La Monarchia dei sette Re
(753 - 510 a.C.)
Romolo - Numa Pompilio - Tullo Ostilio - Anco Marzio -
Tarquinio Prisco - Servio Tullio - Tarquinio il Superbo
II° Re: Numa Pompilio, il pio (716-672 a.C.)
Dopo la morte di Romolo seguì un periodo di confusione in cui si susseguirono alla guida di Roma dieci patrizi, mentre le stirpi sabine e romane lottavano tra loro per la supremazia.
Alla fine si decise di eleggere a reggente Numa Pompilio, di stirpe sabina e marito di Tazia, la figlia del defunto re sabino. Numa Pompilio era un uomo al di sopra delle parti: era molto religioso e poco portato alla frenesia della vita politica tanto che alla responsabilità del governo preferì in principio la calma di Curi. Ma i romani lo convinsero dicendogli che governando avrebbe reso un servizio a Dio.
Il suo regno fu contraddistinto dalle riforme religiose: introdusse riti meno sanguinari, riformò il calendario portandolo da 10 a 12 mesi (aggiunse Gennaio, in onore di Giano Bifronte, e Febbraio, in precedenza l'anno seguiva il ciclo lunare e cominciava da Marzo, consacrato a Marte), i giorni dell'anno passarono da 304 a 355.
A lui si attribuisce anche la fondazione del collegio dei pontefici, massime cariche religiose, e la suddivisione della popolazione per mestieri (fabbri, vasai, carpentieri e orefici). Fu un re ben voluto dalla plebe e molto popolare.
Morì a ottantanni senza aver mai fatto una guerra, quando già le due stirpi riappacificate gli avevano eretto un mausoleo sul Gianicolo.
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il 26/11/2011 alle 19:48
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il 07/11/2011 alle 00:00
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il 19/04/2010 alle 21:00
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il 19/04/2010 alle 20:54
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il 19/04/2010 alle 17:55