"Scrivere è qualcosa di intimo, più intimo del sesso, quello lo si fa uno incastrato all'altro,
si fa senza studiare il corpo che si ha di fronte, dentro. Scrivere è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi spogliare così, nudi e in piedi, pieni di difetti di carne."

Ricordo il mio primo amore.
Avevo dodici anni, lui quattro anni in più di me.
Ricordo il primo bacio e l'emozione tremenda che ho provato.
Tremavo. Ho tremato poche volte davanti a un uomo.
Ovviamente ricordo anche tutti i litigi, le volte che ci siamo detti "addio" e poi i ritorni. Tornava dopo un po'. Ed io ero la ragazza più felice del mondo.
Ma la cosa che mi piaceva di lui è che parlavamo tanto.
Passavamo ore a parlare. La sera, arrivava con il motorino e si fermava vicino casa, appena sentivo il rumore, sgusciavo fuori e rimanevamo una o due ore a parlare. I suoi baci sapevano di fragola.
Ho sempre avuto bisogno di parlare con un uomo. Fin da piccola.
Ho sempre avuto bisogno di instaurare un rapporto che andasse oltre l'attrazione fisica.
E' successo con lui e poi con il ragazzo con cui sono stata sette anni.
I miei legami più forti sono stati caratterizzati prima di tutto dal dialogo.
Sono questi due uomini (oggi sono uomini)... sono solo loro due
che hanno visto tutto di me. Che mi conoscono.
Per loro ho scritto lettere lunghissime
e a loro, solo a loro ho dato la parte più intima della mia anima.
Ho scritto anche ad altri due, ma a loro la lettera non l'ho mai data. Con loro non parlavo molto. Sentivo troppa distanza mentale.
Ecco quello che cerco oggi. Quello che ho scoperto mancarmi ora.
L'ho scoperto questa sera.
Io voglio un uomo con cui parlare e a cui poter scrivere lettere lunghissime. Un uomo con cui far l'amore e mostrarmi nuda completamente, senza limitazioni.