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STORIA E ORIGINE DELLE RELIQUIE
 

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« 2° LE RELIQUIE NEL MEDIOEVOPREMESSA »

I ORIGINE E STORIA DEL CULTO DELLE RELIQUIE

Post n°8 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da antonio.pagliani

 

Per  reliquie  (dal latino reliquiae der. da reliquus : rimasto) si intende ciò che resta di un corpo umano o di parte di esso.Nel tempo,in senso lato, il termine è stato esteso anche ad indumenti ed oggetti venuti direttamente a contatto con le persone alle quali venivano riconosciute preclare virtù di santità.

Se la reliquia comprende l'intero cadavere ad esso viene data la denominazione di "corpus" mentre se si tratta solo di parti o frammenti si parla di reliquie "ex  ossibus". Il codice di diritto canonico,di cui vedremo più avanti la disciplina attuale per il culto delle reliquie, divide le stesse in” reliquiae insignes" ( corpo,capo ed arti di santi o beati nonchè quelle parti del loro corpo  che hanno subito il martirio purchè si tratti di parte“ intera e non piccola” pgf 2-), “reliquiae non insignes" ( corpi privi di testa e arti), “reliquiae notabiles" (mani e piedi) ed infine le”reliquiae exiguae" (dita e denti). Accanto a queste reliquie definite "primarie" vanno aggiunte quelle ottenute per contatto chiamate in passato con nomi quali "brandea,memoriae,nomina,sanctuaria,ecc.” e che oggi vengono comunemente definite “secondarie”.

Il culto delle reliquie si  è venuto affermando fin dai primi passi della cristianità e la Chiesa (inizialmente gli Apostoli e i loro successori) accettò e permise di venerare le reliquie dei martiri come segno di pietà per i fratelli che avevano versato il loro sangue per Cristo.

L'idea che toccare il corpo di un santo o anche solo le sue vesti potesse consentire  "di partecipare alla sua santità ed alla sua grazia",come ebbe a dire S.Basilio,ottenendo benefici non solo spirituali, è d'altra parte documentato negli stessi Vangeli e negli Atti degli Apostoli.

"Or una donna,che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto..........udito parlare di Gesù venne tra la folla alle sue spalle e gli toccò il mantello. Diceva  infatti 'Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello sarò guarita' . E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male" (Marco  5/28) e ancora nella terra di Genesaret "E dovunque giungeva in villaggi o città o campagne,ponevano  i  malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello e quanti lo toccavano guarivano (Marco 6/56).

Anche dopo la morte di Gesù  i primi fedeli (a Gerusalemme) si rivolsero agli Apostoli  con la stessa fiducia: " Intanto andava aumentando il numero di uomini e delle donne che credevano nel Signore  fino al punto che portavano gli ammalati  nelle piazze ponendoli su lettucci  e giacigli perchè quando Pietro passava anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di  loro " e, ad Efeso , “Dio intanto operava prodigi per opera di Paolo al punto che si mettevano sopra i malati i fazzoletti o grembiuli che erano stati  a contatto con lui e la malattia cessava"( Atti degli Apostoli 5/15 e 19/11).

 

Dopo le prime persecuzioni la stessa Chiesa fece costruire i suoi altari sopra i sepolcri dei martiri a protezione dei quali vennero poi erette costruzioni che col tempo divennero vere e proprie basiliche denominate "basilicae o ecclesiae ad corpus" cioè erette sul luogo del sepolcro come quella fatta costruire da Costantino al Verano sul sepolcro di San Lorenzo o come quelle più tarde di S.Alessandro sulla via Nomentana o di S.Apollinare a Ravenna.

Il  pericolo che si finisse per innalzare altari e basiliche ai martiri trasformando la venerazione in adorazione costrinse S.Agostino ad intervenire nel  255  precisando che "Quando noi  offriamo il Sacrificio presso i sepolcri  dei martiri non è forse a Dio che l'offriamo ? Senza dubbio i Santi martiri hanno un posto d’onore tuttavia essi non sono adorati al posto di Cristo…..”.

Gli abusi e le esagerazioni soprattutto sul continente africano con la costruzione di altari eretti ovunque furono riprovati da un Concilio tenutasi a Cartagine nel 401  in cui venne stabilito che tali  "memoriae" si potevano erigere unicamente dove si trovava il corpo di un martire o una sua reliquia ovvero una tradizione assolutamente sicura ("fidelissima  origine") stabilisse la sua casa o il luogo del  suo martirio.Fu in questo Concilio che venne introdotto il canone cosiddetto "Item placuit"  che prescriveva che tutti gli altari contenessero reliquie,regola  in parte osservata sino  a qualche anno fa nella consacrazione degli altari.

Il ritrovamento della Santa Croce avvenuto secondo la tradizione nel  326  ad opera di Elena,madre dell'imperatore Costantino,diede grande impulso alla venerazione delle reliquie.Particelle della  Santa Croce si diffusero in tutto il mondo cristiano insieme ad una infinità di altre testimonianze provenienti dai luoghi santi come pietre,terra,oli ed  oggetti vari di cui avremo occasione di trattare nella parte dedicata all'autenticità delle reliquie.

