' che ha per gli altri, più ha.
Piu' dà cio' che ha agli altri, più é ricco.

la via del cielo consiste nel nutrire
e nel non arrecare danno.
La via del saggio consiste nell'essere generoso
e nel non competere.

 

Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe.

Importate non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore.

 

Per noi nessun uomo è troppo misero per non essere l'immagine di Dio.

 

INNO ALLA VITA

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, conservala.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, godine.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, vivila.

La vita è una gioia, gustala.

La vita è una croce, abbracciala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è pace, costruiscila.

La vita è felicità, meritala.

La vita è vita, difendila.

 

 

LIBERO ARBITRIO

Post n°228 pubblicato il 13 Gennaio 2014 da tetiangel
 

“Gli esseri umani hanno il libero arbitrio?” è una domanda che mi interessa profondamente.In questo post affrontiamo gli errori concettuali più comuni, ma prima lasciatemi spiegare perché, stando alle migliori conoscenze attuali delle leggi della natura, non abbiamo il libero arbitrio.Partiamo dai fatti. Fatto 1: Tutto nell'universo, compresi noi e il nostro cervello, è costituito da particelle elementari. Quello che fanno queste particelle è descritto dalle leggi fondamentali della fisica. Tutto il resto, in linea di principio, deriva da questo. Ne consegue che, per quanto poco pratico, in linea di principio si può descrivere, per esempio, l'anatomia umana in termini di quark ed elettroni. Gli scienziati delle altre discipline usano però componenti più grandi e cercano di descriverne il comportamento. L'utilità pratica del ricorso a scale, variabili e componenti sempre più grandi - e la precisione approssimativa di tale procedura - si chiama “emergenza” [di una proprietà, N.d.T.]. In linea di principio, però, tutte queste proprietà derivano dalla descrizione fondamentale. Questo è ciò che viene definitoriduzionismo. L'idea che le proprietà emergenti dei grandi sistemi non derivino dalla descrizione fondamentale si chiama “emergenza forte”. Ad alcuni piace affermare che, solo perché un sistema (per esempio il cervello) è costituito da molte componenti, è in qualche modo esente dal riduzionismo e che qualcosa (il libero arbitrio) “emerge in modo forte”. Ma il fatto è che non esiste un solo esempio noto di un simile evento, né esiste alcuna teoria – neppure una non sperimentata – su come può funzionare una simile “emergenza forte”. E' del tutto irrilevante che il sistema sia caratterizzato da aggettivi come aperto, caotico, complesso o consapevole. Si tratta sempre solo di un numero molto grande di particelle che obbediscono alle leggi fondamentali della natura. Allo stato attuale, credere nell'emergenza forte si colloca sullo stesso livello intellettuale del credere in un'anima immortale o nella percezione extrasensoriale. 2: Tutte le leggi fondamentali conosciute della natura sono o deterministiche o casuali. Per quanto ne sappiamo attualmente, l'universo si evolve grazie a una miscela di entrambe, ma quali siano le esatte proporzioni della miscela non sembra rilevante per quanto segue. Detto ciò, devo spiegare cosa intendo esattamente per assenza del libero arbitrio: a) Se le tue decisioni future sono determinate dal passato, non hai il libero arbitrio. b) Se le tue decisioni future sono casuali, significa che nulla le può influenzare, e quindi non hai il libero arbitrio. c) Se le tue decisioni sono una qualsiasi combinazione di a) e b), non hai il libero arbitrio. In quanto precede, si può leggere “tu” come “qualsiasi sottosistema dell'universo”, i dettagli non contano. Dal Fatto 1 e dal Fatto 2 segue direttamente che - secondo la definizione di mancanza di libero arbitrio in a), b), c) - il libero arbitrio è incompatibile con ciò che conosciamo attualmente della natura. Ammetto che ci sono altri modi per definire il libero arbitrio. Alcuni, per esempio, vogliono chiamare “libera” una scelta se nessun altro avrebbe potuto prevederla, ma per quello che mi riguarda questo è solo pseudo-libero arbitrio. Vero! Non ho parlato di neurobiologia, di coscienza, di subconscio o di persone che premono pulsanti. Non mi serve. Perché il libero arbitrio esista, è necessario che sia consentito dalle leggi fondamentali della fisica. E' necessario, ma non sufficiente: se si potesse rendere il libero arbitrio compatibile con le leggi della fisica, sarebbe ancora possibile che la neurobiologia trovi che il nostro cervello non è in grado di usare quell'opzione. La fisica non può dire che il libero arbitrio esiste, ma può dire che non esiste. Ed è quello che ho appena detto. Si noti che non affermo che non esiste l'emergenza forte, né che una legge fondamentale deve essere una combinazione di determinismo e casualità. Quello che sto dicendo è che se si vuole sostenere che il libero arbitrio esiste (o che si può sfuggire a determinismo e casualità) perché l'emergenza forte funziona, allora voglio vedere un esempio di come dovrebbe funzionare. Ed ecco i principali equivoci in materia di libero arbitrio. 1. Se non hai il libero arbitrio, non puoi o non devi prendere decisioni. Indipendentemente dal fatto che tu abbia o meno il libero arbitrio, il tuo cervello esegue valutazioni e produce risultati, e questo è ciò che significa “prendere una decisione”. Non si può non prendere decisioni. Il fatto che i tuoi processi mentali siano deterministici non comporta che non debbano essere eseguiti in tempo reale. Lo stesso vale anche se hanno una componente casuale. Questo equivoco nasce da una concezione “divisa” della personalità: le persone immaginano se stesse come se, nel cercare di prendere una decisione, fossero ostacolate di qualche malvagia legge di natura che sfida il libero arbitrio. Questo naturalmente non ha senso. Tu sei qualsivoglia processo cerebrale che funzioni con qualsivoglia input che riceve. Se non hai libero arbitrio, non l'hai mai avuto, e finora te la sei cavata bene. Puoi continuare a pensare nello stesso modo in cui hai sempre pensato. Lo faresti comunque. 2. Senza il libero arbitrio, non hai alcuna responsabilità delle tue azioni. Anche questo equivoco deriva da una concezione “divisa” della personalità. Tu sei quello che prende le decisioni (raccogliendo informazioni ed elaborandole) ed esegue le azioni (atti sulla base dei risultati). Se le tue azioni sono problematiche per gli altri, tu sei la fonte del problema e gli altri prenderanno misure per risolvere il problema. Non è che abbiano molta scelta... Se il risultato dei tuoi processi cerebrali rende difficile la vita di altri, sarai tu a essere incolpato, recluso, mandato in psicoterapia o preso a calci. E' del tutto irrilevante che la tua elaborazione difettosa delle informazioni sia o meno inscritta nelle condizioni iniziali dell'universo; la questione rilevante è ciò che ti porterà il futuro, se altri cercano di sbarazzarsi di te. La parola “responsabilità” è uno specchietto per le allodole, perché è tanto mal definita quanto inutile. 3. Non bisogna dire alla gente che non ha il libero arbitrio, perché pregiudica le regole di una società moralmente giusta. Questo equivoco si fonda sui primi due e sull'idea che senza il libero arbitrio la gente non ha ragione di riflettere sulle proprie azioni e tenere conto del benessere altrui. Questo, naturalmente, è sbagliato. L'evoluzione ci ha dotato della capacità di stimare l'impatto futuro delle nostre azioni e la selezione naturale ha preferito coloro che hanno agito in modo che gli altri fossero d'aiuto rispetto ai loro bisogni, o almeno non apertamente aggressivi verso di loro. Anche senza il libero arbitrio, le persone devono comunque prendere decisioni e saranno comunque biasimate se rendono infelice la vita di altre persone. A volte qualcuno mi cita uno studio che dimostrerebbe che “Incoraggiare la credenza nel determinismo aumenta la disonestà”. Questo studio incoraggia anche l'errore concettuale numero 2, quindi i suoi risultati non sorprendono. Mi piacerebbe vederlo replicato, ma con l'aggiunta della spiegazione che i soggetti dello studio prendevano comunque delle decisioni, indipendentemente dal fatto che il risultato fosse predeterminato o meno, e che, naturalmente, il risultato contava eccome. 4 . Se non hai il libero arbitrio, le tue azioni possono essere previste. Anche se in via di principio i processi cerebrali fossero prevedibili, è altamente opinabile che in pratica sia possibile prevederli. Inoltre, come ho spiegato prima, questi processi potrebbero avere una componente casuale che, sempre in via di principio, non è prevedibile. Allo stato attuale non è molto chiaro quale potrebbe essere il peso di una tale componente. 5. Se non c'è il libero arbitrio, il futuro è determinato dal passato. Stesso equivoco del caso 4. Per quanto ne sappiamo, la casualità è una componente delle leggi fondamentali. In questo caso, il futuro non è determinato dal passato, ma nemmeno esiste il libero arbitrio, perché niente può influenzare questa casualità. 6. Se non abbiamo il libero arbitrio possiamo ricavare [deterministicamente, N.d.T.] una morale umana. Non so perché ci si preoccupi tanto di questa cosa. Morale e valori sono solo schemi mentali che gli esseri umani usano per prendere decisioni. La loro importanza deriva dal fatto che questi schemi siano condivisi da molte persone in versioni affini. Se le leggi fondamentali dell'universo fossero deterministiche e se si fosse veramente bravi nel calcolo, allora in via di principio sarebbe possibile calcolare questi schemi. In pratica, nessuno può farlo. Inoltre, in effetti non è questo che si intende quando si parla di “ricavare la morale”. Quello che si intende in realtà è se si può derivare ciò che gli esseri umani “dovrebbero fare”. Questo però è possibile solo dopo che è stato definito uno scopo: “dovrebbero fare” per ottenere cosa? E questo sposta la questione altrove. La scienza non può rispondere alla domanda perché è mal definita. La scienza non può dire quello che una persona dovrebbe fare perché è una frase senza senso. La scienza può, nel migliore dei casi, dire soltanto che cosa farà. Più precisamente, il punto è (come ho spiegato più ampiamente in un precedente post) che in qualsiasi momento ci sono domande a cui la scienza non può rispondere perché le conoscenze che abbiamo sono insufficienti. Queste sono le domande che lasciamo alla decisione politica. Tutte le domande “si dovrebbe” sono di questo tipo. 7. Il libero arbitrio è impossibile. Non necessariamente. Come ho spiegato in un altro post, è possibile concepire leggi di natura che non siano né deterministiche né casuali e che si può plausibilmente affermare che consentano il libero arbitrio. Ahimè, al momento non abbiamo alcuna prova che qualcosa di simile si realizzi in natura, né è noto se sia anche compatibile con le leggi della natura che conosciamo. Datemi un finanziamento sufficiente e qualche anno di tempo, e lo scoprirò. 8. Per parlare di libero arbitrio devi essere un neuroscienziato. Associamo il libero arbitrio a sistemi autonomi che fanno scelte, con schemi di attivazione del cervello umano, che è il regno della neurobiologia. Ma il cervello, esattamente come ogni altra parte dell'universo, obbedisce alle leggi fondamentali della natura. Che queste leggi fondamentali consentano il libero arbitrio è una condizione necessaria per l'esistenza del libero arbitrio. 9. Per parlare di libero arbitrio devi essere un filosofo. Se volete sapere come è stato definito il libero arbitrio nel corso della storia dell'umanità, ci sono alcune migliaia di anni di discussioni sulla questione da leggere. Ma a me non piace perdere tempo sulle definizioni e non vedo alcun merito nell'elencare tutte le varianti del libero arbitrio che sono state tirate fuori di volta in volta. Ho detto prima molto chiaramente cosa intendo con “assenza di libero arbitrio”, che poi è il nocciolo del problema riassunto in due paragrafi. Se volete chiamarlo in modo diverso da “libero arbitrio”, non mi interessa, il nocciolo del problema resta quello. 10. Senza il libero arbitrio non è possibile fare scienza. Ho aggiunto questo punto perché si presenta ogni volta che parlo di superdeterminismo in meccanica quantistica. La ragione fondamentale per cui possiamo fare scienza è che il nostro universo evolve in un modo che ci permette di estrarre regolarità in questa evoluzione. È necessario essere in grado di misurare ciò che accade a sistemi simili in condizioni simili, e rintracciarvi degli schemi. Ma come questi sistemi simili siano venuti in essere è del tutto irrilevante: non importa, per esempio, se il laboratorio e le impostazioni del rivelatore erano già predeterminati all'inizio dell'universo. Tutto ciò che conta è che ci sono sistemi simili, che si possono fare rilevazioni, e che i risultati vengono elaborati da voi (o da qualche computer) per estrarne delle regolarità. Voglio essere molto chiara: non ho detto che il libero arbitrio non esiste. Ho detto che non esiste in base alle nostre migliori conoscenze attuali di come funziona la natura. Se si vuole conservare il libero arbitrio è meglio presentarsi con una buona idea su come renderlo compatibile con le conoscenze scientifiche esistenti. Voglio vedere il progresso, non cortine fumogene di “emergenza forte”, “qualia” e altre fantasie.

