Creato da angelhejart il 21/05/2006
Sia a chi leggerà questo blog e nn ricordatevi sempre agite sempre anke cn rimpianti xkè meglio averne ke nn aver mai vissuto!!!

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PARLAMI D'AMORE...

 

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E SARò IL TUO ANGELO....

 

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SilviuSSa  

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Sweetalexiel 

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BlakeHell x Red Style 

L7 losertemplates corri che siamo in malora   

Sleeping Awake  

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Ho aperto la bocca ed ho provato a respirare il profumo della vita. Ho aperto gli occhi per osservare cosa c'è davvero intorno a me,odore di marcio,cadaveri che camminano vivendo ogni giorno con l'agonia di non vedere una nuova alba,fiori che seccano e fiori che sbocciano,bambini che nascono e vecchi che muoiono,il nostro labirinto costruito per la salvezza non è altro che una trappola fatale..ma in tutto questo esiste qualcosa di buono,qualcosa che non è cambiato nel tempo,qualcosa che nemmeno un uragano potrà dividere,qualcosa più grande di noi stessi che non tutti purtroppo sono in grado di percepire. Ed è grazie a questo che ora non ho più bisogno di camminare nel labirinto come uno zombie,non ho bisogno di falsi idoli o di qualcosa che mi faccia dimenticare di esistere,o schifezze che alterino il mio stato percettivo.. Sono vivo,vivo solo per te,svegliandomi ogni mattina per aspettare ancora un tuo bacio,sono vivo finchè le tue labbra resteranno attaccate alle mie.

    

 

 

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Post N° 170

Post n°170 pubblicato il 30 Agosto 2006 da angelhejart

 La Creatura!!!

1

 

L’uomo è sempre alla ricerca di nuove specie di animali da poter studiare: ma porterà questo alla luce di una nuova specie che causerà l’estinzione della razza umana? Oggi sosterremo che è impossibile: ma ne siamo veramente sicuri ?

Era un noiosissimo giorno come gli altri per Jason e Mary quando questi decisero di fare qualche cosa di diverso dal solito come, ad esempio, andare in qualche posto mai visto prima d’ora e di cui tutte gli amici ne parlavano come di un posto spettrale e inquietante: il vecchio manicomio. Questo era situato in una villa abbandonata e quindi ricca d’erbacce e priva di qualsiasi tipo di fiori; la sua forma era pentagonale e la strada che univa l’ingresso della villa con quello dell’edificio era stretta, buia e ripida tanto che per i pazienti con una sedia a rotelle era davvero impossibile arrampicarsi fino all’ingresso principale. Varcata la soglia dell’uscio d’ingresso del manicomio si entrava in una piccola sala con una sola panca logorata dal tempo, dall’umidità e dalle termiti dove potersi sedere e un tavolo con una sedia dove stava l’infermiera addetta a sorvegliare che nessuno entrasse nell’edificio senza permesso. Davanti a quest’ultima c’era una porta tramite la quale si accedeva al lungo corridoio delimitato da vetrate che portava alle varie stanze del piano terra e ad un ascensore che conduceva fino al terso piano. Tutti i vari livelli su cui era disposto il manicomio erano maledettamente uguali al piano terra persino i bagni come le stanze da letto dei pazienti erano tutti sporchi e umidi allo stesso modo. Il luogo più tenebroso erano i sotterranei che oltre ad avere una luce che illuminava un decimo del luogo erano allagati a causa di un pozzo costruito nel 780 e data la sua antichità e a nessun’opera di ristrutturazione aveva una falla all’altezza delle cantine  provocandone appunto l’allagamento, e il rifiuto degli operai che lavoravano nel manicomio a addentrarsi fino là. Al centro dell’edificio pentagonale c’era un giardino privo di fiori e con solo due alberi che probabilmente avevano cessato di vivere anni addietro, erano presenti inoltre molte catene, con le quali si legavano i pazienti schizofrenici, e un solo lampione che era appena sufficiente ad illuminare la porta che permetteva l’ingresso dal giardino all’interno del manicomio. Quest’ultimo fu chiuso a causa delle strane morti dei pazienti che avvenivano sempre più di frequente e in circostanze misteriose. Infatti, molti corpi inerti e senza vita di esseri umani, anche se non ne avevano più tale aspetto, venivano ritrovati nelle cantine senza più nessun organo interno e ne una goccia di sangue. Al tempo di queste morti (1912) l’investigatore della polizia accusò, anche se con molte coincidenze e nessuna prova valida di questo nome, un infermiere che lavorava lì da molto tempo e conosceva molto bene i pazienti uccisi. Questo calmò l’opinione pubblica ma i dirigenti del manicomio sapevano che la colpa degli omicidi non era da attribuire all’infermiere condannato ma a qualcun altro o meglio a qualcos’altro. Oggi questo edificio è stato recintato e le varie porte e finestre murate per evitare che chiunque potesse entrare o solo avvicinarsi anche se ultimamente il vecchi manicomio è meta di notte, dei gruppi eretici che svolgono i loro riti satanici in onore del proprio demone e di giorno sia da coppie che cercano un luogo insolito per incoronare il proprio amore sia da spericolati avventurieri che vogliono apparire coraggiosi di fronte ad una ragazza.

