Di certo le case non erano costruite in posti esposti al pericolo delle piene se non per necessità e traendone sussistenza da queste risorse. In passato, molto più di adesso, le persone erano importanti e necessarie poiché il lavoro duro necessitava di molte braccia; molte braccia erano da sfamare e quindi avere vie di passaggio rapide attraverso i torrenti era strettamente necessario. Un anno accadde che tre volte in una settimana un torrente in secca tutto l’anno che raccoglie l’acqua piovana dal monte “bric et ruasio” straripò nel prato antistante il mulino portando macigni così grandi che richiesero tre o quattro persone per spostarli e caricarli su una “lesa” trainata da muli; per ripulire il prato si lavorò duro 10 giorni Queste passerelle sono dette comunemente pianche La pianca era sostenuta da due travi che appoggiavano su una riva e dall’altra ancorati ad un maestoso albero da fiume, “ na pioba” Era una occasione di ritrovarsi tra le persone che la utilizzavano e fare questi lavori necessari ogni anno, con la precisione di un orologio, nello stesso periodo e il raccontarsi e commentare di come era stata questa annata e di come quella piena aveva danneggiato le sponde del torrente, e la in quel punto aveva eroso dei preziosi metri di terra e molto, molto altro ancora. La pianca era la in mezzo al torrente anche quando le piene minacciose alzavano il livello dell’acqua passando da 10 cm fino anche a 3 metri e la gente pregava perché non “ ci portasse via” la pianca. Una pianca per collegare, per unire, per bisticciare a volte e per passare dall’altra parte molto semplicemente. E non è poco.
La Pianca
Di certo le case non erano costruite in posti esposti al pericolo delle piene se non per necessità e traendone sussistenza da queste risorse. In passato, molto più di adesso, le persone erano importanti e necessarie poiché il lavoro duro necessitava di molte braccia; molte braccia erano da sfamare e quindi avere vie di passaggio rapide attraverso i torrenti era strettamente necessario. Un anno accadde che tre volte in una settimana un torrente in secca tutto l’anno che raccoglie l’acqua piovana dal monte “bric et ruasio” straripò nel prato antistante il mulino portando macigni così grandi che richiesero tre o quattro persone per spostarli e caricarli su una “lesa” trainata da muli; per ripulire il prato si lavorò duro 10 giorni Queste passerelle sono dette comunemente pianche La pianca era sostenuta da due travi che appoggiavano su una riva e dall’altra ancorati ad un maestoso albero da fiume, “ na pioba” Era una occasione di ritrovarsi tra le persone che la utilizzavano e fare questi lavori necessari ogni anno, con la precisione di un orologio, nello stesso periodo e il raccontarsi e commentare di come era stata questa annata e di come quella piena aveva danneggiato le sponde del torrente, e la in quel punto aveva eroso dei preziosi metri di terra e molto, molto altro ancora. La pianca era la in mezzo al torrente anche quando le piene minacciose alzavano il livello dell’acqua passando da 10 cm fino anche a 3 metri e la gente pregava perché non “ ci portasse via” la pianca. Una pianca per collegare, per unire, per bisticciare a volte e per passare dall’altra parte molto semplicemente. E non è poco.