 
 
 

mi sono persa..

Post n°227 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da tetiangel
 
Foto di tetiangel

...dei pezzi.

Oggi un pò di rabbia, ma non è una novità, sembra diventata una prassi. Ho sempre rabbia, sul lavoro, in famiglia..sempre rabbia. Conosco la struttura depressiva della mia personalità, so che le competizioni sono arme letali alle quali mi sottraggo volentieri, non mi sottraggo perchè potrei perdere ma, perché non ho mai provato piacere ad affrontarle. Faccio cose diverse dagli altri perché non voglio confronti, voglio sbagliare e migliorare da me, mi piace il confronto costruttivo basato sulle mie potenzialità. A cosa serve competere? lo trovo un inutile spreco di energia. Mi piace osservare i goal degli altri e impegnarmi per cose che potrebbero diventare miei goal.

La rabbia. Questa impossibilità, difficoltà o malavoglia di essere moderati. La disperata voglia di vedere un mondo idealizzato, di cercare la perfezione e farsi sempre male. Perchè non mi hanno premiata quando facevo cose mediocri? Perchè mi hanno spremuta cercando eccellenze? Avrei potuto essere normale e vedere il mondo con occhi veri. Oggi mi trovo ad essere inevitabilmente delusa da tutto, a pensare di aver sempre perso la direzione, a sentire che la colpa è mia. Ma se guardassi il mondo così com'è: un po' bello e un po' brutto..potrei affrontarlo, potrei non dovermi aspettare grossi botti di emozione..potrebbe piacermi così com'è! La rabbia andrebbe via. Se non mi aspettassi grandi cose , potrei trovare brillanti le piccole. Non ho imparato a competere, a difendermi dagli uomini aspirapolvere, quelli che hanno la zucca vuota e campano con i collage..fanno della vita un continuo scavalcare..come ci si difende da persone così? 

e poi la mia mente che giudica..tutto deve avere un'etichetta..magari rimovibile..ma tutto deve deve deve..insomma tra l'ordine ansioso..i doverismi ...dove sono? ho perso i sogni o sono in stand by? 

questa rabbia non la sopporto..sento che si approfittano di me..ma siamo sicuri sia poi così? 

 
 
 

Cucine

Post n°226 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da tetiangel

Pensavo sarebbe stato divertente cercare una cucina...difficile e quasi una giungla..prezzi che cambiano e non di poco..comunque ho avuto il colpo di fulmine con l'Agnese della Lube...bianca con il marmo nero...un mix tra shabby chic e ...non so cosa...

 
 
 

Lavoro e c

Post n°225 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da tetiangel
 
Tag: Invidia

Quanto tempo che non scrivo..ci sono giornate così piene, passate a correre e a rincorrere. Ma quanto tempo e quanta salute si guadagnerebbe se non ci fossero gli invidiosi? Quanto si starebbe meglio? Come sarebbe bello se ognuno si contentasse di ciò che ha..perché oltre il nostro vogliamo anche ciò che e' dell'altro? Del mobbing che gli invidiosi mettono in atto vogliamo parlarne?  Vorrei sentirmi libera da questi roditori rosiconi..ma come i fa?!?

 
 
 

Test: usi la parte destra o sinistra del cervello?

Post n°224 pubblicato il 17 Luglio 2010 da tetiangel

Guardando questa immagine potrete verificare se usate la parte destra o quella sinistra del cervello.

Guardate attentamente questa immagine.

Qualcuno la vede girare in senso orario. Sono le persone che usano la parte destra del cervello.

Qualcuno la vede girare in senso antiorario. Sono le persone che usano la parte sinistra del cervello.

 

 
 
 

La mente il cuore e il ricamo

Post n°223 pubblicato il 05 Giugno 2010 da tetiangel

Per anni e anni Mario girò alla ricerca di qualche risposta ai suoi affannosi "perché?". Da piccolo aveva perso la mamma e il papà e aveva dovuto arrangiarsi per vivere, subendo ogni sorta di privazioni. La vita, tra imprevisti, delusioni e accidenti di ogni tipo, non gli aveva mai sorriso veramente.
Ora, stanco e arrabbiato, stava per abbandonarsi definitivamente allo sconforto, ma, prima di mollare la presa, decise di fare un ultimo viaggio per la sua amata puglia e, preparata alla buona una sacca con cibo e vestiti, s'incamminò alla ricerca di risposte.
Dopo molto tempo, una notte molto fredda, arrivò in un piccolo villaggio fatto di trulli, poche case di pastori in Valle d'Itria, qualche fuoco e molte stelle. Entrò in una delle masserie a trulli e vicino al fuoco vide addormentata una vecchia donna. Stava quasi per svegliarla e chiederle ospitalità, quando una mano gli sfiorò la spalla. Girandosi di scatto, si trovò davanti un giovane: era uno che guardava il gregge di notte che sottovoce, ma con tono imperioso, gli disse: "Per la notte copriti con questa!", e gli porse una coperta morbidissima, di lana pettinata, ricamata con colori accesi: nemmeno il tempo di ringraziare, ed era già sparito.
La luce tenue dell'alba svegliò Mario, che ancora sotto la sua coperta, si sentì invadere come una piena dal peso dei suoi perché e dei suoi dubbi antichi. La vecchia donna rientrando nella tenda con una brocca fumante di latte di capra e una focaccia gli disse: "Ragazzo, smetti di tormentarti per nulla".
"Ma la mia sofferenza e le mie disgrazie sono nulla?" rispose Mario stupito e rattristato.
"Figlio mio - riprese la donna - smetti di tormentarti. Ciò che ti ha tenuto caldo durante la notte è proprio la risposta che cerchi".
Mario non capiva. Cos'era questa cosa che lo aveva tenuto caldo per tutta la notte...ed era anche la risposta ai suoi perché?
Sfiorando il bordo della coperta, la morbidissima sensazione della lana si trasformò in una illuminazione: "La coperta, la coperta mi ha tenuto caldo, la coperta! Ma...come può essere la risposta ai perché complicati della mia vita?".
Appoggiato il latte e le focacce su una chianca, la vecchia donna si chinò fino a sedersi al letto impagliato di Mario.
"Guarda figlio mio - disse mostrandogli un lato della coperta - cosa vedi?"
"Dei colori bellissimi, e disegni ancor più belli ricamati con arte antica e sapiente".
"Ora guarda l'altro lato: cosa vedi?".
"Vedo il tipico aggrovigliarsi dei fili del ricamo, un caos, colori sovrapposti, confusione, nodi curati ma sempre nodi, e tagli di filo e colori, intrecci imprevisti, senza senso, disegni incomprensibili e brutti da vedere".
"Ecco figlio mio, la vita, la tua vita è esattamente così: tu sei sotto il ricamo della vita, puoi vedere questa coperta solo da sotto; è la condizione umana. Nel frattempo, per te, su di te e dentro di te si ricamano dall'altro lato disegni e sfumature straordinarie e di una bellezza sconvolgente, e per questo ricamo a volte si rende necessario tagliare, fare nodi, correggere. Da qua sotto è ovvio che SENZA UN PO' DI FEDE e fantasia vedi solo tagli, nodi e confusione,ma guarda un po' cosa sta realizzando Dio su di te...un disegno bellissimo!"