 

2

 

Jason e Mary decisero così di recarsi con dei loro amici al vecchio monastero con l’intenzione di esplorare anche gli scantinati, luogo dove mai nessuno fino ad ora era mai andato nemmeno i suoi amici. Dopo essersi equipaggiati di grosse torce elettriche e di stivali si recarono nel luogo prestabilito cioè davanti all’entrata principale dell’edificio da esplorare. Era un tipico giorno d’inverno, freddo con il cielo nuvoloso ed essendo ormai notte il sole stava lasciando il suo posto alla luna che in quel notte era piena e particolarmente splendente. Grazie a quest’ultima il manicomio era leggermente illuminato, cosa che facilitò l’accesso di Mary e amici all’edificio che in quella notte aveva un aspetto più tenebroso del solito o forse così sembro a Jason visto che aveva una strana sensazione. Dopo aver acceso le torce elettriche entrarono nel manicomio e videro che la sala si era perfettamente conservata nel tempo e che ad eccezione di qualche ragnatela in più era tutto in ottime condizioni. Arrivati nelle vicinanze della porta che conduceva negli scantinati gli amici di Mary e Jason decisero di non inoltrarsi fino a la ma di ritornare a casa lasciando così da soli i due innamorati. Quest’ultimi anche se con grande paura non vollero andare via ma al contrario aprirono quella porta arrugginita e pesante con grande sforzo, essendo interamente di ferro e con le cerniere anch’esse arrugginite che non venivano usate da circa 78 anni. Scesero poi per una scala buia, ripida e umida arrivando ad un corridoio strettissimo, dove passava a malapena una persona, che conduceva in una stanza ove c’era dell’acqua o almeno sembrava ciò; infatti, assomigliava più a una sostanza quasi solida e di colore giallastro. Camminarono a lungo fino a quando non incontrarono un cartello sul quale c’era scritto di non procedere senza, però, specificare il perché; questo fu un incentivo per Jason nel procedere ma appena oltrepassato il cartello sentirono uno strano rumore che assomigliava ad un gemito di un animale. Questo “verso”, mai sentito prima da Mary e Jason, suscito in loro un sentimento di inquietudine che li spinse ad uscire di gran carriera dall’ex manicomio e recarsi alle proprie abitazioni, con l’impegno di ritrovarsi a casa di Mike, un amico di Jason ed esperto antropologo, l’indomani sera per portarlo nel luogo da loro appena visitato con lo scopo di fargli ascoltare il verso da loro udito, e quindi sentire un suo parere in proposito.

 

3

 

La sera del giorno dopo era una come tante altre ad eccezione della luna piena che quella notte come non mai splendeva nel cielo pieno di stelle incoraggiando così Mary, Jason e Mark a rientrare nell’ospedale psichiatrico non sapendo che quella sera avrebbe cambiato la loro vita per sempre, o forse sarebbe meglio dire per l’eternità.

