Creato da Lady_Juliette il 07/02/2011

Lady Juliette

Giochi e Gare di nuovi Autori da conoscere su pensieri, prosa, poesia, racconti. . . tutti meravigliosi respiri di parole dell'anima, tutti vincitori nella creatività, nei contenuti, nelle forme e nella fantasia, nell'impegno e nel donare parti della propria anima nella complessità dei vari giochi, dove sanno creare composizioni che donano emozioni, riflessioni e unione di sentimenti. Momenti condivisi dall'amore per la scrittura, dalla bellezza dei pensieri come abbraccio al sentire altrui che unisce nel sentirsi parte della meraviglia della creatività umana.

 

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Gioco Immagine

Post n°889 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da Lady_Juliette
 

 

 

 

 

 

 

 


 

E’ alta l’acqua a Venezia. Le gondole approdano a San Marco e sfuggono dalle saracinesche abbassate dell’Harry’s Bar e del Florian per raggiungere le osterie dei campi verso l’Arsenale.
Umido ovunque in un cielo più nero che grigio. Una Venezia per pochi.
El Limba, il Saccagna, il Niagara e il Virgola sanno bene che oggi non intascheranno nessun ducato. Troppo pericoloso il vogare sul Canal. Meglio farsi un’ombra de vin e quattro chiacchiere e tirar tardi.
Ogni passo un tonfo, ma non è certo l’acqua che fa paura a un gondoliere.
Fra le calli deserte risuonano solo le voci chiassose dei quattro. Il Virgola cammina. E’ un’anomalia fra i gondolieri. Magro, tanto che quando rema pare proprio una virgola, muto come nessuno in laguna.
All’incrocio fra due calli appare una figura, scura più dell’aria attorno. E infreddolita, con un filo di voce chiede:
“Buongiorno signori, qualcuno di voi mi può accompagnare al Cannaregio per il Canal Grande?”
Il Niagara risponde secco: “Buongiorno signora, gnanca par morte morir.”
Rincara la dose il Saccagna: “Ma te vien dal Dòeo?”
El Limba chiude: “Ma ti vien da Maroco?”
Il Virgola la guarda bene. Cercando lo sguardo nascosto dal cappuccio del mantello intravede un prezioso ricamo di seta bianca sul volto:
“Vi porto io Signora, ma non si passa dal Canal, raggiungeremo il rio di san Zulan, poi per il rio di Santa Caterina entreremo nel rio della Misericordia, infine dovrete andare per calli.”
“Ma ti ga' ea lola? Virgola!”
“Eà se onga eà regata, Niagara.”
“Zè fora de vada, Virgola. N'demo a la furatola a magnar?”

“Allora Signora, cosa avete deciso?”
“Va bene come proponete voi, vi ringrazio Virgola. Ho casa dove il rio di San Marcuola entra nel Canal Grande, potrete portarmi direttamente a casa”
“Co rivo rivo si può fare”
Tornarono a San Marco. “Prego Signora, salite e riparatevi nella felze”
Il remo taglia l’acqua sia quando affonda nei rii, sia quando fluttua nell’aria. Virgola non guarda nemmeno per un attimo la Signora. Umidità che è quasi pioggia. Un viaggio che vale una giornata di lavoro, un remare dentro un labirinto che il Virgola conosce a memoria. Il movimento lento della voga disegna curve nell’aria, un gesto che rapisce la mente della Signora e gli occhi non si staccano più dalla figura a poppa. Oggi l’acqua è un deserto. Nessun incontro in questa triste e muta Venezia.
Arrivati a destinazione la Signora salda il conto al Virgola.
“Virgola, siete tutto bagnato, dovete tornare indietro, inutile che aspettiate qui, sapete bene che, con questo tempo, non troverete nessun altro cliente per coprire la corsa di ritorno. Vi ci vorrà un’altra ora abbondante per rientrare, un'altra ora immerso in questa acqua, accettate l'invito nella mia casa, giusto il tempo per scaldarvi, sarete mio ospite, vi preparerò una bevanda calda.”
“Avete ragione Signora. Per fare questo viaggio a tutti i costi, sto rischiando di buscarmi un malanno e perderei i prossimi giorni di lavoro. Accetto, fatemi strada.”
Le tende la mano per farla scendere direttamente sui gradini che danno sul Canal Grande e spariscono dietro il portone.
Del seguito il Virgola ricorda poco: il caldo della casa che asciuga l’umido delle ossa, il vapore della bevanda e dentro il vapore, lei, che gliela offre.
Ha indosso ancora il mantello.
Fra le mani un vassoio d’oro zecchino e una tazza di te fumante.
Lo appoggia su un tavolino.
Scioglie il laccio sotto il mento.
Resta solo col prezioso ricamo di seta bianca.
“Se volete vedermi il viso, non vi resta che togliermi il pizzo. Ve lo siete meritato.”