 
 
 

Le nuove emozioni universali

Post n°222 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da tetiangel

PER CIRCA mezzo secolo, gli psicologi hanno concentrato i loro studi sulle emozioni dominanti del genere umano, quegli stati d'animo visibili dal volto che possono essere considerati universali. Il risultato di cotante ricerche si può riassumere nella formula delle "Big Six": le grandi sei Emozioni che, dalla Siberia alle Ande, fanno battere il cuore a tutti gli uomini. Della lista fanno parte gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto. Ora, però, questo elenco potrebbe essere destinato a crescere. Ne è convinta la rivista britannica New Scientist, che ha deciso di fare il punto sulle ricerche volte a trovare le nuove super emozioni del presente. Secondo la prestigiosa rivista scientifica, infatti, ogni epoca ha i suoi stati d'animo. E se per la modernità questi potevano essere l'avarizia, l'imbarazzo, la noia, la depressione, la gelosia e l'amore, ecco che nella nostra epoca spuntano nuovi candidati, come l'ispirazione, la curiosità, la gratitudine, l'orgoglio ma, soprattutto, la confusione. Vediamo nel dettaglio perché.

Sentirsi ispirati. In inglese, la prima emozione candidata al titolo di universale è chiamata "elevation", o "uplifting emotion". Con questi termini gli scienziati si riferiscono a quel sentimento di ispirazione che ci fa avere fiducia in noi stessi e negli altri, che ci fa credere in qualcosa e sentire parte di un progetto. Come esempio, New Scientist riporta un passo del discorso che il presidente americano Barack Obama ha pronunciato al momento del suo insediamento alla Casa Bianca.

"Ecco  -  spiega Jonathan Haidt dell'Università della Virginia  -  l'ispirazione è proprio ciò che hanno sentito i sostenitori di Obama in quel momento: un sentimento positivo, incoraggiante, edificante". Secondo gli scienziati, si tratta di un sentimento universale, che nel nostro organismo si manifesta con la produzione di uno specifico ormone. Manca ancora un'espressione facciale caratteristica, anche se i ricercatori concordano su un generico addolcimento dei tratti somatici e un movimento delle sopracciglia verso l'alto.

Ccome curiosità. Un'altra emozione che, secondo numerosi psicologi, merita di aggiungersi alle "Big Six" è l'attitudine alla curiosità. Ne è convinto Paul Silvia, docente di psicologia alla University of North Carolina a Greensboro (Stati Uniti), secondo il quale "la curiosità è fondamentale per la specie perché motiva la gente a imparare". Il bello, spiega Silvia, "sta nella gratuità di questo sentimento: al giorno d'oggi le persone desiderano accrescere le loro conoscenze anche senza un movente specifico. Non lo fanno per soldi, per superare un esame o per salvarsi la vita: lo fanno semplicemente per il gusto di sapere e l'interesse verso il mondo".

Sul piano comportamentale, questo sentimento si manifesta con gli stessi tratti in tutti gli esseri umani: la testa leggermente piegata da un lato, la velocità del discorso che aumenta e i muscoli della fronte e degli occhi in tensione. Ma c'è dell'altro: per gli psicologi, infatti, la curiosità è diventata sempre più importante per l'uomo contemporaneo in quanto lo aiuta a controbilanciare sentimenti negativi come l'ansia e la paura.

L'emozione con due facce: l'orgoglio. Con i suoi lati più o meno positivi, l'orgoglio è il terzo sentimento al centro delle attenzioni degli scienziati. "L'emozione con due facce", come la definisce New Scientist. Se da un lato, infatti, l'orgoglio accresce l'autostima individuale e l'attitudine al risultato, dall'altro tende spesso a confondersi con l'arroganza e l'eccessiva sicurezza di sé, al punto da essere elencato tra i sette peccati capitali.

Per Jessica Tracy della University of British Columbia di Vancouver, in Canada, la dimostrazione che l'orgoglio sia trasversale a tutti i popoli è data dalla riconoscibilità con cui questo sentimento si manifesta all'esterno. In questo caso, l'espressione facciale non è poi così determinante, visto che tutto si gioca a livello del corpo. "Quando proviamo orgoglio - spiega Tracy - tutti noi assumiamo inconsapevolmente la stessa postura: testa un po' all'indietro, braccia leggermente lontane dal corpo e petto in fuori".

La gratitudine. Secondo Sara Algoe dell'Università del North Carolina, il senso di gratitudine ha tutti i requisiti necessari per diventare un Big. "Si tratta - spiega la studiosa - di un'emozione del tutto positiva, che aiuta gli esseri umani a rafforzare le loro relazioni sociali, a cominciare dal rapporto di coppia". In un presente in cui le relazioni si fanno sempre più complesse, la gratitudine ci aiuta a scovare le persone con cui stiamo meglio e a fare qualcosa per loro, innesacando un meccanismo virtuoso di "dare e avere". E' un sentimento che fa parte del bagaglio emotivo di ogni essere umano, anche se - avvertono i ricercatori - potrebbe essere "culturalmente connotato", vale a dire espresso in maniera diversa da un capo all'altro del mondo. In tal senso sono in corso diversi studi per identificare le espressioni facciali e i gesti che meglio rappresentano questa emozione. Per ora, c'è accordo per quanto riguarda il sorriso e un certo "penzolare della testa", ma mancano dati sufficienti relativi alle popolazioni asiatiche.

La confusione, regina delle super emozioni. Non tutti sono d'accordo sul suo essere a pieno titolo un'emozione, ma la confusione è certamente un sentimento più che diffuso nel mondo di oggi. Dacher Keltner dell'Università di Berkeley, in California, la definisce come "l'impressione che l'ambiente ci stia dando informazioni insufficienti o contrastanti": una sensazione che tutti abbiamo provato, che sia "in un'aula universitaria, in una galleria d'arte o in una città sconosciuta".

La confusione avrebbe anche un suo volto: sopracciglia inarcate, occhi che diventano più piccoli, labbra protese in avanti. Un recente studio ha dimostrato, tra l'altro, che si tratta dell'espressione facciale più chiaramente riconoscibile, seconda solamente alla gioia. Una persona confusa, in sostanza, si vede lontano un miglio e ha quindi maggiori possibilità di essere aiutata dal prossimo: potrebbe essere questa  -  spiega New Scientist  -  la chiave evoluzionistica del suo essere diventata "universale".

Secondo il professor Paul Silvia, "è il modo in cui il nostro cervello ci avverte dell'infondatezza dei nostri pensieri e dei nostri schemi mentali". A volte ci incoraggia a focalizzare la nostra attenzione altrove, a cambiare strategie o imparane delle nuove: un'abilità particolarmente utile per l'uomo contemporaneo. Proprio per questo  -  conclude il pull di psicologi interpellato da New Scientist  -  la confusione potrebbe essere la chiave di tutte le altre emozioni dominanti, il trait d'union tra ispirazione, curiosità, orgoglio e gratitudine.

 
 
 

Buon Natale_AUGURI SCOMODI

Post n°221 pubblicato il 23 Dicembre 2009 da tetiangel

 
 
 

sfida cognitiva

Post n°220 pubblicato il 25 Settembre 2009 da tetiangel

Il surrealismo rappresenta una sfida cognitiva che potenzia i meccanismi di apprendimento. E' questa la conclusione a cui sono giunti due ricercatori dell'Università della California a Santa Barbara e dell'Università della British Columbia, che illustrano il loro studio in un articolo pubblicato sulla rivista "Psychological Science".

"L'idea è che quando si è esposti a una sfida sul piano del significato, con qualcosa che fondamentalmente non ci appare averlo, il cervello tenta di trovare una risposta andando a cercare qualche altro tipo di struttura nell'ambiente", osserva Travis Proulx, che ha condotto lo studio con Steven J. Heine.

Nel corso della loro ricerca Proulx e Heine hanno chiesto a un gruppo di persone leggere il racconto di Kafka Un medico di campagna in cui si incontra una serie di eventi privi di senso e a volte disturbanti. A un secondo gruppo era stata fatta leggere una differente versione dello stesso racconto, riscritto però in modo che la struttura e gli elementi letterali avessero un senso piano.

Successivamente entrambi i gruppi sono stati sottoposti a una serie di test di apprendimento in cui dovevano individuare la struttura nascosta di una lingua artificiale. E' risultato che le persone che avevano letto la storia nonsense riuscivano meglio nel compito. Esito analogo ha avuto un test condotto con il film Blue Velvet di Lynch. "La cosa importante è che queste persone erano più motivate di quelle che leggevano la versione normale della storia. Di fatto ne apprendevano la struttura meglio degli altri", commenta Proulx.

In un altro esperimento i ricercatori hanno ottenuto gli stessi risultati con persone che venivano spiazzate mostrando come diverse loro azioni passate fossero contraddittorie. "Si ottiene lo stesso schema di effetti sia leggendo Kafka sia sperimentando una rottura nel proprio senso d'identità", osserva Proulx. "Le persone si sentono a disagio quando le associazioni che si attendono vengono violate e questo crea il desiderio inconscio di dare un senso alle circostanze. Questo sentimento di disagio può derivare da una storia surreale o dalla constatazione di propri comportamenti contraddittori; in entrambi i casi si cerca di liberarsene. E così si è motivati ad apprendere nuovi schemi."

Finora i ricercatori hanno rilevato questi effetti positivi delle esperienze insolite solo nell'apprendimento implicito, e non hanno ancora sondato la possibilità o meno che essi si presentino anche nel caso di apprendimento strutturato.

"Un punto critico è che i nostri soggetti non si aspettavano di incontrare una storia così bizzarra. Se ci si aspetta qualcosa di strano o di fuori dall'ordinario, non si sperimenta lo stesso senso di alienazione. Se ne può essere disturbati, ma non si consegue la stessa capacità di apprendimento. La chiave del nostro studio è che i nostri soggetti sono stati sorpresi dalla serie di eventi inaspettati, a cui non riuscivano a dar senso. E quindi si sono indaffarati a cercarne comunque uno.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/

 
 
 

Puntata andata

Post n°219 pubblicato il 07 Agosto 2009 da tetiangel

 in onda su

TELE PADRE PIO-SKY

SULLA SICUREZZA STRADALE

CLICK HERE

http://www.vivilastrada.it/videodettaglio.asp?p_codice=18

 
 
 

Lorena McKennitt - The Mystics Dream

Post n°218 pubblicato il 03 Agosto 2009 da tetiangel

Piano, dolcemente, con tensione quasi naturale…così ogni attimo del mio tempo viene scandito dall’attesa incessante e invinta di te. Appena mi lascio sopraffare dalla stanchezza e dall’Io deciso , tu intervieni e riprendi le redini di questa folle giostra chiamata amore.

