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« Messaggio #57Tre mete della FranciaL... »

L'Italia torna in Francia:spettro cucchiaio di legno

Post n°58 pubblicato il 08 Marzo 2008 da angelo190
Foto di angelo190

PARIGI (Francia), 8 marzo 2008 - E' una vigilia
tranquilla quella che accompagna l'Italia verso la sfida alla Francia
per il quarto turno del Sei Nazioni. Stamattina gli azzurri hanno
svolto il tradizionale Captain's Run in uno Stade de France illuminato
dal sole, ma è probabile che domani, durante il match, piova. Nel
quindici voluto da Nick Mallett non ci sono novità: sono quattro i
cambiamenti rispetto alla formazione travolta dal Galles quindici
giorni fa. Robertson, smaltito l'infortunio che gli ha fatto perdere la
trasferta di Cardiff, torna all'ala al posto di Sgarbi, Zanni
sostituisce in terza linea lo squalificato Mauro Bergamasco, annunciato
spettatore in tribuna, Bortolami torna titolare dopo sei mesi e in
seconda rimpiazza l'infortunato Dellapè, infine in prima Lo Cicero
riprende il "suo" posto con Perugini almeno inizialmente in panchina.


LE PAROLE - "Sapevamo sin dal
via del Torneo che avremmo dovuto affrontare tre trasferte molto
impegnative - dice Mallett - contro la Francia corriamo gli stessi
rischi affrontati contro il Galles. Entrambe le squadre muovono in
fretta la palla, vanno in velocità, al largo e in profondità. Speriamo
che gli errori commessi due settimane fa ci siano serviti da lezione.
Questa Francia è abbordabile? Sbagliato. Chi gioca, merita: non
dimentichiamo che, come prova il comportamento di certe squadre nelle
coppe europee, il loro campionato è di altissimo livello e che il loro
serbatoio è pressoché illimitato. Lievremont ha scelto tanti giovani,
ma è tutta gente di valore e sono certo che stia facendo alcuni
esperimenti per poi tirare le somme e arrivare a un gruppo definito di
25-30 giocatori col quale guardare al futuro".


I GALLETTI - All'apparenza, in
effetti, il gruppo dei convocati transalpini appare quasi quello di una
seconda squadra. Addirittura cinque gli esordienti, tre titolari: il
centro David (Bourgoin), il flanker Diarra (Montauban) e il pilone
Barcella (Auch). Quasi debuttanti sono anche l'estremo Floch e l'ala
Melzieu. All'apertura il giovanissimo Trinh-Duc. "La Francia non va mai
sottovaluta - dice capitan Sergio Parisse - pensiamo a noi stessi,
piuttosto. Ci serve una reazione, simile a quella dello scorso anno
quando, dopo il k.o. interno proprio contro i Bleus, abbiamo tenuto
testa all'Inghilterra a Twickenham e poi abbiamo superato Scozia e
Galles". Parisse, come Mirco Bergamasco e Lo Cicero (i primi in forza
allo Stade Français, il terzo al Racing), giocherà praticamente in
casa: "In giugno - ricorda - in questo stadio ho vinto il titolo
nazionale. Sarebbe bello rivivere una giornata come quella...". Non
sarà facile. Anche i precedenti parlano chiaro: gli azzurri, di 28
scontri diretti, ne hanno vinto uno solo, quello memorabile di Grenoble
1997. In palio il trofeo Garibaldi, dal 2007 a premiare chi si
aggiudica la sfida nell'ambito del Sei Nazioni: la Francia cercherà la
vittoria per continuare a inseguire il successo nel Torneo, l'Italia
per allontanare lo spettro del cucchiaio di legno.
( da Gazzetta.it)

 
 
 
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