Angelo Ribelle

Alla Goccia


Ennesima dannata domenica, con i pensieri che all'interno della testa rimbalzano e si sgretolano violenti contro le pareti pulsanti e sanguigne, conficcando schegge nel cervello privato delle difese dal gran quantitativo di vino rosso di ieri sera. E di mojito. E di vodka lemon. E di amari. Tanti giri di amari.Mi sforzo e cerco di ricordare i fatti salienti. Monto la pizza dei pochi pensieri superstiti sul proiettore e il film parte, seppur con diverse sfocature."E' primo pomeriggio, il caldo è insopportabile. Vedo il Duomo della mia citta', le gradinate al suo esterno, un sacco di femmine con scollature e cosce in bella vista, senza ritegno nonostante la presenza dei loro compagni al fianco. Qualcuna ammicca pure un mezzo sguardo da furbetta, ma non è importante. Oggi vengo in pace. E da solo.Vedo un giovane, vestito in maniera impeccabile. Ha la voce tremante e la mano destra totalmente sudata, me ne accorgo mentre gliela stringo, mentre nella sinistra ha un bouquet di fiori freschi e profumati che contrastano con l'atmosfera calda ed umida che ci ingloba.Poi, ad un certo punto, è un'auto grigia ad attirare l'attenzione del piccolo mondo che circonda la Cattedrale: scende una giovane donna vestita di bianco antico. Ha il volto raggiante ed un sorriso che racconta di un sogno realizzato, mentre suo padre visibilmente commosso la prende sottobraccio e inizia una camminata che cambiera' la vita per sempre.Il grande organo intona la marcia nuziale, mentre sguardi di ammirazione, desiderio ed un pizzico d'invidia si infrangono sul velo che copre la testa della donna bambina, così decisa ed incerta mentre lui le scopre il volto davanti all'altare.Poi ci sono le parole del sacerdote, gli occhi lucidi delle mamme, delle nonne e dei papa' e quello scambio di anelli il cui valore va molto oltre i dieci grammi di oro bianco che li compone. Non lo dite a nessuno, ma mezza lacrimuccia me la sono fatta anch'io. Zitti pero' perche' ho cercato con scarso successo di farle passare per goccioloni di sudore.Poi ricordo gli applausi, le strette di mano, il riso, il caldo, ed un bel culo che proprio non potevo evitare di guardare. Ma vi assicuro che non l'ho fatto di nascosto: lei se ne è accorta tranquillamente. Ed altrettanto tranquillamente ancheggiava..."Il resto poi l'ho un po' annegato nell'alcool: ma era normale.Alla fine l'effetto che mi ha dato vedere un mio amico che si sposa, il primo della mia stessa eta', necessitava di un anestetico dicretamente potente.Specie se considerate che per qualche istante ho immaginato di trovarmi nei suoi panni. E non mi sono neppure trovato così male come pensavo...Speriamo solo che sia stata colpa dell'ultimo Oban che ho bevuto.Sì sì, dai...perchè è sempre l'ultima goccia quella che mi frega."EVVIVA GLI SPOSI!!!"Buona fortuna.