Si, amore…amore che siamo in due a condurre, per niente in accordo, ma quasi sfidandoci…quasi alla ricerca del capo giornaliero, di colui che tra noi dovrà dominare e guidare l’altro…alla ricerca di chi è da proteggere, di chi vive il momento di forza e chi affronta il dolore…si, amore…di quello urlato, taciuto, gridato con gli occhi…sottratto alla vita e donato inaspettatamente…amore, di quello che ha bisogno di scendere a patti con la vita, di quello che non ama i compromessi perché non li amiamo noi…di quello che per trovar spazio sta buttando giù muri, con arroganza, con prepotenza…quasi a riprendersi ciò che è stato , è e sarà…una tempesta fatta di primavera, ma che non si ferma in estate…ma il tuo timore vuole attendere prima della rivoluzione…una luce più decisa della fioca luce della luna…

Attimi corti che diventano lunghi e mi fanno compagnia…ma talvolta scavano invadendo troppo nei mie tempi. Tempi non sempre allineati con te, parole non sempre tradotte a sufficienza dal mio cuore…fraintendimenti che solo i gesti e il corpo sa fermare. La tua lingua difficile per le mie orecchie, che solo i tuoi occhi sanno filtrare e far entrare..cosa farei senza il tuo sguardo?

 
 
 

La Sacra di San Michele

Post n°217 pubblicato il 23 Luglio 2009 da tetiangel

- Due Trekking a cavallo

Due percorsi suggestivi di tre ore o di tre giorni in val di Susa al Monastero che ha ispirato Umberto Eco nel "Il Nome della Rosa"

Salto della Bell'Alda - Sacra di S.Michele - foto di Tiziano Quadri.

Si tratta di due suggestivi trekking a cavallo che permettono di visitare  la Sacra di San Michele, il celeberrimo e imponente edificio religioso che si erge sulla sommità del monte Pirchiriano in val di Susa.
Sul celeberrimo e imponente edificio religioso, nel corso del tempo, sono fiorite molte leggende.
La più nota, che rimanda al XII secolo quando Federico Barbarossa mise a ferro e fuoco la Valle di Susa, riguarda una fanciulla detta Alda la bella. Costei rifugiatasi in un angolo del monastero, per sfuggire alle violenze della soldataglia, implorando l’aiuto della Madonna e di San Michele, si lanciò fuori da un balcone verso il precipizio sopra Sant’Ambrogio. Ma poiché gli angeli la ressero si ritrovò illesa nonostante il volo. Tempo dopo, cessato il pericolo, la fanciulla insuperbita pecca d’orgoglio e si vanta di poter ripetere l’impresa. Quando riprova a volare miseramente si sfracella ai piedi del borgo. Ancora oggi al dirupo da cui spiccò il tragico volo, rimane il nome di Salto della Bell’Alda. Al presente anche il celebre professor Umberto Eco che da bambino villeggiava ad Avigliana, ha recentemente confessato che l’immagine della Sacra e le sue affascinanti leggende l’avevano profondamente suggestionato al punto che nel suo best seller Il nome della rosa, il sentiero scosceso sul quale Guglielmo di Baskerville e Adso di Melk si inerpicano a dorso di mulo, è l’antica mulattiera che da Sant’Ambrogio porta alla Sacra di San Michele.
Il complesso abbaziale di San Michele della Chiusa, eletto a simbolo del Piemonte, e al tempo simbolo di alta spiritualità e di ristoro per il pellegrino che lungo la via Francigena vi trovava accoglienza, fu edificato a partire dal 983. Nel corso dei secoli fu oggetto di numerosi ampliamenti, distruzioni, rifacimenti e restauri. Sopra una cappella dedicata a San Michele per intervento del Conte di Alvernia Ugo di Montboissier, sorse nel 998 il monastero benedettino, mentre la costruzione dell’attuale chiesa, iniziata verso il 1000, fu completata verso il 1250. Al suo interno dove le tre navate testimoniano il passaggio dall’arte romanica a quella gotica, sono visibili pregevoli affreschi e nel coro vecchio si ergono il trittico e una pala dipinti da Defendente Ferrari. Sotto il pavimento della chiesa si trova la cripta di San Giovanni Vincenzo che corrisponde alla parte più antica dell’intero complesso.
Ancora da menzionare la Porta dello Zodiaco posto in cima allo Scalone dei Morti (che consente di accedere alla chiesa), numerose sculture romaniche del secolo XII, cicli di immagini sacre e profane scolpite su capitelli, pilastri e portali.
Affrancata dall’autorità temporale e vescovile della chiesa, per alcuni secoli l’Abbazia divenne il centro pulsore della vita religiosa, spirituale e commerciale dell’intera Valle di Susa; tuttavia nel secolo XVII dopo che una bolla papale (1622) decretò la cessazione di ogni pratica religiosa, per questo complesso monastico celebre in tutta Europa, iniziò un periodo di lunga decadenza. Due secoli dopo, per merito del Re Carlo Alberto, fu chiamato alla guida dell’Abbazia Antonio Rosmini, e col successivo arrivo dei padri rosminiani la Sacra, ne risultò rivitalizzata, diventando nel 1836, sempre per volontà del Re, il luogo dove furono traslate le salme di 24 principi di Casa Savoia sino ad allora conservate nel Duomo di Torino.
Attualmente dell’antico complesso da cui si può apprezzare uno straordinario panorama sulla Val di Susa e sulla pianura di Torino, si sono tramandate la chiesa, il monastero con la foresteria, il chiostro, la torre della Bell’Alda, un terrazzo, i ruderi del monastero nuovo e il campanile mai terminato.

Tour Virtuale Sacra di San Michele

Dopo il tour Virtuale, alcune curiosità e notizie storiche sul celeberrimo Monastero, diamo notizia di due dei suggestivi percorsi a cavallo che permettono agli appassionati di trekking a cavallo, ma anche di storia e di cultura, di visitare e ammirare l'imponenza della Sacra di San Michele.

La via dei Principi
Partendo da Sant’Ambrogio è possibile salire alla Sacra a cavallo. La partenza avviene nei pressi del Campo Sportivo per poi salire alla frazione Mortera, dopodiché si percorre la Via dei Principi (di casa Savoia), ossia il percorso seguito dalle salme dei medesimi, fatte traslare all’interno della Sacra dal Re Carlo Alberto nel lontano 1836. La durata del percorso, panoramicamente suggestivo e privo di difficoltà, è di circa tre ore.

Tutte le informazioni
Circ. Ippico Cascina Dall’Osta
Cascina Dall’Osta, 2 Avigliana 011 9369171
Circ. Ippico La Presidenta
Via Presidenta, 3 Avigliana
http://santambrogio.valsusainfo.it/index.asp?IDCAT=8092

itinerario


Il sentiero dei Franchi
Da Valgioie a Oulx, un itinerario di 3 giorni alla scoperta del leggendario percorso dell'esercito di Carlo Magno per aggirare i Longobardi alle Chiuse di S.Michele. Partenza dall'Abbazia della Sacra di S. Michele, passaggio al Colle Braida e tappe a Monte Benedetto, Madonna della Losa e Oulx.
Stando a quanto ci proviene dagli studi sinora condotti questo percorso è il tracciato ritenuto più fedele al Sentiero dei Franchi.
Il sentiero che unisce Oulx alla Sacra di San Michele attraversa in parte i Parchi Naturali protetti del Gran Bosco di Salbertrand e Orsiera/Rocciavrè, nei quali esistono alcuni Posti Tappa al Frais, a Pian Cervetto e al Rifugio Gravio.

Tutte le informazioni
IAT, Corso Inghilterra 39
10059 Susa
Tel. +39 0122 622447
Fax +39 0122 628430
susa@montagnedoc.it
http://www.montagnedoc.it

FIERE
 
 
 

DEDI_modifiCATA

Post n°216 pubblicato il 22 Luglio 2009 da tetiangel

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose, quella che si insegue a vent'anni, quando, come guerrieri si combatte il mondo per uscirne vittoriosi, senza un disegno e un filo logico, ma per il solo gusto di “andar contro”... non e' neanche quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente...non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. La felicità non è quella che ci insegna la televisione o il cinema, piena di grandi emozioni e povera di trama…
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, il calore di una doccia, gli aromi di una cucina: quando torni a casa stanco e qualcuno ha cucinato per te,  che basta lo sguardo del tuo amico cane, gatto… che sia per sentire piccole felicità.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina scavano tunnel nel tuo cuore, che le stelle ti possono catturare i pensieri se ti sdrai a guardarle… e il sole sa entrarti dentro e ti manca quando non c’è…e impari che un campo di papaveri può illuminarti il volto, che i profumi della primavera ti svegliano dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri, impari ad incantarti davanti al mare in movimento, guardando il cielo turchese d’agosto che ti avvolge, guardando gli animali nei campi che mangiano e riposano senza affanni, impari a non sentirti solo quando ti fermi con gli occhi dentro quelli di chi ti sta prestando ascolto e sta dando valore alle semplici cose che dici. Impari così a capire l’importanza di ciò che già hai.

Impari a ritrovare il tuo ritmo, quando sei stanco e affranto, facendo una passeggiata, ballando sulle note di una canzone, correndo col tuo cane o cavalcando col tuo cavallo, risvegliando la tua voce e cantando a squarciagola, suonando, dipingendo, creando, amando, sognando, scrivendo,meditando…
Poi scopri che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, che sanno tornarti alla mente così spesso da esser diventati giorni…e impari che
solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso  e che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo...

Impari che diventi forte quando dici la tua verita' con calma e chiarezza, che diventi ricco quando ti fermi ad  ascoltare gli altri,anche se sono persone reputate noiose e ignoranti, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Sei felice quando impari ad evitare le persone prepotenti e aggressive, dopo aver realizzato che sono un tormento per lo spirito.

Sei felice quando impari a proteggerti ed a amarti, quando non ti paragoni agli altri, perché rischi di diventare vanitoso e aspro in quanto ci saranno sempre persone superiori ed inferiori a te. L’unico punto di paragone è in te, in quello che hai saputo essere e in quello che sei e sarai, e non fingere mai di amare.
Ricorda che molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine, per cui non sono vere. Quindi  al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso, tieni le tue redini come faresti  con un piccolo passero. Tu sei un figlio dell'energia dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle,  tu hai un preciso diritto ad essere qui. Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano i tuoi guai e le tue aspettative,
nel rumoroso caos della vita conserva il rispetto per l’ascolto delle voci della tua anima e del tuo istinto
.

