IL "RIFONDINO"
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DOPO 6 GIORNI DI BLOCCO DELLA SS 106 ANCORA TUTTO TACE..
Post n°71 pubblicato il 28 Settembre 2010 da prc.amendolara
Sono tante le voci, circa 40000, che alternandosi in questi giorni urlano il dissenso al presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti sulla scelta di chiudere il nosocomio di Trebisacce. Il Chidichimo di Trebisacce ricopre un territorio che si estende da Rocca Imperiale e giunge a Villapiana passando dai paesi dell'entroterra come Castroreggio, Alessandria del Carretto e San Lorenzo Bellizzi. Il circolo di Rifondazione Comunista di Amendolara è solidale alla popolazione dell'Alto Ionio cosentino che dopo svariati giorni ancora bloccano il traffico. Blocco che purtroppo rimane oscurato dall'omertà dalle maggiori testate giornalistiche e medianiche. Nessuno si preoccupa dei problemi che la chiusura del Chidichimo porterà. Verranno meno posti letto che già a questo stato di cose sono pochi. Verrà meno il servizio di trasporto ospedaliero in quando il pronto soccorso verrà convertito in punto di primo intervento. Bisogna inoltre precisare che l'ospedale di Trebisacce si trova su una delle strade più pericolose di tutta Italia la SS 106 più comunemente conosciuta come strada della morte. I cittadini, i sindaci e noi tutti ci sentiamo abbandonati dai media e dai politici che vista la loro presenza potrebbero portare la questione in parlamento. Siamo tutti certi che la "questione" del nosocomio di Trebisacce sia un problema prettamente politico. L'Onorevole Scopelliti giustifica la sua presa di posizione come un continuo della scelta dell'ex Governatore Agazio Loiero. Un'ulteriore presa in giro verso tutti i cittadini calabresi visto che la giunta Loiero aveva decretato l'ospedale per acuti e non di frontiera (per Loiero l'ospedale a gestione diretta di Trebisacce doveva essere accorpato all'ospedale di Rossano e Corigliano e non chiuso come invece sostiene l'attuale governatore di Calabria). I cittadini e i sindaci sono esasperati da questo silenzio che ci circonda tanto da comunicare con il nodo in gola e un velo di lucentezza agli occhi che se il Governatore non rivede la sua presa di posizione faranno corso ad un referendum in cui chiederanno ai cittadini il loro parere sul farci integrare dalla regione Basilicata.
Anna ROMA responsabile GC |


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il 26/12/2009 alle 18:57
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