Si, ne sono consapevole: ci sono parole che non si possono dire. Sono fatte per essere tenute nascoste sotto il mantello che ci protegge dai guai che incontriamo ogni giorno, per non aggravare la nostra già precaria situazione.E questo lo sai anche tu.Entrambi siamo consapevoli di quello che vivi. Una cosa che ti incuriosisce, che ti fa sentire importante, ma che illumina la tua vita come una debole lucerna. Sì non si tratta del sole, quello si riconosce ancora prima che spunti da dietro l'orizzonte, ma è pur sempre qualcosa di buono, di emozionante, di vivo.Pero' non puoi ammetterlo, non con me. A dirla tutta già fai fatica a far convivere te stessa con questa nuova situazione, della quale ancora non sei riuscita a trovare una definizione, figuriamoci come potresti spiegarmi che, nonostante io sia stato sole che brucia sulla pelle, adesso sembri preferire una piccola lanterna.Non è facile, ma preferirei saperlo. A cosa mi serve sperare di poter tornare a splendere sopra quella terra che non dimentichero' mai?E' vero, sono un angelo senza più le ali.Ma ricordo bene cosa si prova quando voli lassu', tra le nuvole.E stavolta non mi faccio ingannare.Buona fortuna.