 
 Sperimenterai che ballare a contatto con chi ami seguendo lo stesso ritmo può farti viaggiare per mondi lontani.
E scoprirai per caso che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su una mail i tuoi pensieri…così come sto facendo ora…

Un giorno la tua vita potrebbe cambiare e ti ritroverai a  tenere in braccio un bimbo e niente sarà più come prima, scoprirai un nuovo senso della vita, una nuova danza...

Non aver paura del tuo potere, non temere la tua luce. La tua mente si confonde e ti dice che è paura di non essere adeguato e capace. Non è così, tu hai solo paura della tua potenza e che ti si possano avverare in un attimo i tuoi desideri, sapendo che così ti verrebbe a mancare il carburante per vivere. Finiresti per vivere tutto in un solo attimo e bruceresti arrosto la tua storia a venire. Per questo ti riempi di ombre, per questo vivi nostalgiche angosce, per questo ti crei sogni nuovi, perché sai che fino a che avrai da chiedere e non accontentarti non morrai. Tu puoi tutto e fai del tuo niente l’assegno per vivere. Ma non confondere i desideri che ti garantiscono carburante per la vita con le paure che vincolano anche chi ti sta intorno.

 Le paure ti distraggono dagli obbiettivi e sono tutto ciò che vedi quando stai dimenticando per dove hai iniziato il tuo cammino.

 

Indiana 1692

Italia 2009

 
 
 

Accordo tra l'Ordine degli Psicologi e l'Ordine dei Consulenti del Lavoro

Post n°215 pubblicato il 02 Luglio 2009 da tetiangel

E' stato firmato a Roma da Marina Elvira Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, da Giuseppe Luigi Palma, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e da Mauro Capitanio, Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, un Protocollo d’Intesa per facilitare ed ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Questa partnership privilegiata vuole valorizzare l’attività di consulenza finalizzata alla ricerca e selezione del personale, contribuendo al miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione nel mondo del lavoro. Allo stesso modo nell’attività di supporto alla ricollocazione professionale, le due istituzioni si impegnano a collaborare, nel rispetto delle rispettive professionalità, all’orientamento professionale, alla formazione, all’accompagnamento, all’affiancamento ed anche all’inserimento presso una nuova attività.

In particolare nel processo volto all’individuazione di candidature idonee a ricoprire una o più posizioni lavorative, in tutte le fasi - a norma del d.lgs. n.276/03 - la convenzione tra le parti garantisce massima collaborazione e sinergie finalizzate ad incrementare e migliorare le proprie capacità d’intervento. Di esclusiva competenza dello psicologo restano le valutazioni delle candidature individuate attraverso appropriati strumenti selettivi e l’intervista di selezione psicoattitudinale.

L’approvazione del protocollo si inserisce nell’ambito di un percorso avviato da tempo dalle due istituzioni e costituisce la base di una collaborazione intensa e proficua.

La collaborazione tra Cnop e Consulenti per il Lavoro si realizza anche mediante una pluralità di modalità che possono comprendere azioni in partenariato scientifico, affidamento di iniziative formative e programmi di ricerca, reciproca utilizzazione di servizi professionali sul territorio, conoscenza e socializzazione delle risorse professionali. Le parti si impegnano pertanto a fornirsi reciproca assistenza nell’attività di aggiornamento professionale, promuovendo l’intervento di propri qualificati esperti nelle attività didattiche svolte o nelle attività convegnistiche o seminariali programmate. Allo stesso modo verranno sostenute iniziative finalizzate alla realizzazione dei tirocini professionalizzanti, stages, work-esperiences, nell’ambito della psicologia del lavoro.

Il protocollo potrà essere integrato e modificato di comune accordo, per tener conto di nuovi aspetti che potranno emergere nel corso dell’attività comune, al fine di rendere sempre più efficace la cooperazione.

“L’attività di ricerca e selezione del personale - spiega il Presidente Palma - quando comporta l’uso di strumenti conoscitivi per il profilo psicologico, si configura come attività riservata alla nostra professione; pertanto le Agenzie per il lavoro devono necessariamente avvalersi della prestazione professionale di uno psicologo. La nostra volontà è quella di garantire un continuo innalzamento del livello della qualità dei servizi nell’ambito della selezione del personale, favorendo l’instaurazione di rapporti sempre più trasparenti e l’individuazione di canali in grado di garantire servizi efficaci e facilmente fruibili”.

Per la Presidente Calderone “Oggi la gestione delle risorse umane, in un mercato che si muove sempre più verso i servizi e le attività ad alta specializzazione, è uno strumento essenziale per la crescita economica del Paese e per rispondere con forza al momento di crisi che stiamo attraversando. I Consulenti del lavoro, professionisti del lavoro con un ruolo centrale nel rapporto tra dipendenti ed imprese, hanno il compito di facilitare l’incontro tra domanda e offerta attraverso una capillare attività di ricerca e selezione del personale, di fare mediazione in presenza di contenzioso, di curare dal punto di vista normativo e pratico il reinserimento dei lavoratori fuoriusciti dal mercato.”

“La Fondazione Consulenti per il Lavoro - ricorda il Presidente Capitanio - è un’Agenzia per il Lavoro attiva sul mercato della Ricerca e Selezione e dell'Intermediazione con un network di oltre 1300 professionisti preparati e specializzati, presenti in tutte le province d'Italia in grado di garantire un rapido ed efficace incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro. Per tale motivo, ottimizzare tutti gli strumenti per facilitare e rendere più rispondente al mercato la ricerca e selezione del personale è uno degli obiettivi, se non il principale, della Fondazione.”

Fonte: http://www.clicmedicina.it/

 
 
 

Gli errori del cervello

Post n°214 pubblicato il 27 Giugno 2009 da tetiangel

I neuroscienziati hanno identificato i neuroni che ci permettono di individuare gli errori e imparare dagli sbagli commessi. E un giorno forse impareremo a prevenire i passi falsi, evitando incidenti fatali. Di Markus Ullsperger

Qualche anno fa è stata identificata una regione cerebrale - la corteccia frontale mediana - cruciale nella scoperta degli errori e nella capacità di porvi rimedio. I neuroni «frontali» si attivano quando modifichiamo il nostro comportamento dopo un feedback negativo provocato da un errore. Ricerche recenti dimostrano poi che buona parte della capacità di imparare dagli errori dipende dalla dopamina. Le variazioni genetiche che influenzano i segnali mediati da questo neurotrasmettitore spiegherebbero infatti le differenze individuali nell'apprendimento derivato dagli errori commessi in passato. Inoltre una caratteristica attività cerebrale preannuncia di solito gli sbagli, aprendo la possibilità di prevenirli grazie a dispositivi portatili in grado di rilevare gli stati cerebrali premonitori degli errori.

 
 
 

Tecniche

Post n°213 pubblicato il 20 Giugno 2009 da tetiangel
 

per Combattere una Delusione Sentimentale

Probabilmente una delle cose più difficili nella vita è sbarazzarsi dei pensieri che ci accompagnano quando ci separiamo sentimentalmente dalla persona che amiamo o che abbiamo amato. Vi siete mai trovati ad essere "scaricati" dal vostro partner e non voler accettare la situazione che magari dopo numerosi tentativi di riavvicinamento risulta evidentemente compromessa e non più ricuperabile?

Spesso ci viene in aiuto il cosiddetto "chiodo schiaccia chiodo". Si trova un´altra persona e accade come per magia che le cose lentamente si sistemano. Quando non succede, il pensiero della persona da cui ci si è separati continua a riecheggiare nel nostro cervello.

Alcuni affrontano la situazione dicendosi delle cose, facendo dei ragionamenti logici, parlandone con gli amici o con il dialogo interno. E nella maggior parte dei casi questo comportamento non aiuta. In questi casi il linguaggio raramente riesce ad influenzare il proprio stato d´animo. Per riuscire ad autoinfluenzarsi, a cambiarlo, è necessario ricorrere ad altri schemi, utili a modificare quelle sensazioni di nostalgia, affetto, solitudine, ecc. che sono collegati ad esperienze che non sono destinate a ripetersi. Per affrontare questa situazione bisogna chiedersi: che cosa accade in noi quando accediamo a queste sensazioni? Cosa vediamo? Quali parole ci diciamo? Quali sono gli elementi che scatenano le nostre sensazioni?

Nella gran parte dei casi sono immagini o film di eventi - piacevolissimi - che sono accaduti e ci hanno fatto stare divinamente. Nella realtà quando le cose si rompono sentimentalmente, è raro che tutto sia stato perfetto e che in un certo momento tutto ciò sia svanito. Si sono certamente verificate delle situazioni di scontro o di disaccordo che hanno preceduto il momento della rottura definitiva. Queste usualmente derivano da comportamenti dell´altra persona in disaccordo con i nostri valori e con le nostre convinzioni.

Per affrontare in modo rapido i momenti di sconforto che derivano da delusioni sentimentali si possono usare alcune tecniche di visualizzazione, andando a riprendere nella mente i momenti negativi del rapporto, quelli che ci hanno fatto soffrire, quelli che abbiamo accantonato in nome del proseguimento sereno di una relazione. E quindi amplificandoli, osservando attentamente le immagini ed i filmati che si formano nella nostra mente, rendendoli più nitidi, ricordando i colori, avvicinando le immagini alla distanza giusta, ricordando le parole pronunciate negli scambi verbali e soprattutto riportando al presente le sensazioni - generalmente non propriamente piacevoli - avute in quei momenti di scontro. Così facendo andremo a collegare alla persona da cui ci si è separati sensazioni diverse, di contrasto.

Funziona? Bisogna provare. Se si ha qualcuno che ci aiuta a riaccedere alle esperienze passate, tutto è ancora più semplice.

 
 
 

Sesso Evoluzionistico e Sessualità Controevolutiva

Post n°212 pubblicato il 20 Giugno 2009 da tetiangel

Abstract
Ogni anno gli uomini che le donne sposano guadagnano più degli uomini della stessa età che le donne non sposano; le donne che guadagnano più degli uomini cercano il divorzio con una frequenza doppia rispetto alle altre; gli uomini e le donne continuano a formare alleanze per competere con altri uomini, e donne per acquisire status e risorse. La comprensione delle ragioni evolutive delle strategie sessuali è la base per la modificazione del comportamento sessuale in modalità controevolutiva.

