
Edizione: 25/05/2008 testata: Giornale
di Brescia sezione:LA CITTA'
Inaugurati altri due appartamenti della
«Casa Ail Arcobaleno» dove vengono ospitati gratuitamente i pazienti e le loro
famiglie
Leucemie, tra dolore e speranza
La cura del tumore del sangue è
meno pesante se condivisa con altri malati!
L’innocente voce di Gabriele, due anni appena compiuti, ha fatto da
colonna sonora a buona parte della cerimonia che ha preceduto l’inaugurazione di
due appartamenti realizzati dalla sezione bresciana dell’Ail (Associazione
italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi).
E il racconto di sua madre
Elena, emozionata e con gli occhi umidi di lacrime, ha saputo rendere il senso
di una condivisione che va ben al di là dell’esigenza - pur importante - di
risolvere nell’immediato il problema di trovare un alloggio in cui vivere per un
po’ di tempo mentre il figlioletto è in ospedale oppure ha bisogno di cure
quotidiane e, dunque, deve rimanere nei pressi dei reparti di degenza.
«Siamo rimasti nella casa blu da maggio 2007 a luglio 2007 - ha raccontato
Elena che ieri, insieme al marito e al bimbo, è venuta da Modena per rendere
testimonianza -. Grazie all’appartamento dell’Ail noi abbiamo potuto vivere un
pezzetto di normalità in una situazione in cui di normale non c’era nulla. Ci ha
permesso di conoscere altre famiglie, con le quali parlavamo lo stesso
linguaggio di sofferenza e di dolore, ma anche di speranza. La stessa che
abbiamo sempre condiviso con i volontari dell’Ail».
Dunque, da ieri la «Casa
Ail Arcobaleno» si è arricchita di altri due nuovi appartamenti in grado di
garantire ospitalità gratuita a cinque pazienti e alle loro famiglie. Altri tre,
sempre in via Dal Monte di fronte all’entrata del Pronto soccorso pediatrico del
Civile, sono operativi dal novembre 2004.
Da allora, si sono ripetute
numerose accoglienze e anno dopo anno - come è stato ricordato ieri - la
richiesta da parte dei vari reparti dell’Ospedale Civile è aumentata mediamente
del 20%. L’ospitalità riguarda soprattutto piccoli ricoverati in Ematologia, nel
Centro trapianto midollo osseo per adulti e in Oncoematologia pediatrica.
Nello specifico, dal novembre 2004 al dicembre 2005 le presenze sono state
98; nel 2006 sono state 123 e nel 2007 sono salite a 146. Gli ospiti provengono
nel 57% dei casi dal Sud e dal Centro Italia, con qualche caso anche dal Nord;
nel 27% dalla Lombardia; nel 12% dall’estero (Africa e Paesi dell’Est in primis)
e nel 4% dalla nostra provincia.
All’inaugurazione della «Casa Arcobaleno»
ieri erano presenti, tra gli altri, l’instancabile presidente della sezione
bresciana dell’Ail, Giuseppe Navoni, il presidente della Provincia Alberto
Cavalli, il direttore sanitario dell’Asl Francesco Vassallo, mons. Serafino
Corti in rappresentanza del Vescovo e la responsabile dell’accoglienza della
«Casa», Giuliana Ferpozzi.
«È stato un ulteriore sforzo storico, che si
aggiunge a quelli fatti in questi anni per garantire l’accoglienza alle famiglie
di persone che devono affrontare anche lunghi periodi di cure in ospedale - ha
detto Navoni -. Ricordo che, grazie alla solidarietà di moltissimi e all’impegno
dei volontari Ail, abbiamo raggiunto importanti risultati: la riapertura del
Centro trapianti di midollo diretto da Domenico Russo, il sostegno ad un grande
progetto di ricerca sulle cellule staminali, il percorso di riabilitazione dei
malati grazie ad «Itaca», l’assistenza domiciliare in collaborazione con Asl e
Domus e, ancora, l’informatizzazione del reparto di Ematologia diretto da
Giuseppe Rossi».
Non è un elenco sterile. Non potrebbe esserlo, perché ogni
gesto ed ogni progetto esprimono «l’amore e il senso di fratellanza, ma anche la
condivisione di problemi che richiedono l’impegno di tutti per essere risolti».
«L’Ail Brescia ha deciso di affrontare con ogni mezzo il problema
ematologico, convinta che solo con l’impegno di tutti, cittadini ed
amministratori delle strutture sanitarie, si possa migliorare la situazione
ematologica bresciana. Collaboreremo, con lealtà e dedizione, con qualsiasi
altra associazione che avrà la forza di unirsi a noi per vincere questa grande
sfida». In queste parole, la filosofia d’azione dell’Associazione che a Brescia
nasce nel 2001 dalla volontà di alcune persone che hanno deciso di dedicare una
parte importante della loro vita alla lotta alle malattie ematologiche. Un
impegno che continua, nel ricordo di Alessandra Navoni, Alessio Ferpozzi e
Alessandro Fogazzi, tre piccoli che non hanno vinto la leucemia ma che danno la
forza per farla vincere ad altre migliaia di persone.
UN GRAZIE VA A
TUTTI QUELLI CHE HANNO RESO POSSIBILE TUTTO QUESTO!
mi casa es tu casa...
NELLA CASA ARCOBALENO
LE STANZE DELLA SPERANZA HANNO PARETI DI LUCE
E RIPOSO FUGACE,
HANNO CALDE COPERTE A CUI AGGRAPPARSI
TRA SILENZI RUMOROSI E PAURE DELL'ANIMA..
LA CASA ARCOBALENO,
E' COME UN PORTO DI MARE..DOVE BARCHE DI OGNI TIPO,
IN BALIA DEL VENTO
..APPRODANO..
GENTE AMICA, NUOVA O RITROVATA,
SOFFERENZE, INCERTEZZE, OCCHI VELATI,
E TORMENTI CONDIVISI..
NELLA CASA DELLA SPERANZA,
TROVI MANI TRA LE MANI TRA I COLORI E AROMA DI CAFFE'..
PASSI FELPATI, VOCI PACATE, E VALIGE MAI DISFATTE..
FRAGILITA'CAMUFFATE DAL CORAGGIO,
E BRACCIA SEMPRE TESE..
C'E' ARIA DI CASA, VICINA O LONTANA CHE SIA..
PORTE APERTE, SPALANCATE AL DESTINO ..
UN'ALITO DI VITA...
CASA ARCOBALENO....
GENIALE MIRACOLO DELLA BONTA'UMANA,
CHE HA NEL PETTO UN CUORE CHE BATTE,
MA NON SOLO PER SE STESSI..
INECCEPIBILE GESTO D'AMORE PER CHI TROPPO SPESSO LOTTA CONTRO IL TEMPO,
E VIVE I SUOI GIORNI NELLA SPERANZA DI RIVEDERE UNO SPIRAGLIO DI LUCE
OLTRE LE NUVOLE DI UN TEMPORALE...
E RITROVARE COSI' ..UN'ARCOBALENO NUOVO
scritta da stella433