RICHATTANDO

Post N° 19


Messaggio N°403 10-10-2008 - 16:46  Chi non li ha mai assaggiati, quelli che si facevano un tempo; odorosi di pochissime e genuine cose, come un pane morbido e appena appena dolce, non può fare paragoni con i tanti che si producono oggi, gonfi di lieviti ultraveloci e dolcissimi; in fondo è più fortunato, va avanti così, senza rimpianti. Occorrevano:
un paio di litri di mosto,
un litro di olio,
mezzo chilo di zucchero,
un po’ d'uvetta passita a piacere,
un chilo di pasta del pane già lievitata,
100 grammi di lievito di birra
farina doppio zero o passata nel setaccio più fino due volte,
una manciatina di semi di anice.Si preparava una ulteriore lievitazione impastando la pasta del pane, in po’ di farina ed il lievito sciolto in poco mosto.Si copriva e si lasciava lievitare. Poi si preparava la fontana sopra la spianatoia e vi si univano man mano il nuovo lievito e via via tutti gli ingredienti.S'impastava badando di far racco- gliere solo la farina sufficiente per una pasta elastica, quasi sciolta.Si tagliava la pasta in tanti piccoli filoncini che si ponevano ancora a lievitare in luogo coperto, caldoumido. S'infilavano poi nel forno abbastanza caldo. Chi possedesse tuttora uno di quei forni di campagna con piano per volta in mattoni, volendo, potrebbe provare.Con un'accortezza però; utilizzare solo mosto che sia in piena ebollizione
questi sono i profumi dell'autunno qui in campagna da me i MARITOZZI CON IL MOSTO....che quando passi davanti al forno ti fermi e fai un respiro profondo e tutta la poesia ...i colori...e le senzazioni di un autunno magico di rinfrancano l'animo e ti scaldano il cuore....