In un’intervista rilasciata alla redazione della rivista on line inglese “The Evolutionist” di qualche anno fa, David Buss ammetteva che la psicologia evoluzionistica potesse costruire un immaginario popolare di asfissiante determinismo azzerante il libero arbitrio, ma si affrettava a considerare che i “nostri meccanismi si sono evoluti al punto di promuovere il cambiamento”, basta volerli usare quindi e, per prima cosa, conoscerli. Secondo Buss l’ignoranza dei meccanismi evolutivi darwiniani è abissale, almeno in America; da qui la resistenza degli studiosi in scienze sociali, degli insegnanti, del giornalismo. Considerare che non esistono differenze sessuali, che la cultura è il prodotto di elaborazioni progressive innestate sul nulla di una tabula rasa, è il modo “oltraggioso” del mito delle scienze sociali, perpetrato ai danni della gente. Paradossalmente, afferma Buss, “maggiore è l’educazione individuale, maggiore è l’aderenza al mito”. Forse, aggiungiamo noi, è adattivo non capire il darwinismo e la resistenza nei suoi confronti potrebbe rappresentare un altro degli accorgimenti che la selezione ha promosso nella programmazione degli individui, il cui sforzo replicativo deve ottundere la coscienza della manipolazione genetica, impedendole di affiorare alla consapevolezza.
Una forma di antidoto alla narcosi evolutiva è il recupero di un repertorio comportamentale versatile in grado di risolvere i problemi adattivi dell’accoppiamento. I nostri complessi meccanismi psicologici, essendo pianificati da una lunga storia evolutiva, ci mettono a disposizione alcune circostanze non-obbligatorie di comportamento sessuale. In questo modo nessuna decisione è inevitabile o geneticamente preordinata: né l’infedeltà o la monogamia, né la pedofilia o la serenità sessuale, né la gelosia o l’indifferenza sessuale. I maschi non sono condannati a perseguire la massimazione spermatica nel recipiente femminile, ad avere relazioni extraconiugali a causa dell’insaziabile (inconscia) brama di generare figli a basso costo; le donne non sono condannate a mortificare, schernire, deprezzare i partners che non sono in grado di assumersi i costi della paternità. Non siamo schiavi di ruoli sessuali imposti dall’evoluzione: la conoscenza delle condizioni che favorirono ciascuna strategia di accoppiamento ci dà la possibilità di agire controevolutivamente, ossia moralmente, non solo nella possibilità di scelta di quale di queste strategie preferiamo mettere in atto ma soprattutto, qualunque sia l’opzione, riconoscerne le motivazioni alla base, al fine di non lasciarsi condizionare nell’emissione di valutazioni a carico del comportamento, “carattere” o atteggiamento altrui. La comprensione delle ragioni evolutive delle strategie sessuali è la base per la modificazione del comportamento: sapere che nel caso dell’uomo la gelosia serve, ad esempio, a difendere la paternità e nel caso della donna ad impedire il disimpegno del partner, porta in primo piano quelle componenti che con maggiore probabilità scatenano la gelosia sessuale di ambedue i sessi, come gli indizi di infedeltà sessuale ed emotiva. In linea di principio possiamo creare rapporti coscienti, che minimizzino la gelosia, che comprendano il rapporto uomo/donna, svelato dall’enigma delle somiglianze e delle differenze sessuali. Le donne potrebbero così mostrarsi intolleranti nei confronti di uomini che le apprezzano esclusivamente per la bellezza delle forme e per la giovane età, così come gli uomini dovrebbero imparare ad infischiarsene del “conto in banca” o della Ferrari sotto casa, dovrebbero rimanere indifferenti alla competizione sessuale.
Occorre dismettere l’abitudine, veicolata dai valori della scienze sociali tradizionali, di considerare uomo e donna come identici sul piano psicologico; a questo punto della storia non è più pensabile che uomo e donna valutino il partner mediante considerazioni trascendenti l’ontologia biologica. I due sessi sono diversi. Sia sul piano delle caratteristiche da giudicare nel partner, sia per ciò che concerne l’inclinazione al rapporto sessuale occasionale, sia per la natura e la qualità delle fantasie sessuali. Uomini e donne adottano tattiche adattive diverse per attrarre il partner, per conservarlo e per sostituirlo. Queste differenze sono universali, evolutivamente selezionate per l’efficacia dei risultati nella replicazione. Negarlo è inutile, costoso e dannoso. Ci si avvicinerà all’armonia sessuale solo quando uomini e donne accantoneranno la convinzione dell’inesistenza della discriminazione sessuale: solo allora ci confronteremo sulla base non ipocrita della conoscenza dei fattori che coinvolgono i desideri di ciascun sesso.
Eppure le donne continuano a volere uomini in possesso di risorse e continuano a rifiutare uomini che ne sono privi. Ogni anno gli uomini che le donne sposano guadagnano più degli uomini della stessa età che le donne non sposano; le donne che guadagnano più degli uomini cercano il divorzio con una frequenza doppia rispetto alle altre; gli uomini continuano a formare alleanze per competere con altri uomini, per acquisire status e risorse, che li rendono desiderabili agli occhi delle donne.
La risposta femminista contemporanea a queste tesi attribuisce alle coalizioni globali di maschi la volontà di oppressione delle donne. Quest’ipotesi è una sciocchezza. Gli uomini e le donne competono principalmente contro i membri dello stesso sesso: gli uomini aspirano a controllare le risorse, escludendo e screditando i rivali agli occhi delle partners potenziali; le donne competono tra loro per l’accesso agli uomini di status elevato, avendo rapporti sessuali con loro, strappandoli alle loro mogli, seducendoli ed ingannandoli, denigrando le loro rivali, in particolare quelle che perseguono strategie a breve termine. Siamo tutti vittime delle strategie evolutive darwiniane e, se vogliamo giungere all’ “armonia e all’uguaglianza”, è necessario riconoscere che le donne e gli uomini sono legati assieme da un processo co-evolutivo a spirale, avviato chissà quando ed all’opera ancora oggi. Anzi, forse proprio l’attuale sua conformazione sociale, “ipocrita”, sottile e raffinata, potrebbe rappresentare la sua massima efficacia strategica.

“(…) noi proveniamo da una lunga linea ininterrotta di progenitori che sono riusciti a conquistare una partner, a impedirne l’infedeltà e a fornire una quantità di benefici tale da prevenire l’abbandono; e proveniamo da una lunga linea di progenitrici che concessero l’accesso sessuale a uomini che fornirono risorse vantaggiose” (Buss D.M., 1994:288).

Venirne a conoscenza, esserne consapevoli, può cambiare le carte in tavola, sconvolgendo sicurezze, disattivando meccanismi automatici, debellando la condizione animale che ancora ci possiede: un antidoto al narcotico darwiniano.
La conoscenza dei contesti sociali fondamentali che muovono le strategie sessuali contribuisce alla comprensione del comportamento all’interno dei sessi. La conoscenza di questa diversità ci può aiutare a esaminare certi giudizi di valore per svelare gli interessi egoistici che ne stanno alla base. Nella società occidentale, ad esempio, chiunque non si conformi alla prassi della monogamia a vita è giudicato un deviante, un immaturo, un peccatore o un fallito da coloro che, inconsapevolmente, sono vittime della strategia adattiva.
Un fatto sgradevole dell’evoluzione dell’accoppiamento umano è che i partners desiderabili sono sempre in minoranza: alcuni uomini dimostrano una capacità superiore di accumulare risorse e poiché, di norma, le donne desiderano questi uomini, esse competono fra loro. Solo le donne di alta qualità, tuttavia, possono raggiungere l’obiettivo della “locazione genica”; a loro volta, esse sono in minoranza perché appetite dalla competizione maschile. Risultato: la competizione ed il conflitto intra ed intersessuale mette da parte qualità come gentilezza, intelligenza (fine a se stessa), lealtà, altruismo, correttezza politica, ecc., per orientarsi verso la riproduzione; tutto ciò può forse essere evitato rinunciando alla partecipazione al gioco dell’evoluzione. I desideri sottesi dalla selezione darwiniana, tuttavia, non si estinguono facilmente ed il tentativo di soddisfarli getta (dejetta) tutti noi nell’arena della competizione sociale. Esserne consapevoli può essere il primo passo verso il richiamo della coscienza di marca heideggeriana. Non si tratta di votarsi all’ascetismo automortificante, a una sorta di mistica dell’autoflagellazione delle carni ma, finché un uomo o una donna che acquistano l’ultima crema per il viso non riusciranno ad interpretarla come una forma di competizione e fino a quando coloro che si gonfiano i muscoli con la più recente macchina della palestra o lavorano fino a tardi non possederanno la consapevolezza di essere soggiogati dalla competizione sessuale, finché “(…) le persone avranno desideri di accoppiamento e saranno diverse in relazione alle qualità desiderate dal sesso opposto” (Buss D.N., idem:295), la competizione sessuale sarà inevitabile.
Il rispetto profondo per l’altro sesso deve scaturire dal sapere che ognuno di noi è dipendente dall’altro, per le risorse necessarie alla sopravvivenza e alla riproduzione. Un’alleanza amorosa in grado di durare una vita intera rappresenta una delle vittorie controevolutive ancora di là da venire. Nei tre miliardi e mezzo di anni della storia conosciuta di questo pianeta siamo la prima specie in grado di interrogarsi sul proprio destino. Se comprendessimo il nostro passato evolutivo, se esaminassimo il complesso repertorio delle strategie sessuali, potremmo capire perché si sono sviluppate e si sono radicate, come un virus oncogeno, dentro di noi.

 
 
 

dedicato a

Post n°211 pubblicato il 14 Giugno 2009 da tetiangel
Foto di tetiangel

 

Questo messaggio lo dedichiamo ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli.
Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perchè riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.
Perchè solo coloro che sono abbastastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.

