La penombra mi avvolge, mentre nel silenzio totale riesco a percepire il leggerissimo crepitìo del sottile bastoncino di incenso alla lavanda che brucia all'altro estremo della stanza. Il suo fumo sale perfettamente perpendicolare verso l'alto: non un filo d'aria penetra nel mio rifugio. Sono in una camera asettica, isolata dal mondo e dimenticata da Dio e dagli uomini. Sono completamente al sicuro.Questo luogo così inaccessibile e segreto è il teatro di una ricostruzione.Ebbene sì, il mosaico è andato in mille pezzi, frantumato dalla velocita' di rotazione di un mondo che è sfuggito al mio controllo e che ha preso il sopravvento sulla mia esistenza.Sino a che è stato possibile ho cercato di tenere i pezzi uniti con la forza delle mani, del fiato, del cuore.Ad un certo punto pero' le mani ricoperte di ferite e con le unghie rotte non hanno piu' saputo resistere, il fiato è diventato irrimediabilmente corto e il cuore ha smesso di battere. Almeno per un po', il tempo necessario a farmi ritrovare col culo per terra.I piccoli, meravigliosi pezzi sono caduti uno dopo l'altro, staccandosi dal muro del lungo corridoio che percorro passo dopo passo ogni giorno e che rappresenta la mia vita, lasciandomi così in contemplazione del nulla piu' assoluto.Quando i trenta cominciano ad affacciarsi all'orizzonte, diventando molto di piu' di una sensazione, inizi a sentire parlare di fantomatici "crolli", che colpiscono uno dopo l'altro un po' tutti. Ovviamente non presto mai ascolto ai profeti di sventura, sicuro che mei non possa succedere e che, anche nel caso, saprei reagire.Io poi, "quello che va di corsa", che "è meglio se non mi fermo altrimenti ho tempo per pensare e sono guai", che "tanto ho cuore, gambe e polmoni meglio di Gattuso" e che "le cazzate dell'anagrafe mi sono indifferenti" mai mi sarei immaginato di trovarmi di fronte ad una simile situazione.Ed invece, ora che provo a rialzarmi e che ogni passo in avanti è ritmato dal rumore dei frammenti che si sgretolano sotto i miei passi, ebbene ora, mi accorgo della stupidita' di un simile comportamento.Non ascoltare se' stessi è sbagliato, lo sapevo. Ma nonostante questo ho dovuto collassare e sbattere violentemente a terra per capirlo.Se non avessi visto la mia vita cadere frammento dopo frammento, evidentemente, non sarei mai riuscito ad afferrare tutto questo.Accidenti, da quanto tempo tenevo i pezzi uniti col sangue come collante e non lo sapevo! Non oso neppure immaginare quanto abbia dovuto pompare il mio cuore per riuscire a mantenere la pressione sufficientemente alta per non stramazzare...almeno sino ad oggi! E quell'acido che corrodeva lo stomaco, giorno dopo giorno, sino a consumarlo...Ma ora mi è stata offerta la possibilita' di cambiare. O almeno di provarci.Esiste la possibilita' di ricollocare i pezzi sul muro spoglio, stavolta con un ordine nuovo, mio, che mi appartenga e che mi esprima.Prendo il primo pezzetto in mano, è di forma vagamente triangolare e di un bel colore azzurro cielo.Mi ricorda il tetto del mondo che ho visto steso sull'oceano a Cabo de Roca, il punto piu' a est del Vecchio Continente.Lo osservo ancora, lo sfioro un po' e dopo averci pensato ancora un istante lo colloco alla base del nuovo mosaico.Voglio ripartire da qui, dal cielo che si getta nel mare come un Angelo Caduto si potrebbe lanciare nelle profondita' della terra.E' il primo tassello, la chiave di volta, il punto di svolta.Sorrido, raccolgo un po' di terra inumidita, basta col sangue, ed inizio a creare qualcosa di nuovo.Per cominciare vorrei realizzare un sorriso di donna.Chissa' se ne sono ancora capace?Voglio provare subito, non c'è un attimo da perdere.Il Bianconiglio è gia' sparito dietro l'angolo...Buona fortuna.