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La PiancaDa sempre i corsi d’acqua erano costeggiati da case o mulini che utilizzavano la forza dell’acqua per le ordinarie attività. Di certo le case non erano costruite in posti esposti al pericolo delle piene se non per necessità e traendone sussistenza da queste risorse. I torrenti quindi separavano i terreni, le case, le borgate, le persone insomma. In passato, molto più di adesso, le persone erano importanti e necessarie poiché il lavoro duro necessitava di molte braccia; molte braccia erano da sfamare e quindi avere vie di passaggio rapide attraverso i torrenti era strettamente necessario. La natura svolgeva il proprio compito, rispettava le stagioni e riversava montagne di acqua nelle vallate sia in primavera che in autunno e per non dimenticare i furibondi temporali estivi Un anno accadde che tre volte in una settimana un torrente in secca tutto l’anno che raccoglie l’acqua piovana dal monte “bric et ruasio” straripò nel prato antistante il mulino portando macigni così grandi che richiesero tre o quattro persone per spostarli e caricarli su una “lesa” trainata da muli; per ripulire il prato si lavorò duro 10 giorni Poi non accadde più nulla.
Per attraversare i fiumi ed i torrenti da sempre i ponti sono di collegamento tra le due sponde per il transito delle merci ed anche delle persone; sovente i torrenti disponevano poi di una serie di passerelle che consentivano il passaggio a piedi delle persone o con una bicicletta a mano Queste passerelle sono dette comunemente pianche In questo contesto da sempre esisteva la pianca di collegamento tra il mulin et prasec e la borgata “muntariol”; una passerella larga circa 70 cm e lunga una quindicina di metri utili ad attraversare il torrente Bruido La pianca era sostenuta da due travi che appoggiavano su una riva e dall’altra ancorati ad un maestoso albero da fiume, “ na pioba” Ogni anno la pianca aveva bisogno di manutenzione e andava “aggiustata”; sostituire le assi ormai stanche, rinforzare gli attacchi, sostituire un corrimano ormai andato, ripulire il letto del fiume liberandolo dai tronchi, dai rami e dai massi che al termine di ogni stagione di piena si raccoglievano la sotto Era una occasione di ritrovarsi tra le persone che la utilizzavano e fare questi lavori necessari ogni anno, con la precisione di un orologio, nello stesso periodo e il raccontarsi e commentare di come era stata questa annata e di come quella piena aveva danneggiato le sponde del torrente, e la in quel punto aveva eroso dei preziosi metri di terra e molto, molto altro ancora. Sicuramente anche di come era bella quella ragazza che aveva preso in sposo il fortunato di questi posti, del figlio di Tuia, del grano che quest’anno era una miseria e per fortuna c’era il “mei” e “l’ordi” che erano stati più ricchi, e della paura quando andando a fare la veglia a lo d’lucia nella stalla di trumlin a trovare le due figlie poi sulla strada del ritorno i maschi del posto scaricarono sul pendio grossi massi di pietra e ci salvammo per miracolo riparandoci dietro ad un ceppo di castagno, e ancora …. molto altro La pianca era la in mezzo al torrente anche quando le piene minacciose alzavano il livello dell’acqua passando da 10 cm fino anche a 3 metri e la gente pregava perché non “ ci portasse via” la pianca. Un fiume quasi in secca d’estate quando la poca acqua era usata per irrigare i campi è la storia sofferta di molte gente vissuta a fatica ma, con la gioia sprezzante della fatica e dei pericoli che nasce dalla gente comune, dallo stare insieme, dalla speranza per il domani , il futuro e chissà che altro ancora che oggi non siamo in grado di vedere e di pensare e neanche immaginare. Una pianca per collegare, per unire, per bisticciare a volte e per passare dall’altra parte molto semplicemente. Ora la pianca non esiste più; era stata largamente danneggiata da una piena ma ormai all’appuntamento consueto di ogni anno non è più arrivato nessuno. E’ rimasto un vecchio da solo, ormai stanco, senza forze e pochi sogni, senza il conforto della gente attorno con le proprie storie da raccontare, … rimane il ricordo sbiadito ma presente E non è poco.
tratto da ... quando gli uomini camminavano per terra |


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