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Post n°692 pubblicato il 12 Febbraio 2026 da prefazione09
![]() Eccomi di nuovo in questo spazio per raccontare senza impegno alcuno, senza richiesta di promesse, o formalità di nessun genere -spassionatamente mie. Dicevo!....un periodo molto "fertile di lettura". Un angolo, dove il ritmo costante di crepitii: di un fuoco che tanto sa di coccole, con il suo leggero e rilas- sante calore nelle mura domestiche. Addormentate, come nelle giornate di un grigio inverno. Una coccola una calda carezza. * * * * * * * * Una storia dunque, un thriller psicolo- gico dove una giovane scrittice di suc- cesso di nome Benet, dovrà fare i conti con se stessa con la propria coscienza; dopo la morte prematura del suo amato figlio James. Per giunta, l'arrivo a Londra della madre la vedrà coinvolta in un labirinto, fatto di un passato di paure di incertezze, dove Mopsa (la sua madre) è l'arte- fice dei incubi di Benet e, a sua volta Mopsa ha un passato di seri problemi e disturbi mentali. Ma ora!...si dice "sia guarita". Questa vecchia madre farà un viaggio da Madrid a Londra per Benet, ma è solo l'inizio, un'incubo che la giovane scrittrice dovrà affrontare: perchè la instabile Mospa, farà un regalo inatteso alla povera Benet. Un regalo di nome Jason. Rapito su un muretto, lasciato da solo dai familiari: come un pacco postale da ritirare dal parente "designato quel giorno". Ma Mopsa, non può fare altro. Deliberatamente lo "ritira" per Benet. Lo ritira, sapendo che il suo nipotino non c'è più. La casa è vuota, silenziosa con tanto dolore e tanta sofferenza; la si sente nel pianto di Benet. La casa parla ancora di James, ma lui non c'è, non ci sarà più, solo un lettino vuoto e ovunque i suoi giocattoli: la sola memoria di un dolore. Di una madre è tutt'uno. Quindi!.. come si può immaginare una storia complessa, fatta di sentimenti e obblighi, ma per chi. La madre di Jason, è una poco di buono. Non si cura del bambino, altri due fratel- lini sono stati affidati alle cure di famiglie. Quindi!... la lotta che dovrà affrontare Benet, è una sfida tra l'amore che sentirà nascere nel suo cuore, e la logica sensata della legge. Cosa deciderà, quale scelte farà!?.. L'amore, o l'obbligo di restituire Jason a una madre che non lo ama: come dovrebbe... "Bè!...io solo so, come finisce. * * * * * * * * "Quando lo aveva aveva visto la prima volta, Benet l'aveva immaginato come un albero di mani. Le era piaciuto, le aveva perfino strappato un sorriso. Ma ora, le sembrava sinistro. Un'opera stregata, nello stile di Dalì, un'opera che poteva susscitare brutti sogni. Un'albero, con rami e tante mani di carta colorate e diverse tra loro: talune coperte di guanti, altre mani di donna con unghie rosse e anelli; ma quasi tutte bianche, nere e nmarroni. Perfino una designata con la mano scrnificata di uno scle- letro. Tutte li per Benet, protese verso di lei in tacita supplica, quasi a invocare pietà."..continua |
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Post n°691 pubblicato il 05 Febbraio 2026 da prefazione09
![]() E' da molto che non lascio un commento tutto mio personale di un libro... La curiosità e la trama sollecita la mia fantasia ad osare parole come mani- festo di un parallelo personale di let- tura. Quindi ben venga il racconto di: *Un'altra donna* di H.L. * * * * * * * * Una storia molto particolare di una "sciatta, insignificante redattrice di una rivista letteraria". Il suo nome è Frances. Un personaggio insignificante ma al contempo astuto subdolo. Entrerà a far parte di un Elite. Un famoso scrittore inglese di nome Laurence rimasto vedovo con due figli Polly e Teddy. * * * * * * * * Un incidente d'auto dove Frances sarà la sola testimone della morte di Alice, moglie di Laurence: diverrà il suo lasciapassare a quel mondo che desidera appartenere. La sua natura subdola insignificante, priva di morale avrà la meglio: divorerà le anime fragili dei Tyte. Frances!...lei agli occhi di chi la conosce, è una squallida donna, poco femminile e non ha nulla che possa attrarre un uomo. Entrerà nella vita personale e affettiva dei Kyte seducendo l'ammaliante seduttore, che si nasconde