Mohandas Karamchand Gandhi

Quando si parla di cambiare il mondo non si chiede a nessuno di cambiare quello collettivo, quanto l'individuale. Il nostro piccolo mondo, fatto di un piccolo cerchio e poche persone, ma essenzialmente fatto da quello che è il nostro mondo interiore. Nulla cambia se non cambia in noi. Tante volte si teme di apparire folli e si celano i propri pensieri, ma la vita ci insegna che è proprio la follia che segna i cambiamenti nelle nostre vite..e noi stessi cambiamo il nostro piccolo mondo con piccoli gesti inconsueti, talvolta folli...
se rimaniamo a ripetere le piccole azioni quotidiane chiusi nelle nostre sicurezze finiamo per vivere in continuazione la stessa vita, chiudendo la possibilità ai desideri di oggi e domani. Continuiamo a vivere una vita decisa tempo fa, con paura di perderla, col timore di rimaner soli. La vita deve muoversi e cambiare sempre, talvolta necessiata di strattoni decisi che ci facciano cambiare rotta, di gesti all'apparenza folli, che ci fanno tremare le gambe, ma la vita non è un chiodo fisso sul muro, la vita è movimento. Nulla di deciso e nulla di statico. Quando siamo fermi su confini e pensieri, non li rielaboriamo mai per paura della nostra follia, allora siamo in una situazione pericolosa e di non amore verso noi stessi. Quante paure di percorrere la vita con follia, quante stranezze nelle nostre scelte. Quanta gente sceglie di vivere in una relazione morta e statica pensando che la scelta folle sia quella di tradire...la follia non coincide mai con il far del male o il farsi del male. Follia e scelte folli sono quelle che ci raddrizzano la rotta e ci portano fuori da una routine comoda quanto tombale. Essere folli vuol dire saper tenere le redini del proprio destino senza farsi condizionare dal DEVO. Vuol dire essere liberi di amare e non vivere di sensi di colpa, esser liberi di dormire quando vogliamo, di mangiare con ritmi umani e regolari. Essere liberi di vivere i propri istinti perchè se si ha paura di essere animali prima di essere uomini, allora ci siamo alienati da noi stessi.

Tetiangel

 
 
 

Euritmia:

Post n°210 pubblicato il 05 Giugno 2009 da tetiangel

 arte del movimento, armonia tra il ritmo dell’uomo e quello dell’universo

Euritmia è un termine che deriva dal greco, composto da due elementi, eu che significa buono, bello e rythmos che significa ritmo. La parola ritmo si riferisce alla successione armonica di manifestazioni di vita. Ogni essere vivente, infatti, esiste nei ritmi che si alternano: dentro di lui, come per esempio la respirazione o il pulsare del cuore, e fuori di lui, come il giorno e la notte. L’Euritmia, o giusto ritmo, potremo dire anche giusta vita, vuole ricondurre il ritmo dell’uomo ad una nuova armonia con il ritmo della natura e dell’universo.
L’Euritmia, infatti, pur rintracciando le sue radici più antiche nell’arte primordiale dell’umanità, che si esprimeva nella danza sacra dei templi, ha assunto un nuovo volto, quando, agli inizi del Novecento, Rudolf Stainer, suo fondatore, ha voluto creare un’arte del movimento che si rivolgesse al moderno uomo europeo e alla sua cultura, un’arte che trasformasse il movimento da istintivo a cosciente, svelando le leggi superiori che ne sono alla base. Per questo motivo è un’arte moderna, figlia del nostro tempo, capace di risvegliare la comprensione del mondo e di sé stessi non solo in modo materiale, utilizzando un pensiero educato alla “fisicità”, ma tramite una percezione più “fine” e un pensiero più “vivo”.
L’Euritmia traduce in movimento il linguaggio e la musica, ossia, rende visibili le loro leggi universali. Pertanto, il gesto che si compie non è mai arbitrario e soggettivo, in quanto l’euritmista è un veicolo per la manifestazione di princìpi superiori che, attraverso di lui, diventano riconoscibili. Quando un euritmista si avvicina ad un brano, sia esso musicale che di prosa, deve interpretarlo nella sua composizione di suoni, nella sua essenza oggettiva. L’organismo umano nella sua interezza diventa uno strumento.

La formazione di base nell’arte euritmica consta almeno di quattro anni di studio continuato e si fonda su una preparazione professionale che, in modo creativo, consente allo studente di assimilare conoscenze e capacità nell’ambito del linguaggio musicale, del tempo, del ritmo, della melodia, dell’armonia, delle singole qualità tonali, degli intervalli, degli elementi formali armonici, della coreografia, con competenza delle tipologie musicali e delle epoche stilistiche; per quanto attiene alla parola, l’acquisizione di conoscenze relative alla formazione del suono e dei ritmi, alle forme che scaturiscono dal linguaggio, alle diverse composizioni letterarie ed epoche stilistiche, alla metrica e alla poesia.
L’euritmista, inoltre, assume un’adeguata consapevolezza delle diverse qualità formali euritmiche geometriche (linea retta, curva, raggio, spirale etc.), partendo dalle forme nello spazio per arrivare alle forme nel tempo, ma, soprattutto, è in grado di sviluppare l’esercizio riflessivo e responsabile della sua arte nel contesto dello sviluppo culturale e di confrontare questo atteggiamento autonomamente con avvenimenti di attualità e sociali.
Dopo aver conseguito il diploma nella formazione artistica di base, è possibile orientarsi verso i seguenti indirizzi professionali:

Euritmia artistica
L’attività di palcoscenico, espressione e arricchimento della vita culturale di una società, consiste in

  • spettacoli, interamente realizzati in Euritmia, di poesia e di musica, solo dal vivo, fino alla rappresentazione di sinfonie complete;
  • spettacoli in cui l’Euritmia rappresenta un elemento di supporto ad un’opera teatrale, come ad esempio per il Faust di Goethe;
  • rappresentazioni di fiabe e racconti come prodotto e sviluppo di programmi indirizzati ai bambini e ai ragazzi.

Euritmia pedagogica 
Si applica nelle scuole che seguono l’impostazione pedagogica suggerita da Rudolf Steiner, a seguito di approfondimenti e tirocini per diventare maestri ed educatori. Compito del maestro di Euritmia, dagli asili alle classi superiori o nella guida dei ragazzi cosiddetti “difficili” e portatori di handicap, è quello di sostenere e stimolare le fasi evolutive del bambino e dell’adolescente sotto l’aspetto fisico, psichico e mentale.

Euritmia terapeutica
Con la finalità di coadiuvare l’arte medica, R. Steiner ha creato, nel 1921, l’Euritmia terapeutica, a cui è possibile accedere tramite una specializzazione conseguita successivamente alla formazione.
In rigorosa collaborazione con un medico, si applica in modo specifico per la medicina interna, la psichiatria, la pediatria, la medicina psico-somatica, la neurologia e l’oculistica.

Euritmia aziendale
Partendo dall’unilateralità della visione quotidiana della vita produttiva, l’Euritmia aziendale vuole creare una comprensione dei processi sociali, tale da modificare l’atmosfera sui luoghi di lavoro e nel contempo indirizzare l’impresa verso un sano sviluppo dei suoi processi economici.
In buona sostanza si tratta di supportare con l’Euritmia una cultura dell’impresa come elemento di crescita sociale e di comunità, per collegare la trasformazione degli individui a quella dell’organizzazione.

Euritmia “igienica - salutistica” per adulti
Attraverso appositi esercizi, condotti all’interno di un gruppo, si raggiunge un effetto armonico tra la propria personalità e quella degli altri partecipanti, sviluppando la creatività che è insita in ogni individuo.
L’Euritmia igienica introduce il principio salutistico dell’equilibrio tra i propri ritmi e i ritmi vitali esterni.

 
 
 

Le affinità elettive

Post n°209 pubblicato il 24 Maggio 2009 da tetiangel
Foto di tetiangel

Le affinità elettive è il terzo romanzo di Johann Wolfgang von Goethe, pubblicato nel 1809.

Il  titolo del romanzo deriva da una caratteristica di alcuni composti chimici che pur se legati con un altro composto chimico in presenza di un terzo composto chimico tendono ad abbandonare il primo legame per formarne uno nuovo con il nuovo composto. Questo succede perché il composto di partenza ha un'affinità maggiore con la nuova specie chimica rispetto all'affinità che aveva con l'altro componente chimico. Il titolo utilizza un termine chimico per alludere chiaramente alle faccende amorose tra i personaggi. Infatti fin che erano soli il legame di Carlotta e Edoardo era stabile e saldo, ma con l'arrivo del capitano e di Ottilia il legame si rompe per permettere a Edoardo di unirsi ad Ottilia e a Carlotta di legarsi con il capitano.

Penso che tutti prima o poi almeno una volta nella vita si sono trovati a conoscere una persona e apprescindere dal luogo, contesto o modalità questa conoscienza sia avvenuta, nel breve attimo come l’istante di un lampo nella notte, questa riesca sia riuscita a entrarti dentro cosi profondamente che nessuno anche in anni c’era riuscito.

“Affinità elettive” cosi vengono chiamate da tempo le motivazioni rare di questi incontri, definizione resa famosa dal libro di Johann Wolfgang Goethe.

Volendo c’è anche la spiegazione scientifica, infatti il termine “affinità elettive” deriva da una caratteristica di alcuni composti chimici che pur se legati con un altro composto chimico in presenza di un terzo composto chimico tendono ad abbandonare il primo legame per formarne uno nuovo con il nuovo composto. Questo succede perché il composto di partenza ha un’affinità maggiore con la nuova specie chimica rispetto all’affinità che aveva con l’altro componente chimico.

Diciamo che la spiegazione scientifica è un pò meno romantica, anche se possiede il suo fascino. Spiegato terra terra in questo caso sarebbe il cosidetto “terzo incomodo”.

Probabilmente in questo caso il “terzo” oltre a far sentire il suo “potere” per via di una composizione più ideale nell’abbinamento, la forza di tale attrazione è dovuta anche al confronto con il partner che ti dona meno. Confronto che viene ancor più alla luce per la nuova situazione che si è venuta a creare.

Questi però sono “casi” particolari, ci sono anche situazioni meno complesse, dove conosci qualcuno e ti senti in brevissimo tempo attratto in un modo irreisistibile.

Mi piace paragonare questo idillio come se ognuno di noi fosse un ingranaggio che secondo la propria forma si incastra più o meno velocemente.

Certo, essere travolti da questa “magia” può avere i suoi risvolti negativi. Quando si è sconvolti in cosi poco tempo, si perde ogni briciolo di ragione, il che poi non vuol dire sia proprio un male, anzi, la ragione spesso è un limite all’amore più profondo…però ci fa dimenticare che comunque per una positiva riuscita in un rapporto, si deve anche considerare la conoscienza più lunga e approfondità dell’altro….mah, è anche vero che il tempo non sempre aiuta, perchè se la persona con cui stai non è la tua reale parte mancante, può passare anche un secolo, ma non riuscirà mai a riempirti completamente il calice del tuo cuore.

