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La nudità è sempre inquetante, istigatrice e sorprendente. per questo l' artista, sia nella pittura, come nella scultura, nella danza o nella fotografia, incontra nel corpo nudo un profondo legame con la purezza dell' essere. E' la sensualità che stimola la creatività in tutti i sensi.

E' la sensualità che evoca l' amore, la passione e la creazione dell' uomo.


 

                                                           Strade.

                                             Adorabili puttane Voi siete. 

 

Nella notte Luna Danzante
e nell'aria Polvere di Stelle.
E' il nostro tempo che scorre,
come sangue, come baci sulla pelle.
E' il nostro amore che vive,
e cresce  nella stagione
delle Bordonie in fiore.
 
 

 

 

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Post N° 291

Post n°291 pubblicato il 06 Giugno 2008 da darkpixel
 

Il pozzo emetteva una luce fioca dalla sommità della scalinata circolare, e il resto del tempio rimaneva avvolto nelle ombre. L’anziano indovino scostò il cappuccio, osservando con occhi antichi come stelle il nuovo arrivato: stava curvo, sotto il peso degli anni e di conoscenze che i più ormai avevano dimenticato, all’inizio della gradinata, esile figura stagliata sull’ingresso del delubro. Poi si scostò, avviandosi verso la fonte della luce.
“ Entra pure, sei il benvenuto.”
L’uomo avanzò, seguendolo.
“Sono pochi ormai coloro che vengono qui a cercarmi. Sei lontano da casa, viaggiatore?”
“Sono lontano da quella che vorrei fosse casa mia.” La voce suonò forte e sicura in confronto al sussurro del vate.
“Ah…Capisco…Avanza, vieni. Sei stato fortunato a trovarmi: fra i pochi che vengono qui, ancor meno sanno vedere.”
“E che cosa vedrò? Il futuro?”
“Vedrai ciò che vuoi vedere, ciò che più ti sta a cuore.”
In silenzio SixPixel salì fino in cima alla scalinata, fermandosi a qualche passo dalla fonte luminosa. Chiuse gli occhi, respirando a fondo. Quando li riaprì, una colonna di luce esplose fino al soffitto, per trasformarsi poi in una bolla eterea e iridescente; l’aria tremolò all’interno, facendo apparire un’immagine. Trattenne il fiato, avvertendo una fitta al palmo della mano destra: la ferita , il taglio che tanto tempo prima la spada di lei aveva tracciato per unire il loro sangue, si era riaperta. Strinse istintivamente l’elsa della spada, e questa vibrò, in maniera dolce, profonda, assorbendo il sangue. Nella sfera una strada si dipanava fra pareti di pietra e colline boscose, solcata dalla scia veloce di una moto rossa; allargava e stringeva le curve sicura, e da sotto il casco si agitava, nell’aria della sera, una coda di capelli ramati: era lei, inequivocabilmente lei.

Seconda, terza, quarta, il motore emetteva una melodica sinfonia. Spostarsi sulla mezzeria, dentro la terza, mezza frizione e leggera pinzata, poi stringere a destra sulla corda della curva, un filo di gas a metà traiettoria, spostare il peso e progressione di acceleratore, adrenalina sullo scodare controllato. Di nuovo dritta, quarta, quinta, a fondo polso sulle curve dolci e dalla visibilità perfetta, da poter tagliare comodamente sulla strada deserta. Mollare il gas, quarta, terza e fino in seconda, staccando duro, buttar giù la bimba, questa volta a sinistra, l’asfalto che si fa vicino, che scorre veloce.
Tutto bene, ma manca qualcosa. E sul rettilineo successivo un brivido, come fosse stata una carezza sulla sua coscia, come se qualcosa, qualcuna l’avesse stretta da dietro, come se avesse un passeggero.
DesmoBaby accostò sul ciglio della strada, la pelle sulla nuca accapponata per la strana sensazione. Spenta la moto, si tolse il casco e i guanti, appoggiando le mani sul serbatoio tiepido. Ancora quella sensazione, questa volta una carezza sul viso: si voltò, ma la sella era corta, il codino era al suo posto, vuoto.
“ Ma cosa…?” Era stato un bacio? Leggero, veloce, come un lampo, a fior di labbra. Sul serbatoio era rimasta una traccia lucida. Improvvisamente avvertì la fitta alla mano sinistra, sul palmo: quel taglio ormai guarito stava sanguinando di nuovo. Si sporse di fianco, afferrando l’elsa della spada, assicurata al telaio, sotto il serbatoio, e questa vibrò, in maniera dolce, profonda, assorbendo il sangue. Chiuse gli occhi, la vibrazione aumentava, e lo vide, per un attimo solo, illuminato da una luce surreale, ne incrociò lo sguardo: la stava cercando, la chiamava.
La moto si riaccese, docile che sembrava quasi far le fusa. Si rivestì, occhi lucidi nel casco. Scatto metallico della prima, due sgasate a frizione tirata: c’era ancora strada da correre e molte cose da fare: doveva tornare a casa. Prima, seconda, terza…la sua agile e graziosa danza continuò sull’asfalto fattosi seta, sicuro ricamo di traiettorie e pieghe.

La luce si spense, lasciando SixPixel con occhi lucidi. Non c’era traccia dell’indovino, il portone del tempio non era spalancato, ma giaceva marcito da tempo sul pavimento, i gradini su cui stava erano sbeccati e corrosi dal tempo. Si voltò e uscì velocemente nell’aria fresca della sera. Cavalcò la moto nera, assicurò la spada al telaio e la accese, ascoltando lo stesso dolce rombare di poco prima. Dalla collina le luci della città di Eridanya brillavano come preziosi gioielli, ma mancava alla sua vista il più bello. La notte si affacciò nel cielo, mentre una canzone d’amore correva veloce sulla via del ritorno.

 
 
 
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INFO


Un blog di: desmobaby
Data di creazione: 26/11/2007
 

 

Non sia mai ch’io ponga impedimenti
All’unione di due anime fedeli; Amore non e’ amore
Se muta quando scopre un mutamento
O tende a svanire quando l’altro s’allontana.
Oh no! Amore e’ un faro sempre fisso
Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
e’ la stella che guida ogni barca,
il cui valore e’ sconosciuto, benche’ nota la distanza.
Amore non e’ soggetto al Tempo, pur se rosee labbra
e gote dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è un errore e mi sara’ provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

[Shakespeare]

 
 
Vieni con me!

Devi affrettarti però -
sette lunghe miglia
io faccio ad ogni passo.
Dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Afferro le redini -
vieni con me nel mio castello rosso.
Lì crescono alberi blu
con mele d'oro,
là sogniamo sogni d'argento,
che nessun altro può sognare.
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei -
Vieni con me per boschi e colli!
tieniti forte! Afferro le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.

Hermann Hesse

 
 
 
SABBIE MOBILI

Demoni e meraviglie. Venti e maree.
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

Jacques Prevert

 

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Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda
 

Il Toro e' un segno stabile e realista che presenta caratteristiche di tenacia, testardaggine e possessivita'. I nativi si muovono lentamente, tendono a essere un po' pigri; tuttavia sono molto pazienti e non impulsivi. Hanno uno spiccato senso dell'economia, nonche' il dono di saper maneggiare il denaro. Non vengono deviati dalle lusinghe: sono persone semplici e conservatrici; perseverano su una logica, hanno un'ottima memoria e non disperdono i propri interessi. Di solito godono di ottima salute e hanno un intenso magnetismo fisico nei confronti dell'altro sesso.

 
 

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