nel finto buonismo di un Laurence, traditore alla fedele moglie, Alice. Un modo operandi simile: ad entrambi, Laurence e Frances. La prima vittima di Frances in questo libro che sembra voglia trasmettere altruismo collaborazione, e rispetto disinteressato altro non è, che uno studio: un progetto personale ed egoistico di ideali, che non corrispondono al suo status-quo. Ma ciò non toglie quelle tematiche, che la spingono ad alterare le vicende dell'accaduto: la morte di Alice. Quindi la prima vittima della famiglia altro non è che Polly, una creaturina piena di paura e insicurezza. Poi sarà Laurence, facendo di lui il suo Ares. Quindi una donna, Frances. Una donna che userà l'arma della seduzione verbale; sarà sempre rivale corrotta della sensibile e gentile Alice. Una brutta copia, una perfetta sconosciuta che usa la menzogna per farsi largo nei meandri di un mondo a se, dove sono poche le persone e le Elite di confronto, ma ciò non toglie a Frances la capacità di adattamento per rag- girare la famiglia Kyte, usando il dolore, la perdita di un caro per monopolizzare, intrufolandosi indebitamente: in un momento così fragile, nel cuore della famiglia che tanto desidera appartenere: credendo così di poter cancellare la memoria della vera padrona di Casa Tyte.... * * * * * * * * ***L'inizio di un libro è sempre stupe- facente per il lettore, è un menage fami- liare: il racconto e l'innamoramento* * * * * * * * * Rita ![]() |
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Post n°690 pubblicato il 01 Febbraio 2026 da prefazione09
Non sempre riusciamo a saper descrivere le nostre giornate, forse la quotidianità la banalità: una vita di routine fa dimenticare le "parole giuste". Quelle parole che sanno regalare emozioni forti, indelebili a uno scorcio di vissuto. Una membrana che filtra l'orizzonte nel pennuto bosco assolato: vibrante di diversità di anime migratorie e stanziali, che cercano quel bisogno primario di osmosi emozionale. Quel processo a un comportamento, che si trasmette attraverso segnali impercettibili di "contagio emotivo" . Uno stato d'animo, legato tra loro da un filo trasmettitore: dell'empatica visione della vita. Dove le visioni, le emozioni sono connesse; tra loro dalle circostanze, ma soprattutto dal flusso energetico che le ravvicina. Una rete infinitesimale, cosmica. * * * * * * * * Una danza, come patrimonio di metafore di vita; dell'esistenza e delle relazioni umane. Il linguaggio del corpo che interfaccia il bisogno tecnico, ma soprattutto il sentire dentro, le emozioni, la spiritualità dell'individuo che intrinseca e spinge a dare senso all'esistenza andando oltre, la realtà materiale. Il connettersi con quella parte di noi, e il richiamo spirituale al simbolismo archetipo che simboleggia l'armonia tra uomo e natura: la resilienza di fronte alle sfide, la libertà interiore e la connessione tra il Divino e il partner. * * * * * * * * *Tutto quello che hai sempre voluto si trova dall'altra parte della paura* Rita ![]() |
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Post n°689 pubblicato il 21 Gennaio 2026 da prefazione09
E poi ti incontrai Eri tutto ciò che avevo sempre desiderato. Eri solo tempesta. Bianco nero, ma eri anche solo luna. Eri un misto di cose, così diverse tra loro che, nonostante tutto creavano armonia. Dannatamente perfetta. Da quel momento capii che, eri la cosa più bella che avessi mai provato. D. Fiorini* ![]() Nota*** Credo che questa breve poesia, tra l'altro molto bella: descriva quelle sensazioni quelle emozioni, legate tra loro dal sentimento più puro che si conosca: l'amore. Quell'amore fatto di passione, il sentire dentro la passione e la voglia di noi. Non è solo bellezza fisica ma qual- cosa che spinge alla conoscenza profonda. Alla ricerca interiore, alla dedizione istintiva e intuitiva del vero significato, recondito che si nasconde agli occhi dello scettico, ma si rivela alla natura e a chi sa dare e ricevere amore.....e quanto basta a fare differenza non credete.* Rita |
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Post n°688 pubblicato il 14 Gennaio 2026 da prefazione09
