Creato da antonio.pagliani il 27/12/2009
STORIA E ORIGINE DELLE RELIQUIE
 

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« 4° RELIQUIE DELLA SACRA...2° LE RELIQUIE NEL MEDIOEVO »

3° TRANSLAZIONI E FURTI DI RELIQUIE

Post n°6 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da antonio.pagliani

 

Chi ha avuto la pazienza di seguire fin qui le vicende delle reliquie non faticherà a capire come sia stato possibile che corpi di martiri e di santi o anche solo parti di essi o loro reliquie secondarie abbiano potuto viaggiare in su e in giù attraverso il mondo cristiano.

"Ossa senza pace" è titolata l'opera di James Bentley già precedentemente citata e mai titolo è stato più realistico. Eppure le "translazioni" come la Chiesa chiama il trasferimento di una reliquia,sarebbero  di origine greca."Secundum more graecorum" scrisse nel 519  il papa Ormisda all'Imperatore Giustiniano.

A Roma la prima translazione di interi corpi di martiri ufficialmente segnalata nel Liber pontificalis, è quella dei santi Primo e Feliciano che papa Teodoro (648) pose nella basilica di S.Stefano sul Celio.

Va qui ricordato che secondo la legge romana erano vietate le sepolture all'interno delle città così che quanti volessero venerare le reliquie dei martiri  dovevano uscire dalle mura.

In realtà le translazioni, al di là di quella citata , iniziano già nel IV secolo.La prima menzione di translazione  di reliquie di cui si ha notizia sarebbe quella dei resti di San Babila a Dophine presso Antiochia nel 351.Seguirono nel 356 e nel 357  a Costantinopoli,le translazioni delle reliquie di S.Timoteo,dell'Apostolo S.Andrea e dell'Evangelista Luca. A queste ne seguirono moltissime altre tra cui,sotto Teodosio,verso la fine del IV secolo la testa di S.Giovanni Battista.

L'Imperatore Giustiniano,nel 550, volle che tutte queste reliquie venissero poste nella Basilica di Costantinopoli con una solenne processione attraverso la città.

Sotto Paolo I° (757 - 767) a Roma le translazioni furono molto più rapide e ciò sia per evitare la dispersione e la trafugazione delle reliquie dalle catacombe (siamo nel periodo delle invasioni barbariche) sia per motivi di onore e prestigio.

Centinaia di reliquie furono portate dentro le mura di Roma e la basilica di S.Giovanni in Laterano ne divenne la custode più prestigiosa.

Se molte translazioni avvenivano ufficialmente con grande seguito di autorità e di popolo tanto che per la translazione della reliquia de Profeta  Samuele, S.Girolamo scrisse che la folla faceva ala senza interruzione dalla Palestina fino a Calcedonia (Contra Vigilantium 5: PL 23/358), molte furono le reliquie trafugate e trasportate nascostamente da un posto ad un altro.

Tra  i trafugamenti più clamorosi di reliquie vanno sicuramente ascritti  quelli di  S.Marco e di S.Nicola.I resti del primo,nell'828, furono sottratti da un convento di Alessandria d'Egitto ad opera di certi Buono da Malamocco e Rustico da Torcello che,per sfuggire ai controlli dei doganieri mussulmani,nascosero la preziosa refurtiva in un cesto ricoprendola con quarti di suino. Il corpo di San Marco giunse così a Venezia accolto dal doge Giustiniano Partecipazio che lo fece collocare in una cappella in attesa che gli venisse costruita una chiesa apposta. "San Marco divenne in breve tempo nelle coscienze dei veneziani un simbolo patriottico religioso che esaltò - come ricorda C.Marchi nella sua opera Grandi peccatori grandi cattedrali  -  ideali nazionali e civili ".

Non meno iportante che per Venezia fu per Bari,circa due secoli dopo, l'arrivo delle spoglie di S.Nicola trafugate nella sua patria di Mira ad opera di alcuni mercanti e portate nella città pugliese di cui divenne il patrono e dove gli fu eretta una famosa basilica.Qui,sulla sua tomba,trasuda ancor oggi un olio detto "manna di S.Nicola" a cui si attribuiscono poteri prodigiosi (Cfr.La manne di S.N. Rev.Suisse Cathol. 1890 pag.56/68).

Abbiamo già accennato  nel corso della trattazione ad alcuni dei motivi all'origine di queste trafugazioni ma , a beneficio del lettore, si riporta l'elenco fatto da Patrick J.Geary nel suo già riportato "Furta sacra": a) necessità dovuta alla costituzione di nuove fondazioni religiose; b) tendenza a rendere reale e concreto ciò che era astratto.Come in altri aspetti della vita mediovale,

la devozione ad un santo in un determinato periodo ed in un luogo particolare trasformava i resti fisici del santo nell'oggetto della devozione; c) i disordini politici con conseguente bisogno da parte della comunità relgiosa di protezione  da cui l'introduzione di un protettore esterno:le reliquie di un santo;d) la rivalità religiosa; e) l'utilità economica derivante dalla presenza di reliquie importanti.

A chi rubava una reliquia,vera o falsa che fosse, ben si adattava dunque l'attuale proverbio che è l'occasione a fare l'uomo ladro ! Ci pensava poi chi entrava in possesso della reliquia ad offrire una versione riveduta e corretta della "translazione" da affidare alla memoria della comunità religiosa a gloria ed onore della comunità stessa.

Oggi, secondo le norme del Diritto canonico, la translazione dei corpi o delle reliquie insigni dei Santi da un luogo ad un altro della stessa chiesa può essere fatto con il permesso del Vescovo mentre per la translazione da una chiesa all'altra si richiede la licenza della Santa Sede (Can. 1281  § 1).

Contrasta con il culto qualsiasi mercimonio  o qualsiasi frode che avvenga in materia di reliquie;è interdetto il trasferimento di reliquie anche autentiche a scopo di vendita simoniaca (Can. 1289) di furto o rapina. A questi atti è ammessa la scomunica riservata all'Ordinario (Can.1289).

 
 
 
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