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ERA LEI ?
Post n°104 pubblicato il 10 Dicembre 2007 da pajasso
. . . s e g u e . . .
Quindici giorni avevamo, poi io sarei tornato a casa. Io avevo il desiderio di stare con te ma per la prima volta avevo il timore del tuo giudizio. E se non ti piaccio? E se non mi reputi “all’altezza”. Oddio per la prima in vita provavo la trepidazione della prova, scoprendo la sensazione derivante dall’insicurezza. Io? Oddio che mi ha fatto sta donna? Io, che sono spesso accusato di essere un decisionista.
Un mattina sei arrivata per prendermi e sei salita su in camera.
“Non ti scandalizzi vero? Io non lo faccio!” hai detto sorridendo e per sfida, dovendo uscire da sotto le lenzuola nudo come dormivo abitualmente, ti ho invitata almeno a chiudere un istante gli occhi. “Fammi entrare in bagno almeno che mi faccio una doccia, poi usciamo” ed entrando in bagno ho pensato che eri un po’ pazza.
“Giorgio, è proprio carino questo albergo”
“Come? Sono sotto la doccia, non capisco”
“Aspetta entro così mi senti”
“NON SE NE PARLA NEMMENO!!!! Stai lì che in 5 secondi ho finito!” Io ho un buon autocontrollo ma se entri, il bravo ragazzo si va a fare un giro e scopri che l’orco è residente anche nell’animo di un pagliaccio. Addio tenerezze e vortice di passione! No, no, meglio che rimani di là, borbotto tra me e me.
Finita la doccia, mi accorgo della inevitabilità di dover quantomeno tornare di là per prendere la biancheria pulita. Mi metto un asciugamano giusto per non entrare di là come uno scemo coprendomi con le mani.
“Sei carino sai?” parole che dovrebbero inorgoglire e fare piacere venendo da lei, ma io timido come sono mi sento come un pinguino nel deserto.
“Cos’è la valutazione d’impatto?” Mi giro ad osservarti e vedo che seduta sul letto hai tra le mani il fascicolo che studiavo ieri.
“Niente Francesca, è solo lavoro. Mi aiuta ad addormentarmi rapidamente”. Ridi e io rimango incantato ad scoprire per l’ennesima volta come la tua genuinità ti fa diventare solare, solarità che mi scioglie facendomi dimenticare imbarazzo e timidezza.
Mi siedo vicino a te e ti spiego cercando di rimanere sul vago di cosa tratta, parlo di come le aree a rischio si siano espanse negli ultimi venti anni e di come la necessità di affrontarle abbia costretto organizzazioni come la mia rivedere i metodi operativi. Provo a spiegarti come le scelte politiche raramente trovino applicazione alla realtà e di come si individuino obiettivi e scopi per attuare la politica alla realtà senza dimenticarsi di avere a che fare con popolazioni già in difficoltà. Dimentico di averti vicina, innamorato come sono del mio lavoro e sto parlando quando mi prendi il viso tra le mani e con una naturalezza che in seguito avrei trovato ogni giorno emozionante. Mi baci.
Un bacio etereo ma nella sua lievità, incredibilmente bruciante.
Cerco di leggere nei tuoi occhi ma vedo solo un’emozione intensissima e la loro lucidezza mi grida che quel bacio è nato dal profondo del cuore.
Un mattina sei arrivata per prendermi e sei salita su in camera.
“Non ti scandalizzi vero? Io non lo faccio!” hai detto sorridendo e per sfida, dovendo uscire da sotto le lenzuola nudo come dormivo abitualmente, ti ho invitata almeno a chiudere un istante gli occhi. “Fammi entrare in bagno almeno che mi faccio una doccia, poi usciamo” ed entrando in bagno ho pensato che eri un po’ pazza.
“Giorgio, è proprio carino questo albergo”
“Come? Sono sotto la doccia, non capisco”
“Aspetta entro così mi senti”
“NON SE NE PARLA NEMMENO!!!! Stai lì che in 5 secondi ho finito!” Io ho un buon autocontrollo ma se entri, il bravo ragazzo si va a fare un giro e scopri che l’orco è residente anche nell’animo di un pagliaccio. Addio tenerezze e vortice di passione! No, no, meglio che rimani di là, borbotto tra me e me.
Finita la doccia, mi accorgo della inevitabilità di dover quantomeno tornare di là per prendere la biancheria pulita. Mi metto un asciugamano giusto per non entrare di là come uno scemo coprendomi con le mani.
“Sei carino sai?” parole che dovrebbero inorgoglire e fare piacere venendo da lei, ma io timido come sono mi sento come un pinguino nel deserto.
“Cos’è la valutazione d’impatto?” Mi giro ad osservarti e vedo che seduta sul letto hai tra le mani il fascicolo che studiavo ieri.
“Niente Francesca, è solo lavoro. Mi aiuta ad addormentarmi rapidamente”. Ridi e io rimango incantato ad scoprire per l’ennesima volta come la tua genuinità ti fa diventare solare, solarità che mi scioglie facendomi dimenticare imbarazzo e timidezza.
Mi siedo vicino a te e ti spiego cercando di rimanere sul vago di cosa tratta, parlo di come le aree a rischio si siano espanse negli ultimi venti anni e di come la necessità di affrontarle abbia costretto organizzazioni come la mia rivedere i metodi operativi. Provo a spiegarti come le scelte politiche raramente trovino applicazione alla realtà e di come si individuino obiettivi e scopi per attuare la politica alla realtà senza dimenticarsi di avere a che fare con popolazioni già in difficoltà. Dimentico di averti vicina, innamorato come sono del mio lavoro e sto parlando quando mi prendi il viso tra le mani e con una naturalezza che in seguito avrei trovato ogni giorno emozionante. Mi baci.
Un bacio etereo ma nella sua lievità, incredibilmente bruciante.
Cerco di leggere nei tuoi occhi ma vedo solo un’emozione intensissima e la loro lucidezza mi grida che quel bacio è nato dal profondo del cuore.
. . . S E G U E . . .
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Un blog per raccontare emozioni. Se ti va lascia le tue.
ciao, da Pajasso
ciao, da Pajasso
Molte persone entrano nella tua vita,
ma solo i veri amici lasciano le proprie orme
nel tuo cuore.
ma solo i veri amici lasciano le proprie orme
nel tuo cuore.
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