![]() "E se la realtà è ciò che realmente coesiste." Un mondo oggettivo che ci circonda ma anche una creazione personale, passionale: di percezioni emozioni e abitudini che spesso ci rendono nostalgici, da quella volontà che ci allontana dalla sofferenza- Alla comune mortale incoerenza con noi stessi. La negazione!... è sempre la stessa, che "reclama" che brama la verità e l'autenticità della propria carne. La stessa realtà della vita, è e sarà sempre parte di noi. Come la mano che cerca di afferrare l'ingiustizia a un atto dovuto. L' inadeguatezza!...poi è accom- pagnata da quella sensazione di disagio di autostima che cerca disperatamente una scusa alle scelte indotte: alla negazione, alla logica dell'assenza. Quell'assenza!...ad un atto dovuto, al potenziale che è parte di noi definisce le stesse scelte, a quella energia come manifesto dell'insieme. In relazione -di assenza presenza, diventando così manifesto d'identità contro l'oblio. La pigrizia!...poi è il tempo fuggevole, il saper fronteggiare le nostre decisioni di comodo -sono e saranno parte di noi e del tempo. La voce interiore!...il suo Ego. Il concetto del sè -definisce quello che siamo, dovrebbe far nascere in noi l'empatia, la positività le idee, l'autostima e quanto basta a fare la differenza.* Parafrasando un Sè e la realtà*** Rita ![]() |
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Post n°687 pubblicato il 08 Dicembre 2025 da prefazione09
"...Era una serata piena di quella verità che regala nostalgici pensieri." * * * * * Un autunno simile a tanti altri. Storie del passato, come fiabe tramandate oralmente - dalle rughe che raccontano, e mani che segnano il tempo: la fiducia la sicurezza ma soprattutto l'amore, nelle calde mura domestiche. Dove il racconto prende forma, si identifica: si rivela con .............. * * * * * "...C'era una volta, in un luogo e tempo indefinito dove l'avventura era piena di elementi magici. Fate e streghe, sono protagoniste di prove d'affrontare nel bosco ambito dal Re Pennuto. Solo il potere: e grazie ai *stivali delle Sette leghe e naturalmente, non poteva mancare **gli Anelli del Potere indispensabili a raggiungere un lieto fine. "...e vissero felici e contenti." * * * * * Un autunno come tanti, di giornate spese ad aprire quella porta-finestra - della vecchia casa dell'infanzia, dove i fiori profumano i colori, e tante storie ancora da raccontare... Rita |
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Post n°686 pubblicato il 04 Dicembre 2025 da prefazione09
Sono sempre io in questo spazio tempo, dove il virtuale trova le regole all'immaginario viaggio della realtà....*Alone. ***** Sono io che raggomitolo quel punto all'infinito - senza limite, senza fine. Dove i pensieri sono legati alla fusione emotiva e collettiva; alla idea di ricerca e completezza fino a sentirsi tutt'uno con essa, dimenticando chi siamo. ***** "..Nelle fredde serate di un Inverno dove il tempo è l'attore, la prosa del legame profondo dei ascoltatori: di noi, di quella condizione e sentimento, di com- prensione e di reciproca empatia dell'Uno....*Alone. ***** Alone. E' quella sottile e suscettibile osser- vazione ottica, che appare in iridescenza di cristallo di ghiaccio: su nella montagna antica, dove il sussurro delle chiome si spettinano al passaggio dell'innamorato: un zefiro, un soffio leggero e una nuova vita. ***** Alone. Solitudine, del solitario errante guerriero che armeggia con il suo da fare, le ombre della foresta: il suo nome il suo aspetto, e il mistero che racchiude. Il viaggio con se stesso. La coesistenza tra individui o specie differenti. ***** La sera la netta transazione del pensiero visivo, la rappresenta- zione di quello che vorremmo che fosse: facile risoluzione a problemi della vita, la nostra creatività che offre una alternativa al pensiero puramente verbale...e tanto basta? Rita |
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Post n°685 pubblicato il 27 Novembre 2025 da prefazione09
Una serata come tante nelle
