Ho sempre pensato alla mia auto come alle ambasciate di quei film degli anni ottanta, quando eravamo in piena guerra fredda e l'eroe di turno rigorosamente americano, col sorriso a settantasette denti e la mascella possente, si salvava dai guai coi russi semplicemente varcandone il cancello al termine di una fuga rocambolesca nella quale veniva distrutta almeno meta' della citta' di Mosca.Loro infatti non potevano superare quel limite così inafferabile ma concreto costituito talvolta da una semplice linea e una bandiera a stelle e strisce, neppure si fosse trattato di scalare una parete di specchi a mani nude o di spostare un autobus con la forza del pensiero.Lì dentro lui era al sicuro, poteva telefonare al presidente per far sventare i piani di distruzione globale del "nemico rosso" e magari baciare la ragazza conquistata nei precedenti centoventi minuti di proiezione delle sue peripezie.Stasera, cercando di emulare gli eroi della mia infanzia, dopo una rocambolesca fuga (nome in codice: "operazione affanculo mondo") ho chiuso alla mia sinistra il cancello che delimitava fuori l'universo bastardo. Il suono secco dello sportello che diventava tutt'uno con la fiancata mi ha fatto capire che ero sulla buona strada.Con sguardo compiaciuto ho osservato le scorte che ero riuscito a racimolare prima di barricarmi qua dentro: due birre, un pacchetto di patatine, due accendini, un pacchetto con diciassette philip morris, tre cd di Vasco, uno dei Coldplay e quindici euro frutto di un blitz nel portafogli di mio padre. Abbastanza per resistere all'assalto, non c'è che dire.Girata la chiave, il suono metallico del vecchio quattro cilindri ha invaso l'abitacolo e i miei pensieri, lasciando pero' ben presto il posto alle dolci note delle canzoni che da sempre mi hanno curato nei momenti difficili.C'e' poco da fare pero': tu conosci ogni mio nascondiglio e ogni mio trucco, è davvero inutile tentare di seminarti.Accelero con rabbia, le gomme fischiano, ma è una battaglia persa.Le tue parole sopravanzano le cantate scazzate di Vasco, il tuo profumo brucia la gola piu' del tabacco e non esiste pietanza in grado di competere col sapore della pelle che ho baciato ed assaggiato millemetro dopo millimetro.Posso far rotta nel piu' sperduto paesino della campagna senese, circondato dai campi di grano che giorno dopo giorno si fa maturo, mentre le lucciole sospese a mezz'aria contribuiscono a creare un'atmosfera surreale...ma due passi e mezzo dietro di me ci sei tu.E allora sai cosa ti dico?Nulla. Niente di piu' di quello che dovrebbe dire un agente catturato in territorio nemico:Nome, grado, corpo di appartenenza.E un'altra cosa tanto che ci sono.Che ti amo. E niente piu'. Alessandro, Angelo Caduto, Legione dei Ribelli Respinti sulla Terra. Alessandro, Angelo Caduto, Legione dei Ribelli Respinti sulla Terra. Alessandro, Angelo Caduto, Legione dei Ribelli Respinti sulla Terra...Buona fortuna.