Lo guardo, mentre scende veloce dalla bici per infilarsi dentro al ristorante.
Fuori dal locale ho la possibilita' di osservare tutta la scena, mentre la solita philip morris cede nicotina calmante in cambio di sei minuti di questa strana, indecifrabile, vita. Cazzo, fa un freddo cane ma la bottiglia di rosso di Montalcino aiuta certamente a sopportare la temperatura prossima allo zero, mentre il resto lo fa quel "fungo" che emette un calore persino troppo arrogante per i miei gusti.E' sicuramente andata peggio a lui, probabilmente cingalese, senza guanti, in bici e senza nettare di bacco nelle vene. Vabbe', pazienza...non gli ho certo ordinato io di lavorare stasera. E poi ho gia' le palle abbastanza girate di mio per caricarmi anche dei problemi altrui.Il mio sguardo attraversa la porta a vetri del locale: il giovane ragazzo dalla pelle scura e i modi gentili passa tavolo per tavolo ad offrire le sue rose alle coppiette che stanno cenando a lume di candela dentro il piccolo ristorante.Gli è andata bene stasera, ma non mi stupisce più di tanto: riesce a piazzarle tutte eccetto una che gli rimane tra le mani mentre con lo sguardo cerca quale potrebbe essere l'ultimo acquirente che sancirebbe la fine della sua serata lavorativa.Non lo trova, così, felice ma con una leggera punta di rammarico, lascia il locale dopo aver ringraziato il gestore e si ritrova davanti a me.E' in quel momento che lo blocco.- Guarda, l'ultima te la prendo io...la mia ragazza mi sta aspettando dentro e voglio farle un piccola sorpresa-. E porgo senza farla troppo lunga un biglietto da dieci euro senza la minima intenzione di prendere il resto."Al Diavolo" penso, "di tutti quelli che ho visto in giro stasera è il primo che mi sembra veramente meritare qualcosa...e poi odio la contrattazione quando si tratta di fare un regalo ad una donna".Lui mi guarda un po' stupito, si accorge che sono ubriaco ma capisce che sono serissimo.Per un istante esita se dirmi o meno che dentro non c'è nessuna donna ad aspettarmi, nessun tavolo per due, ma solo una tovaglia apparecchiata in un angolo isolato con sopra un bottiglia di rosso vuota e gli avanzi di una tagliata alla rucola.Poi accetta il mio copione, mi sorride e mi dice:- Tranquillo amico, gli affari sono andati bene e la rosa te la regalo. Fai gli auguri di buon San Valentino alla tua ragazza anche da parte mia-.Così sale in bici e sparisce veloce tra le vie del centro, neppure fosse un'illustrazione uscita da un fumetto di Dylan Dog. Da un numero di "quelli belli" pero'.Ma Signore e Signori, vi assicuro che è realmente esistito. Ho le prove.Accanto a me ho ancora la rosa.Buona fortuna.