Angelo Ribelle

Le Tre Stelle


Come potrei non parlare di loro: Francesco, Marco, Luca.Tre costellazioni luminose del segno della vergine, così brillanti da poterle chiaramente vedere nelle limpide sere d'estate, quando nell'aria il profumo dei fiori si mescola col baccano di feste lontane al sapore di Martini e gambe brunite dal sole.Tre sogni attesi, desiderati, cercati, da tre coppie che hanno convogliato su di loro tutto l'amore di questo mondo per farli nascere e crescere. Sacrifici trasformati in gesti naturali, privazioni leggere come l'aria.Tre storie meravigliose, tanto belle da essere onorato di poter vivere da "testimone attivo" della loro esistenza. Splendido il rapporto che ci lega, indistruttibile quel filo scarlatto che ricorda ad ognuno di noi quel legame così solido ed invisibile al resto del mondo.Francesco è un ragazzone alto e grosso, dal sorriso contagioso e la risata squillante. Si sta avvicinando ai trenta e conta di diventare avvocato entro pochi mesi. E' orfano di padre, scomparso quando ancora era bambino, ha i piedi per terra e non è fidanzato. Oh, sia chiaro, potrebbe avere quasi tutte le donne del pianeta se solo avesse "voglia", ma è pigro e preferisce stare coi suoi amici a parlare di cazzate sorseggiando una birra. Lui è sempre stato così, ha sempre messo gli amici al posto principale. E la cosa non è mai piaciuta alle sue fidanzate...Nelle notti di luna Fra sogna il padre, il suono che ricorda della sua voce, la gestualitaì delle mani. Lo fa così spesso perche' non vuol perdere quelle schegge di memoria così importanti, per non far spegnere la fiammella del lumicino che rischiara gli angoli periferici e paurosi dell'esistenza, quegli angoli nei quali talvolta capita di entrare e che lasciano profondi turbamenti.Marco ha venticinque anni, lavora come commesso in un supermarket e per arrotondare da' lezioni private di tango argentino. E' un ragazzo che non conquista quasi mai al primo sguardo, ma che grazie alla cura maniacale che ha di se' a ai modi gentili riesce a compensare alla grandissima questa "lacuna". Anche per questo è il consulente d'immagine del gruppo.Non potete immaginare le risate che facciamo tutte le volte che ci racconta delle clienti che vengono a prendere lezioni private a casa sua e che poi gradirebbero una lezione, per così dire, "completa". Tutte le volte deve inventarsi qualcosa, dal fatto che sta aspettando gente a che la sua fidanzata è nell'altra stanza, dal fatto che lui crede nella castita' prematrimoniale a che non ama mescolare scopate  e lavoro. La realta' è invece molto piu' semplice: Marco non solo è gay, ma anche felicemente fidanzato con un suo collega che pero', non avendo ancora fatto outing coi genitori, lo lascia solo nel piccolo bilocale alla periferia di questa citta' conquistato barattandolo contro la liberta' dei prossimi trent'anni che verranno.Nelle notti di luna sogna una vita facile, col suo compagno, alla luce del sole. Si vergogna un po', ma pensa anche che sarebbe bello avere un figlio e poterlo crescere lontano dai pregiudizi e dai luoghi comuni. Marco è consapevole che si tratta di utopia ma in quei brevi momenti artificiali che la mente crea è felice, felice veramente.Luca ha un'eta' intermedia tra i primi due amici e un passato burrascoso alle spalle. Ha avuto guai con la droga, sua compagna fissa sin dagli sciagurati anni dell'adolescenza e piu' di una volta ha rischiato di farsi male, molto male con quella roba.I suoi genitori sono persone splendide, ma totalmente incapaci di capire il suo disagio. Come è possibile ridursi così quando sei il rampollo di una famiglia decisamente benestante? Cioe', non faticherei a capire se tu fossi orfano di padre, o peggio finocchio, ma tu mio caro Luca cosa desideri di piu' dalla vita? Cos'altro puoi desiderare?Luca non ha mai chiesto niente al Fato, non ha mai espresso un desiderio, non ha mai guardato una stella cadente sospirando. Non l'ho mai sentito implorare aiuto neppure quando altre volte ha rischiato di non farcela. Ha passato la sua vita sentendosi colpevole di quello che aveva, caricato di una responsabilita' che non desiderava e di aspirazioni che non gli appartenevano. E' anche per questo che si è sempre trovato bene con Francesco e Marco: il filo di una qualche forma di disagio e di "disubbidienza" alle consuete regole li univa. E lo faceva stare bene.Nelle notti di luna Marco sogna un mondo dove il padre non gli rinfacci le responsabilita' che non si è preso ma si limita a sorridergli, magari mentre fanno una passeggiata in campagna o una partita a carte. Sogna semplicita' in questo mondo, senza dover necessariamente fuggire a cavallo di sostanze verso l'annullamento della volonta' e della ragione, in quel luogo metafisico dove terra e cielo hanno un unico, indistinguibile, colore e sapore.Loro sono i miei tre migliori amici, i miei fratelli, i miei protetti. Mi sono stati assegnati nella notte dei tempi ed io li ho attesi e poi, paziente, vegliati.Sin dal loro concepimento sono stato con loro: mentre dicevano la prima parola, si innamoravano o soffrivano io ero lì'.Nelle notti di luna sognavo di far baldoria con loro, bevendo birra, fumando una canna d'erba e buttando sul tavolo sconclusionati pensieri a base di donne e motori, lavoro e politica, amori e scopate.Sino ad oggi non mi avevano mai visto, ma sono fermamente convinto che sospettassero della mia esistenza. Talvolta non sono riuscito a svolgere il mio compito con la discrezione e l'imparzialita' che ci viene richiesta, devo ammetterlo.Stanotte, alle 2.47, ci siamo finalmente incontrati. Avevo appuntamento con loro dietro quella curva, a pochi metri dalle belle gambe che li attendevano assieme alle birre fresche, vicino ai luoghi della loro infanzia.Appena mi hanno visto hanno avuto un pizzico di paura, ma poi hanno capito che andava tutto bene, che ero lì per loro ma che, al contempo, tutto sarebbe cambiato.Alle 2.47 i miei tre "assegnati" hanno conosciuto il loro angelo e tre nuove stelle si sono accese in cielo.Nonostante la luce, pero', ho pianto.E scende ancora adesso la pioggia sopra la campagna di Toscana.Buona fortuna.