I tre amici si addentrarono così negli scantinati dell’edificio abbandonato, arrivarono fino al cartello e stettero lì ad aspettare che quello strano rumore si ripetesse. Dopo trenta minuti di estenuante attesa anche Mark sentì quello strano gemito e sembro molto scosso da esso fino al punto che sbianco e incomincio a correre verso l’uscita gridando dal terrore e incespicando dappertutto. Prima che quest’ultimo raggiunse l’uscita degli scantinati fu assalito da un terrificante essere che con un morso al collo gli fece schizzare la testa che andò ai piedi dei due innamorati che gelati dalla paura scapparono riuscendo ad evitare il mostro che aveva sbranato Mike. Riusciti a scappare si rifugiarono in una chiesa ancora aperta e non molto lontano dal manicomio. All’interno della chiesa incontrarono un vecchio prete che dopo averli soccorsi si fece spiegare il perché e cosa li poteva aver così spaventati. Dopo che Mary ebbe finito di raccontare la loro avventura il prete preoccupato disse “per caso quel mostro di cui voi mi avete parlato vi ha guardato dopo aver ucciso Mike?”, Mary e Jason dopo averci pensato per qualche secondo risposero di si e chiesero il perché “ora lui vi conosce e vi cercherà fino a quando non riuscirà a trovarvi e allora per voi sarà la fine” disse l’anziano prete. Quelle parole sconvolsero i due fidanzati e le indussero a affermare che sarebbero scappati in un altro continente dove sicuramente il mostro non sarebbe arrivato. Il prete rispose che sarebbe stato inutile scappare e che facendo così forse avrebbero rimandato la loro morte solo di qualche settimana. “l’unica soluzione”, disse il prete, “ è quella di affrontarlo e ucciderlo, solo in questo modo potete sperare di sopravvivere; però dovete stare molto attenti perché quello che voi credete uno stupido mostro con istinto omicida è in realtà un essere mostruosamente intelligente e tutt’altro che impulsivo”. Dopo queste parole Mary chiese al prete il perché lui sapesse così tante cose e quest’ultimo rispose dicendogli: “vedi, cara, io ero il prete che andava dagli ammalati ricoverati nel manicomio che stavano morendo per benedirli anche se questi nella maggior parte dei casi non mi sentivano nemmeno. Comunque per andare subito al sodo un giorno mentre benedivo un malato questo mi racconto di uno strano essere che viveva negli scantinati e come questo aveva ucciso molte persone e aveva assalito anche lui provocandone appunto la morte anche se non immediata. Naturalmente io non gli diedi molto ascolto in fin dei conti era sempre un pazzo, fino a quando il numero dei morti aumento vertiginosamente e così il manicomio fu chiuso. Cosi mi tornarono in mente le parole dettemi dal paziente poi deceduto e mi venne la stupida idea di andare negli scantinati. Così feci il giorno dopo che l’edificio chiuse” e mostrando un enorme cicatrice sulla schiena disse “anche io lo vidi. Dopo esserne scampato per miracolo promisi a me stesso di fare in modo che mai più nessuno muoia per causa di quell’orrenda bestia. Purtroppo da quanto voi mi avete raccontato non ci sono riuscito e per rimediare al mio errore verro con voi e, poi, ho fatto delle ricerche e ho scoperto il punto debole del mostro e le sole armi che lo possono uccidere.” Così Mary, Jason e Kevin (il prete) dopo essersi armati di tutto punto si incamminarono verso il loro destino.

 

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Arrivati all’ingresso dei sotterranei i tre entrarono con molta cautele e in fila indiana, oltrepassarono  il famoso cartello dove era stato ucciso Mark ed arrivarono ad un bivio dove Kevin decise di separarsi dai propri amici e prendere il corridoio di destra obbligando così Jason e Mary a imboccare quello di sinistra. Quest’ultimi camminarono per circa trenta minuti fino a quando sentirono rispettivamente il gemito del mostro e poi l’urlo di una persona che stranamente non duro a lungo ma al contrario fu molto breve, e questo poteva significare soltanto due cose; o Kevin aveva urlato dallo spavento ma poi era riuscito ad ammazzare il mostro oppure la creatura gli aveva strappato la testa come a Mark non dandogli, così, nemmeno il tempo di gridare. Il mistero fu presto svelato quando la coppia di innamorati, che sul momento sembravano tutto tranne che legati da un sentimento di amore, si trovarono davanti un essere mostruoso con tre occhi enormi i denti affilati e sporchi di sangue, segno che aveva da poco aggredito qualcuno, grosse zampe anteriori al contrario di quelle posteriori che erano molto piccole e apparentemente fragili. Jason tiro subito fuori la pistola caricata con degli strani proiettili creati appositamente per l’occasione da Kevin e dopo aver colpito sei volte la creatura questa cadde al suolo apparentemente priva di vita ma, quando Mary si avvicino ad essa, questa con un ultimo movimento riuscì a tagliare in due il corpicino della povera ragazza che non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto che la sua misera vita era terminata lì e che forse il suo sacrificio non sarebbe nemmeno servito a niente. Jason, preso da un atto di rabbia, andò incontro alla bestia, ormai deceduta sul pavimento umido e con uno strato di acqua verde, e con l’accetta che aveva nello zaino fece a pezzi la causa della morte della sua ragazza e della sua futura pazzia.

Da quella notte Jason non fu più in grado di parlare e perse anche molta della sua lucidità mentale. Nonostante ciò si promise un cosa; nessuno più sarebbe entrato in quel manicomio in quanto lui avrebbe fatto la guardia anche se il pericolo sembrava risolto. Chissà se poi ci riuscirà e se l’incubo per Jason sarà veramente finito.

 
 
 
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