…ma come si fa a non viverle queste “perle”? malgrado i dubbi, si può davvero rinunciare a capire cosa ci trasporta cosi tanto verso queste affinità? o vogliamo rischiare di fare la fine di un’altro libro storico di Goethe: “I dolori del giovane Werther“?

C’è ovviamente da fare attenzione ai bluff, che tale desiderio non parta da una propria mancanza, che se cosi fosse ti porterebbe a cadere nelle braccia del primo supporto a tali mancanze, ma sia un qualcosa in più, che illumini quei corridoi cosi oscuri e soli dentro di noi.

Non parlo dell’amore perfetto, ma di quell’insieme di varie imperfezioni che in quel preciso, unico incontro e solo in quello, trovano una naturale dose di tollerenza cosi forte che fa sembrare non esistano.

dal bog occhiodellanima

 
 
 
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I MIEI NEURONI MIRROR

 

 




Mia madre mi partorì già piena di domande e riflessioni profonde solo tu hai avuto risposte ad ognuna.

Tu che del mare racconti la sua semplicità e l'incantesimo  acqua e sale che rapisce.

Difficile apprezzare l'amore dove è da sempre


difficile vedere la terra dove sono i suoi frutti

difficile avere fame quando si mangia.

Ma tu mi svuoti, tu mi purifichi fratello totem d' Africami rispedisci nel ventre di mia madre

nel niente e nel tutto  mi rimandi a me stessa

nel mio bisogno di alchimista ho trovato l'amore

quello senza parole, quello fatto di gesti, quello fatto di niente se non di se stesso

quello fatto di sole e di me  quello vero e selvaggio che mi svuota  e disarma

quello che mi terrorizza così tanto che ormai non ho più paura 

 

GUERRIERI

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte,
perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi
sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani,
degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini,
il futuro dell'umanità.

Toro Seduto

 

IL MIO CHAKRA

Ajna Chakra - La Ruota Frontale

Il sesto Chakra è addetto alla percezione delle vibrazioni sottili. E' il famoso Terzo Occhio che tutto vede e tutto comprende. I soggetti aventi un Ajna Chakra sviluppato conoscono il potenziale della loro mente, la forza insita nel cervello che ben calibrata può compiere miracoli. Possono apparire strani o avvolti in un alone di mistero e magnetismo. Pietra Consigliata: AMETISTA

La tua parte domminante è l' emisfero destro. Questa parte del cervello appare più emotiva, ed è responsabile dei sentimenti di tristezza e disperazione. La coscienza spaziale, la capacità di riconoscere un viso o immagini mimetizzatee quella di capire immediatamente una struttura hanno origine nella parte destra del cervello. Il cervello destro contiene più materia bianca quindi organizzato più liberamente, con connettori a lungo raggio tra i neuroni distanziati gli uni dagli altri. Caratteristiche Non verbale, Simultaneo, spaziale, analogico, Olistico, sintetico, Intuitivo, Sensuale, Misticismo orientale

 

PERCHÈ SEI QUI...

  

 

IL PRIMO AMORE...

È stata la prima volta che tutto sembrava avere senso. È stata la prima volta che fare di due persone una sola, un evento chiaramente contrario a tutte le leggi della fisica e della biologia, è stata un'esperienza quotidiana. È stata la priva volta che ogni sensazione è stata vissuta con tutte le cellule del corpo. È stata la prima volta che il battito del cuore di un'altra persona era come un codice morse che intralciava i battiti del proprio cuore. È stata la prima volta in cui si è sperimentato cosa voglia dire essere sconvenientemente felici. È stato il primo amore. Quello che, proverbialmente, non si scorda mai e che condanna inesorabilmente alla sofferenza negli anni a venire. Il primo amore, se felice, è un termine di paragone improbo per tutti quelli che verranno dopo e condanna all'infelicità per molto anni.

"La passione, la spensieratezza e l'incoscienza tipica della giovinezza e dei primi amori sono emozioni caratteristiche di un momento particolare della crescita dell'individuo. Da adulti i motivi che legano due persone sono i più vari e, soprattutto, per tenere in piedi una relazione matura spesso gli eccessi sono da evitare", lo sostiene Malcolm Brynin uno psicologo che ha curato un libro che sta spopolando in Inghilterra "Changing Relationship".

Il libro sostiene che molte persone che hanno avuto un primo amore appagante e felice fanno molta fatica a liberarsi dell'idea di una sorta di rapporto "unico" che diventa il termine di paragone attraverso cui si giudica la realtà e tutti gli altri incontri. Vi è però, in questo giudizio, un errore di fondo: quello di valutare il mondo con gli occhi di una persona ancora non emotivamente adulta. "Un rapporto maturo si basa sull'avere un progetto comune, sulla stima, sul rispetto, sulla capacità di accettare l'altro per come è. Suona forse meno romantico ma funziona di più nella vita reale. La passione e la sconsideratezza fanno di una relazione un evento emotivamente squilibrato che non può essere sostenuto per tutta la vita e che denota un approccio un po' infantile al rapporto di coppia", si legge nel libro.

Dimenticare il primo amore, almeno secondo quanto sostenuto in questo libro, è il primo passo per aprirsi agli altri e per intraprendere una relazione che abbia qualche probabilità di riuscita.

Fonte: Hill A. Why we can never recover from frist love. The Guardian.10 gennaio 2009
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=24266

 

 

CRISTALLI D'ACQUA

 acqua esposta ad una canzone popolare

 acqua di Lourdes!

 acqua esposta alla parola AMORE

 ACQUA ESPOSTA ALLA VOCE DI hitler

L'acqua non è tutta uguale. A livello fisico e chimico presenta un'enorme variabilità. Ma anche due acque che hanno le stesse proprietà chimiche e fisiche possono essere molto diverse tra loro. Fino ad alcuni anni fa queste tesi erano sostenute da fautori delle discipline olistiche e naturali, ma rifiutate dalla scienza. Ma Masaru Emoto ha inventato un procedimento assolutamente scientifico per dimostrare che l'acqua ha una memoria, che è influenzata da inquinamento, musica, parole, scritte, intenzioni. Ha scritto diversi libri in cui ha riportato centinaia di foto estremamente interessanti di cristalli di acque diverse. Il dottor Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d'acqua.Ha poi fotografato l’acqua esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate, acqua di montagna, acqua inquinata, ecc.Si è visto che i cristalli dell’acqua trattata muta di struttura, inviando messaggi.Le immagini di seguito riportate, tratte dal libro “I messaggi dell’acqua” Ed. Mediterranee, mostrano, come l’acqua sia come un nastro magnetico liquido in grado di registrare in modo molto sensibile le informazioni energetiche che riceve dall'ambiente. Sui libri di Emoto potrete vedere moltissime altre fotografie e trovare una spiegazione più dettagliata del suo metodo di analisi. Nulla di nuovo per chi conosce l'omeopatia, la floriterapia e le proprietà delle Acque Spirituali, ma estremamente utile per chi ha necessità di avere una dimostrazione scientifica.

“Nascere non basta.
E’ per rinascere ogni giorno
che siamo nati".

 

VOYAGER_IL MISTERO DELL'ACQUA 1/2

 

VOYAGER:IL MISTERO DELL'ACQUA 2/2

 

ULTIMI COMMENTI

DIVENIRE

I desideri sono parti di te e per vederli realizzati devi aver la forza di lasciarli andare e non trattenerli mai con la ragione. Se non si staccano da te non possono tornare a cambiarti il mondo.

Tetiangel

Coloro che non ricordano il passato, sono condannati a ripeterlo.

 

George Santayana

L'uomo non nasce, e non muore mai.

Una volta giunto a esistere, non smetterà mai di farlo, perché è eterno e permanente.

Così come un uomo dismette gli abiti usati e usa degli abiti nuovi, l'anima scarta il vecchio corpo e assume il corpo nuovo.

Ma l'anima è indistruttibile, le spade non possono ferirla, il fuoco non la brucia, l'acqua non la bagna, il vento non può seccarla.

Essa è al di là del potere di tutte queste cose.

L'anima dell'uomo è indistruttibile, essa è sempre vittoriosa, e perciò non si lamenta mai.

Che il tuo obiettivo sia la tua azione, e mai la tua ricompensa.

 

dalla Gita

Fino a che i ricordi dei tuoi avi ed i loro desideri e dolori saranno attivi nella tua memoria genetica, non sarai completamente libero di conoscere te stesso e sapere qual'è la tua mission.
Teiangel

 

MACROCOSMI & MISCROCOSMI...

" Il deserto è stato creato da Dio per andare alla scoperta della nostra anima".  

Proverbio Tuareg

Trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per formare un recipiente,
ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.
Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile una stanza.

Perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l'utilità essenziale appartiene al vuoto.

Lao Tzu

 

LAO TZU

La verità non consiste nelle belle parole;
le belle parole non sono verità.
Il buono non pretende di avere ragione;
chi pretende di avere ragione non è buono.
Il saggio non è erudito;
l'erudito non è saggio.

Il saggio non accumula nulla.
Più usa cio' che ha per gli altri, più ha.
Piu' dà cio' che ha agli altri, più é ricco.

la via del cielo consiste nel nutrire
e nel non arrecare danno.
La via del saggio consiste nell'essere generoso
e nel non competere.

 

NEBULOSA TESTA DI CAVALLO

 

24 DOMANDE,24 RISPOSTE_MADRE TERESA

Il giorno più bello? Oggi. L’ostacolo più grande? La paura.

La cosa più facile? Sbagliarsi. L’errore più grande? Rinunciare.

La radice di tutti i mali? L’egoismo. La distrazione migliore? Il lavoro.

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento. I migliori professionisti? I bambini.

Il primo bisogno? Comunicare. La felicità più grande? Essere utili agli altri.

Il mistero più grande? La morte. Il difetto peggiore? Il malumore.

La persona più pericolosa? Quella che mente. Il sentimento più brutto? Il rancore. Il regalo più bello? Il perdono.

Quello indispensabile? La famiglia. La rotta migliore? La via giusta.

La sensazione più piacevole? La pace interiore.L’accoglienza migliore? Il sorriso.

La miglior medicina? L’ottimismo.La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.La forza più grande? La fede.Le persone più necessarie? I sacerdoti.

La cosa più bella del mondo? L’amore.

 

 

LE DUE FESSURE...

  se come me andate fuoti di testa per la fisica quantistica...guardate questo video!!! Solo con la quantistica, amio parere, si può spiegare la coscienza!

 

TRISTEZZA

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=24252

 

 

 

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