Esiste una piccola insenatura, la cui spiaggia è fatta di sabbia bianca e finissima. E' delimitata da grandi e forti montagne che si gettano nel mare e che la proteggono dagli agenti atmosferici.Lì l'acqua è di un azzurro intenso, calda e pieni di pesci colorati dalle forme piu' incredibili.Questo luogo si trova nel punto piu' riparato del cuore, al sicuro dalle correnti insidiose e dai venti incostanti e volubili, dove è ancora possibile far crescere qualcosa di puro, bello, prezioso.In questo spazio l'aria ha il profumo salato del mare e l'odore gentile degli splendidi e tenaci fiori della macchia mediterranea che addolciscono le spine dei bassi cespugli cresciuti in prossimita' della spiaggia.Ed è proprio su quella sabbia che ho tracciato e trascritto i momenti piu' importanti della mia vita.Ci sono date, nomi, luoghi, lacrime e corse senza fiato. Lì è possibile leggere capitoli così avvincenti da dubitare addirittura che si tratti della mia vita.C'è la storia di un giovane uomo che si è scoperto cavaliere innamorato e che ha combattuto per i suoi ideali sino allo stremo delle sue forze. Puoi leggervi sorrisi che hanno aperto mondi, parole che si sono impresse a fuoco nell'anima e baci rubati ad amori impossibili nella tenue luce del crepuscolo.Ci sono poesie, tante poesie, che le sensazioni hanno scritto istante dopo istante a Muse dalla voce gentile, dalle mani affusolate, dagli sguardi sfuggenti.E' un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, che esula dalle logiche del mondo dei furbi e degli arrivisti ed è raggiungile solo volando.Un volo da fare sulle ali di emozioni forti, candide, inattacabili dal marcio delle cose che non vanno, delle vite che non vengono come vorresti, dei sogni che si infrangono sugli scogli di una costa frastagliata e insidiosa.Ma stanotte ho barato.Invece di usare quelle ali forti, ne ho usate altre. Sono fatte di illusioni, di perversione, di sporcizia dell'anima. Come propulsione usano sostanze artificiali, pericolose, che annullano coscienza e volonta' portando la merda che ho dentro a spasso su correnti ascensionali che non dovrebbero neppure esistere.Mi sono così ritrovato a poter osservare quella sabbia testimone dei momenti speciali della mia vita e ho pianto.Il tenue e tiepido vento, trasformatosi in aria di tempesta, aveva infatti cancellato ogni traccia, ogni nome, ogni data.Nessun segno dei momenti importanti, ma solo un grande spazio vuoto: una sorta di splendida e perversa lavagna artificiale pronta a ricordarmi, con la sua inadeguatezza, la mia incapacita' di fronteggare le problematiche del cuore.Sgomento, paura, tristezza si sono subito impossessati di me. Potevo permettere davvero che tutte le cose belle venissero cancellate ed ingoiate da aride ventate di solitudine dell'anima?Solo in quel momento ho capito che è tempo di ripartire, di tornare a tracciare le storie che fanno sentire vivi, di provare ancora a mettersi in gioco.Così ho preso un piccolo ramoscello, mi sono portato dove la sabbia è solo sfiorata dalle onde ed ho scritto il titolo del primo capitolo del nuovo libro.Il mio nome.La Fata che mi guardava poco distante, sospesa a mezz'aria, mi ha sorriso e poi è sparita.Buona fortuna.