Sìe ore ea cresse, sìe ea càea.
Gondole di carta come desideri d’acqua ormeggiati ad un lampione.
Così è Venezia, acqua alta, sorpresa e mistero.
 
Essayer



Il mio cuore di carta
 
tra torbide acque
è il mio vagare
e mai scampo né tregua
ho, in conflitto
d'onda
il mio cuore di carta
fluttua agitato

il vento a strattoni
mi soffia feroce
giorni di disperati
turbini, ognuno
rimane un relitto
disperso e affannato
che dimena muscoli e fiato

oltre i pensieri
assenti, un faro s'erge
come un fantasma
di ciò ch'eravamo stelle di vita vera
prima di perderci
qui, in alto mare
mentre incombono nubi
che disegnano il quadro
di questi tempi
dipinti di buio dal buio
 
Lady_Anima




Confini di tempo

Come un turbine di vento
gli anni, le stagioni, le speranze
i silenzi
mulineranno, improvvisi, intorno a me
immobile
nella nuova, livida, sicura percezione
della vita
lasciata ormai alle spalle.

Più labile del guizzo
di una lucciola nel buio
mi parrà
il tempo consumato.

Allora si leverà, improvviso
un vento freddo
-il soffio del dio del mutamento
giunto dal passato a reclamare
ciò che gli appartiene-
e le prime folate di vento
tra lampi di illuminazione
e di dolore
spingeranno la mia fragile barca
nell'oscuro tumultuoso mare
solo la fragile corda del pensiero
mi terrà, per un attimo
sospesa all'ultimo barlume
di luce
che lento sparirà tra le onde
della mia vita mortale
ai confini del tempo
 
Strega_Morgause
 
 
Ormeggi

C'è qualcosa che ci fa di carta i corpi
Forse quel grumo di grisaglie sofferte all'orizzonte
vezzo impunito tra più sfumate volute
Legati ci fa sentire ad un lampione
galleggianti nel deserto acquoso cittadino
luccicanza nel mare inconscio tracimante...
E dire che luccichii e balenii fanno di noi esseri luminosi
disperse nel cielo anime d'altri mondi
ma con le membra saldamente ancorate e a mollo
strattonate dalla risacca strafottente...
E'un qualcosa che ci vuole opposti
ognuno per un senso cardinale
assi cartesiane sentimentali
vettori per mancati incontri
statisticamente ellittiche
tra l'una e l'altra le curve


 Woodenship

 
 

Luce nella Notte

E’ in questa notte
Grigia di nebbia che il battito opprime,
nera d’essenza
Che una ad una, io, taglierò le cime
Ed ogni pensiero
Come barca alla deriva
troverà il destino suo.

Sento vita questa notte
la serena calma di un’alba sicura
il batter d’ali sulla schiena
nella nebbia del tempo
farsi distinto, crescente.

Taglierò cime
Così che il lume viva
E risplenda, come diamante puro
E da lontano lo si veda
Nella notte …
In questa notte
Nera.

Across.The.Shadows

 


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Commenti al Post:
paperinopa_1974
paperinopa_1974 il 09/02/15 alle 15:46 via WEB
hola Simona che piacere che hai postato ti abbraccio forte forte tutto a posto cosa hai fatto in tutto questo tempo ti sei fatta i soldini? buon inizio settimana tante belle cose un sorriso qua qua..
 
ilmondodiiside
ilmondodiiside il 10/02/15 alle 09:16 via WEB
UNA BARCHETTA DI CARTA 10-02-15 Cercare la luce, anche di un lampione col singhiozzo, nell’ oscurità più nera di un pozzo, quando nessuna stella riluce. Trovare approdo e come marinaio sapiente stringere un nodo sperando sia resistente… Barchetta di carta, in balia delle onde nel fortunale che imcombe. Violenza che rompe e squarta: breve riparo, e tornar presto su quel sentiero amaro… Bentornata R@ss
 
Essayer
Essayer il 16/02/15 alle 14:20 via WEB
Vi ringrazio per avermi tenuto qui da voi.
 
Hellah2
Hellah2 il 19/02/15 alle 14:35 via WEB
Si legano i pensieri fra luci di una notte di lievi onde...dondolano i legami tra sogni e realta', bagnandosi di ricordi non lontani...li si accendeno i disegni di ogni poeta. --<<@
 
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