fioche giornate autunnali, dove accarezza nella danza - su nei balcone di ciclamini in festa. Un fluttuare al un richiamo di un vecchio vicolo - su nella montagna. ***** Dove tutto imbianca anche gli antichi regali, di quella sana nostalgica visione del tempo - che scorre nella piazza, dove l'orologio ha memoria degli spazi, lasciati a filtrare a (esaltare) la durata del suo rintocco. ***** Ma cosa è importante di questa serata se non un connubio dell'arte del racconto, e la sua vita!?... Dicevo!...una narrazione, un'unione al disincanto del mondo e: la perdita di significato e di incanto, con l'avvento della razionalità scientifica e tecnologica nel mondo odierno. ***** Niente è lasciato all'intuito emotivo primordiale, solo coerenza empirica di ricerca - e dato di fatto. Senza dubbio una credibilità dei giorni nostri, ma ciò non toglie quella empatica visione dell'immagi- nario emotivo, di certe celebrità che osano l'intelligenza intuitiva per capire più rapidamente situa- zioni e persone. Pubblico!...giudicate l'autenticità di una celebrità nella propria vita e carriera. ***** L'intuizione. Immediatezza a livello inconscio, dove attingiamo la nostra verità: manifestazione dell'intelletto superiore, senza ricorrere alla logica del momento. Una sorta di fatina, streghetta tutto fare siamo noi donne, e tanto altro..... Stasera danzano i pensieri..* Rita ![]() |
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Post n°684 pubblicato il 19 Novembre 2025 da prefazione09
![]() Le giornate autunnali sono quelle che più raccolgono, una sana capacità e consapevolezza del calore umano: una calda casa e un camino acceso. Un lontano ricordo - l'età, e il suo gioviale ricordo. Forse tutto questo è pechè amo di più l'Autunno, la stagione che regale quelle brevi ed intense ore di caldo: a mezzodì. Dove la curiosità riesce ancora, a spiare nelle piccole fessure; quel bagno di calore, per le ultime ritardatarie di lucertoline che, non vogliono addormentarsi *sorrido. ***** Un autunno decisamente caldo, che sintetizza un ricordo di un estate alle spalle. Un estate che mi ha regalato molto. Ma perchè questa suggestione domestica mi porta indietro nel tempo! Forse dovrei provare a descrivere una storia con nuove parole, senza inciampare, e cambiarne significato!?.. Non capire il nesso della storia, ma esserne soggiogata; plagiata. Una storia copiata simile ad altre. ***** Ma l'autunno regala immagini e colori all'immaginazione. Senza dubbio un dono di questa stagione che è generosa all'introspezione: una parte di me essenziale per ricevere quella energia necessaria alla coscienza emotiva, che fonda le proprie radici al riconoscimento e al confronto sincero con gli altri... ...quindi!* ***** Cadono le foglie, un momento che trascende la mutevolezza delle stagioni. Un esserci al di sopra della realtà sensibile, che sa attingere con delicata bellezza le cose, anche solo più scontate. Un romanticismo puro, una vena gioviale che accarezza, una giornata tipicamente autunnale.* ì
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Post n°683 pubblicato il 27 Ottobre 2025 da prefazione09
La sera la quotidianità. Le vestigia di un frammento antico, come orme lasciate intenzionalmente da un intreccio di una storia: una fabula, e l'ordine naturale degli elementi. La fiamma accesa della dell'esistenza, il calore la sua energia e il racconto della fiamma gemella. Quella parte di noi che ci completa in maniera profonda, ci mette davanti uno specchio. E' impietoso ci osserva. La difficile ostentazione dell' essere, un'esortazione implicita un invito sottinteso al cambia- mento. Una remora che oscilla il calare delle maree, lo scorrere del tempo il disimpegno oltre le persiane chiuse, dove le stelle riflesse creano metafore, immagini speculari per i sognanti ad occhi chiusi. Ombre affrettate. Che scruta una verità dal volto amato. Un voyeurismo di massa che spinge al controllo assoluto, la pretesa illimitata di un evento, di una persona ma nasconde una profonda insicurezza e ansia di sbagliare.... Un'attesa è la nostra vita. Una piccola apertura nel mondo, dove e quando non si sa, quel lontano indistinto apparire di luce fioca, incerta si chiama speranza..... Rita |
DAVID GARRETT - VIVA LA VIDA
ENIGMA - SILENCE MUST BE HEARD
THE STORM VIVALDI REMIX
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il 15/02/2026 alle 07:19
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