“Lo et Girom” racconta Margherita ... collegato al racconto " El Mulin et Prasec" ( messaggio n° 10)
.. a casa dei bisnonni ( me cee ) la sopravvivenza nasceva dai boschi dove si raccoglieva le legna per ardere, si raccoglievano i frutti del bosco le castagne e quanto la montagna miseramente offriva anche per che abitata fittemente, quindi curata e gestita come un attuale giardino
Fu un mattino presto in autunno che accadde l’irreparabile poiché mia madre era nei boschi a raccogliere le castagne con me e mia sorella Caterina fin dall’alba e in casa avevamo lasciato nostri fratelli Tommaso ( Tumalin ) ancora in fasce e Lorenzo ( Lurens ) di pochi anni / nato nel 1912 ….. ..
… aravamo sul versante opposto ( la montagna di fronte ) alla casa del “Cee”, peraltro si trattava di un porticato con il tetto in paglia e poco più, quando grida incresciose avvolsero i ns. sguardi spauriti … .. . “ brusa lo et girom … curii curri “ ( va a fuoco lo et Girom , . Correte, correte ) . e di lì una corsa a perdifiato verso quella colonna di fumo che ormai era bene a vista , giù ad attraversare “ la comba et l’asu” e poi su per il crinale verso casa e un pensiero solo per mio fratello ancora in fasce in quella casa avvolta dal fuoco … e il tempo di arrivare al casa e vedere tutto consumato ed il tetto rimasto cadere a terra .. e cancellare ogni sogno ogni speranza.
Solo di li a poco per vedere che a pochi passi entrambi i miei fratelli erano stati messi in salvo da una donna detta “Marì Coletti” che era accorsa dalle borgata più in alto ed aveva visto e sapeva…
Seguì un mesto e triste inverno con il mio “Cee” ormai ammalato ed esausto dalla vita ospitati sotto un porticato chiuso alla belle meglio , al freddo e desolati ma con il pensiero che finita la guerra mio padre sarebbe tornato ed io avrei potuto riprendere la scuola e studiare …. da maestra
Mio padre è tornato per fortuna dalla grande guerra ( 1° guerra mondiale ) ma la miseria era tanta ed ho iniziato a lavorare in fabbrica ad 11 anni presso una filatura per portare il pane in casa
Andavo a lavorare a piedi, e dopo alcuni anni con una bicicletta comprata d'occasione, .... il lavoro non mi piaceva e sognavo la scuola ma sono solo rimaste le mie letture, di libri la sera al lume a petrolio e regolato al minimo per non consumare e non farmi vedere ed essere sgridata ... "che leggi, dormi domani alle 4 la sveglio per andare a lavorare e un nuovo giorno" ....
Un sogno è rimasto sempre, quel sogno per l’istruzione mai arrivata , mai completata ma, ho vissuto per 97 anni e molte cose ho visto ed incontrato fino ad arrivare al termine e dimenticare tutto ... persino chi ero.. ma sono sempre rimaste : la rabbia di non aver avuto quanto avrei voluto e sognato ed in ultimo nei mie deliri le grandi paure per il fuoco .. l'incendio, la fame . e molto altro che nessuno ha mai capito …
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il 12/02/2017 alle 09:53
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il 04/02/2012 alle 05:40
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il 25/08/2011 alle 19:45
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il 27/07/2011 alle 12:58
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il 11/04/2011 alle 09:53