Il bisogno di possedere reliquie,di proteggere quelle esistenti nonchè il ritrovamento nelle catacombe dei corpi dei martiri , ha dato luogo al fenomeno detto della "traslazione" che ebbe,come vedremo più avanti ,un particolare incremento nel medioevo.

Con lo sviluppo del cristianesimo in tutta Europa e conseguentemente  con il crescere della  richiesta si pensò di smembrare i corpi dei santi ; inoltre il ritenere che gli oggetti da loro posseduti in vita  o comunque venuti in contatto con il loro corpo o la loro tomba avessero lo stesso valore dei resti mortali facilitò la moltiplicazione delle reliquie che vennero ricercate soprattutto per le dediche delle nuove chiese.Venne così dato vita ad un commercio delle reliquie in cui si inserirono veri e propri professionisti tra cui il più noto o quantomeno il più citato risulta essere un certo Deusdona diacono appartenente al titolo di S.Pietro in vinculis che operò a Roma nella prima metà del secolo IX e che pare abbia fatto passare per corpi  di insigni martiri romani anche ossa prelevate nei cimiteri dell'Urbe.A Deusdona viene attribuita,dietro lauto compenso,la translazione,avvenuta pare con il consenso strappato al Papa Eugenio II°,della salma di San Sebastiano da Roma a Soissons in Francia.

Contro tali commerci ed abusi si espressero il IV Concilio Lateranense del  1215, quello di Trento (1545-1563) nonchè un secolo più tardi Clemente IX che, dopo un decreto del 1668, in data 6 luglio 1669 istituì un'apposita congregazione "indulgentiis sacrisque reliquiis praeposita".

Nonostante gli sforzi della Chiesa il commercio delle reliquie non fu mai completamente abbandonato."Una delle più sconcertanti vendite di reliquie" come la definisce James Bentley nella sua opera "Ossa senza pace" (Ed.SugarCo),fu la vendita , da parte dell'imperatore Baldovino II°,di quella che era considerata la corona di spine di Gesù, prelevata a Costantinopoli da due emissari del re di Francia Luigi IX in cambio di 10.000 hypobares (monete d'oro in uso nell'Impero d'oriente) e portata a Parigi il 19 agosto 1238 dove pochi mesi dopo fu trasferita a Saint Denis.Una successiva controversia sulla proprietà costrinse poi il re francese a versare ancora a  Baldovino 21.000 libbre d'argento per aggiudicarsi definitivamente la preziosa reliquia.

Oggi il culto delle reliquie viene disciplinato dal Codice di diritto canonico e dai decreti  della Sacra Congregazione dei Riti.

Ma chi erano i Santi i quali stabilivano un contatto tra il cielo e la terra ed il cui culto si svilupperà attorno al corpo,alla tomba e alle reliquie ?

Secondo  J.Le Goff,nella sua presentazione del libro "L'uomo medievale" (Ed.Laterza) "Il santo in un primo tempo è stato il martire;nell'alto medioevo è stato influenzato dall'asceta orientale e in seguito,il più delle volte,si è incarnato nei potenti: il vescovo,il monaco,il re o il nobile.Poi dai secoli XII-XIII in avanti si è passati sempre più dalla santità  'di funzione' alla santità attraverso l'imitazione di Cristo.Dapprima 'professionale' il santo si è in seguito affermato tra gli uomini 'comuni'. Gli bastava nei limiti del possibile realizzare l'ideale della vita apostolica e della perfezione evangelica.Alla fine del Medioevo un numero crescente di Santi si è imposto con la parola ispirata e con la visione. Anche se a partire dalla fine del XII° secolo la  Chiesa ha controllato la canonizzazione dei Santi,il popolo è rimasto per tutto il  Medioevo 'un creatore di santi' ".  L’idea di un patronato speciale esercitato dai servi di Dio sul luogo dove si trovavano le loro reliquie ebbe grande sviluppo tanto che a partire dal XIII° secolo l’aspirazione al “patrono” si  ampliò estendendosi a tutte le comunità.

Questa evoluzione verso una crescente spiritualizzazione della nozione di santità - come sottolinea A.Vauchez nel suo saggio sui Santi - fu accentuata dalla procedura di canonizzazione  che giunse a riservare  al Papa il diritto esclusivo di decidere in ultima istanza a questo proposito.

La manomissione da parte della Santa Sede delle cause di santificazione si accompagnò all'istituzione di un controllo sulle virtù ed i miracoli dei servi di Dio sottoposti ad un attento esame della curia previa testimonianza di coloro che li avevano conosciuti ed avevano beneficiato della loro intercessione.

Si vennero quindi a creare in Occidente due categorie di  Santi: quelli che,approvati e riconosciuti come tali dal Papa, potevano essere oggetto di un culto liturgico e gli altri che dovevano accontentarsi di una venerazione locale.

Per ovviare in parte a tale anomalia, con la costituzione Caelestis Hierusalem Cives del Papa Urbano VIII°, la Santa Sede,nel 1634,avocò esclusivamente a se' l'approvazione dei culti provvedendo al riconoscimento giuridico (detto anche conferma di un culto) di quelli formatisi antecedentemente a partire dal pontificato di Alessandro III° (1158).

 
 
 
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