Creato da xxxredpassionxx1978 il 28/03/2012

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Ognuno di noi...

Post n°106 pubblicato il 22 Dicembre 2012 da xxxredpassionxx1978


Nella grande tavolozza del destino, ognuno di noi intinge il proprio pennello nei colori della vita poi, lasciando cadere qualche goccia qua e là, inizia a disegnare un mondo… il proprio mondo! E’ questa la tela delle stagioni, un quadro infinito sul quale si specchia ogni attimo del nostro tempo vissuto e del tempo pensato. Una tela che non ha confini se non quello della libertà… che arriva sempre, indissolubilmente, laddove inizia la tela del nostro prossimo… e così di seguito, tela su tela… tela dopo tela… a comporre il grande puzzle della creazione. Ma noi non abbiamo molto tempo… solo quanto basta per vivere una sola volta con il corpo “solido”. E’ qui che iniziano le grandi difficoltà perché per poter coesistere con noi stessi, in armonia con la natura e con gli altri esseri, immersi nella grande sfera del “divenire”, dobbiamo acquisire lo spirito della “saggezza”. Dono che ci è stato riservato, in forma quasi esclusiva e contemplativa, ma che con grande difficoltà riusciamo a mantenerlo in equilibrio sulle rotaie della vita perdendo il vero beneficio della consapevole pienezza di un “tempo vissuto”!

“…Il sottile nastro che separa la terra dal mare è un luogo perfetto per comprendere lo spirito della saggezza. Cosi come esiste un equilibrio dinamico fra la sabbia e l’acqua, esiste un equilibrio dinamico fra la parte inattiva e la parte attiva della nostra mente. Cosi come la sabbia viene costantemente dilavata, dovremmo liberare la nostra mente dalle impressioni che vi indugiano. Spesso permettiamo che pensieri, rancori e dubbi legati ad azioni passate ci seguano fino al presente. In questo modo viviamo un conflitto. Invece di lasciare che ciò accada, dovremmo agire in modo assolutamente privo di conseguenze. Un simile atteggiamento rappresenta certamente una sfida, ma riuscirvi significa vivere in maniera perfetta. Risolvendo in modo soddisfacente i problemi quotidiani, raggiungiamo lo stato di sublime purezza di una spiaggia lavata costantemente dalle onde.”

Così, proprio su quella splendida tela piena adesso di colore denso da spalmare, da accompagnare, di colore da schiarire e mischiare con bianchi o neri… oltre le spiagge assolate ed l’onda bianca di schiuma, si accavallano i giorni del nostro tempo pensato! Un sistema di scrittura che non conosciamo ma che adoperiamo, sempre, con la stessa capacità con cui usiamo il pennello delle stagioni nella libertà di nutrire la nostra mente dei segnali che più riteniamo vicini al nostro amore di figli. Figli della Terra che ci accoglie, che ci fa partecipi, della Terra che ci abbraccia sempre nonostante le ferite che riusciamo ad procurargli con la noncurante, ingorda, cecità umana.

“…Quando si passeggia per i boschi o ci si arrampica sulle montagne, si realizza una fantastica unità fra il corpo, la mente e lo spirito. Fare escursioni rinforza le gambe, aumenta la resistenza, corrobora il sangue e calma la mente. Lontani dalla frenesia della società, siamo liberi di osservare le lezioni della natura. Erosione. Radici contorte. La carcassa di un cervo. Un combattimento fra rondini. Le alte spirali dei falchi. I riflessi taglienti dell’acqua che scorre. Rami spogli che germogliano. Roccia grigia, spaccata, frantumata, consumata. Un albero caduto. Una nuvola solitaria. La risata dei rami del prugno. Persino i cerchi di piccole pietre lungo il sentiero: chi le ha sistemate lì? Sono opera dell’uomo? Qual è il loro segreto? In ogni visione si celano migliaia di significati, se solo ci apriamo abbastanza da cogliere la scrittura del paesaggio.”

La suprema cecità ci regala soltanto un cielo e giusto il tempo per suggerirci quale sia la “Via” e che, forse, siamo ancora in tempo per imparare l’alfabeto dei colori nei quali si cela il segreto del destino dipinto proprio sulla grande. immensa, tavolozza che inconsapevolmente stringiamo nella mano. Tutto questo accade mentre ci perdiamo come baccalà a guardare sterili orizzonti di cartapesta, disegnati da altre mani, senza aver capito che bisogna trovare il tempo per ascoltare le risposte del silenzio che è dentro di noi, quando noi siamo in armonia con il mondo e con gli altri. Si ha appena il tempo d’esser vivi, dunque, una strada possibile da percorrere per un viaggio sostenibile… senza compromessi. Il giusto tempo per colorare la sfibrata tela che ci è stata assegnata, sin dalla nascita, e con la quale stiamo giocato oltre ogni lecita logicità a mischiare il tempo vissuto con quello pensato… quasi fosse un sogno. Un tempo aperto e chiuso come “cerniera invisibile” del nostro umano arbitrio sulla strada della saggezza. Come tutto ciò che è universale e non ha origine, ci sparirà tra le mani… appena il tempo di in un soffio sulla strada della vita!

 
 
 
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