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CUI PRODEST ?
Post n°13 pubblicato il 17 Settembre 2010 da aquilotto888
Stando a certi "rumors" di cui ci riferiscono alcuni amici su "Facebook", in un certo paese della provincia di Brindisi sarebbe ripresa la "caccia" alle... notizie sulla riapertura del nostro ripetitore di quella zona... una "caccia" condita però di "so io e mò ti dico" privi di alcun fondamento, cioè: completamente inventati. Abbiamo parlato di "caccia" perchè, al pari dei cacciatori "veri" anche i tipi di cui parliamo "sparano". SPARANO ?!? Si, "sparano", ma non pallini, piombini o proiettili di gomma. Questi "proiettili" sono molto più inoffensivi.... se ci passate il termine, li chiameremo con il loro vero nome: "cazzate". Sembra di stare al "Grande Fratello" dove pur essendo tutto sotto gli occhi di tutti, se ti perdi i cinque minuti in cui la concorrente X ha solo dato un bacio Pettègoli ! Quello che -però- ci sarebbe da domandarsi, è il "perchè" di questa "caccia"... domanda che latinamente parlando suonerebbe così: "cui prodest ?" Come certo saprete, si tratta di una antica locuzione latina, la quale deriva dalle parole pronunciate da Medea nell'omonima tragedia di Seneca. Ai versi 500-501, Medea dice: "cui prodest scelus, is fecit". Che tradotto nel nostro bellissimo italiano, suonerebbe (più o meno) "L'autore del crimine è colui a cui tale gesto porta dei vantaggi". Pochi sanno, però, che il principio contenuto nella frase di Medea non a caso è alla base di ogni ricerca investigativa, perchè, come è facile intuire, scoprire un possibile "movente" porta più facilmente alla scoperta del colpevole; come minimo riduce il numero dei possibili sospettati. E -così come accade nelle indagini investigative- anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi, chiedersi sempre "cui prodest" giova nell'intuire, immaginare, e in definitiva rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che si celano nelle azioni degli altri. E grazie a questo modo di pensare (chiamiamolo "dubitativo o interrogativo") spesso intuiamo (prima) e scopriamo (dopo) di persone (cacciatori inclusi), le quali nascondono di tutto e di più, al di là degli alti ideali che appaiono essere il loro vessillo di fronte alla gente. E dopo queste parole, forse anche altri amici, insieme a noi, si chiederanno i veri motivi per cui, in giro per quel tale paese della provincia di Brindisi, certi simpaticoni che (evidentemente) in assenza di cose più utili da fare durante il giorno, perdono il loro tempo a (s)parlare di Radio 5. Cui prodest ? RadioCinque TheNet |
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