Brucia il petto, mentre cortisone ed antibiotici cercano di curare i bronchi malconci dopo un trentunododici scaldato troppo dal chianti e veramente poco da tutto il resto.Solito salto nel buio quello che mi ha portato nell'odiato anno pari -l'anno d'oro del capricorno dicono- perchč anche questa volta ero gia' immerso nell'ovatta alcolica ben prima della mezzanotte. Meglio cosė.Girava Piazza del Campo intorno, mentre i fantasmi del duemilasette mi sfilavano in parata davanti, orgogliosi e spavaldi piu' che mai.C'č stata la parata delle sconfitte, orgogliose nelle loro uniformi scintillanti. Le ho ritrovate una dopo l'altra, anche quelle che pensavo di aver dimenticato. Incredibile come sia possibile convincersi di aver obliato, mentre invece si tratta di mera rimozione. Poi la piazza č stata invasa letteralmente dai miei errori. Avevano la forma di cavallette, miliardi di insetti distruttivi e orribili. Tanti da saturare l'aria, da rendere impossibile la respirazione, col rumore delle loro ali semirigide che picchiava forte dentro i timpani. Ho resistito in piedi, seppur con gli occhi chiusi e le lacrime che solcavano gli zigomi ma ho resistito. Poi un grande, interminabile sospiro. E tutta l'aria si č liberata. Magia.Infine č giunto un corteo nuziale composto da coloro che mi disapprovano. Tutti gia' incontrati, dal primo all'ultimo invitato.C'erano persone che conoscevo benissimo, altre viste una sola volta ma rimaste impresse nella mente come l'immagine su una pellicola sensibilissima, altre ancora che non avevo mai conosciuto personalmente ma delle quali avevo assaporato il rancore. Persone dell'infanzia, gente incontrata in stradine di campagna dell'entroterra toscano, volti che si erano accesi a qualche concerto per chiedermi solo una sigaretta.Sguardi di disapprovazione mi ferivano, gesti di scherno e offese mi erano indirizzati da tutti.Infine, stranamente in ultima posizione, giunse la sposa. Splendida nel suo abito bianco chiudeva il corteo, con la sua epressione triste e piena di rancore.Giunta di fronte a me a pochi metri mi ha sussurrato parole a voce cosė leggera che sono appena riuscito a percepirle.Ho pianto anche io,poi mi ha sorriso. Se ne č andata e mi ha lasciato in balėa di tutti coloro che la precedevano. Il suo passo incerto sapeva di assoluzione ottenuta grazie ad un'espiazione che sarebbe durata ancora una vita intera.Ho ghignato loro quello che doveva essere a livello dei nervi cranici un sorriso, ma che poi incamminandosi verso la bocca si č traformato in un'espressione orribile e triste, maledettamente triste. Colpa del solito alcool, benedetto Ale.Un istante dopo l'urlo della folla bagnato da maldestri goccioloni di spumante scadente mi riportava alla realta':-Sei dentro al duemilaotto ragazzo, datti da fare stavolta e fa' veramente del tuo meglio. E' l'ultima occasione che ti possiamo concedere-L'ultima.Buona fortuna.
Salto Di Carreggiata
Brucia il petto, mentre cortisone ed antibiotici cercano di curare i bronchi malconci dopo un trentunododici scaldato troppo dal chianti e veramente poco da tutto il resto.Solito salto nel buio quello che mi ha portato nell'odiato anno pari -l'anno d'oro del capricorno dicono- perchč anche questa volta ero gia' immerso nell'ovatta alcolica ben prima della mezzanotte. Meglio cosė.Girava Piazza del Campo intorno, mentre i fantasmi del duemilasette mi sfilavano in parata davanti, orgogliosi e spavaldi piu' che mai.C'č stata la parata delle sconfitte, orgogliose nelle loro uniformi scintillanti. Le ho ritrovate una dopo l'altra, anche quelle che pensavo di aver dimenticato. Incredibile come sia possibile convincersi di aver obliato, mentre invece si tratta di mera rimozione. Poi la piazza č stata invasa letteralmente dai miei errori. Avevano la forma di cavallette, miliardi di insetti distruttivi e orribili. Tanti da saturare l'aria, da rendere impossibile la respirazione, col rumore delle loro ali semirigide che picchiava forte dentro i timpani. Ho resistito in piedi, seppur con gli occhi chiusi e le lacrime che solcavano gli zigomi ma ho resistito. Poi un grande, interminabile sospiro. E tutta l'aria si č liberata. Magia.Infine č giunto un corteo nuziale composto da coloro che mi disapprovano. Tutti gia' incontrati, dal primo all'ultimo invitato.C'erano persone che conoscevo benissimo, altre viste una sola volta ma rimaste impresse nella mente come l'immagine su una pellicola sensibilissima, altre ancora che non avevo mai conosciuto personalmente ma delle quali avevo assaporato il rancore. Persone dell'infanzia, gente incontrata in stradine di campagna dell'entroterra toscano, volti che si erano accesi a qualche concerto per chiedermi solo una sigaretta.Sguardi di disapprovazione mi ferivano, gesti di scherno e offese mi erano indirizzati da tutti.Infine, stranamente in ultima posizione, giunse la sposa. Splendida nel suo abito bianco chiudeva il corteo, con la sua epressione triste e piena di rancore.Giunta di fronte a me a pochi metri mi ha sussurrato parole a voce cosė leggera che sono appena riuscito a percepirle.Ho pianto anche io,poi mi ha sorriso. Se ne č andata e mi ha lasciato in balėa di tutti coloro che la precedevano. Il suo passo incerto sapeva di assoluzione ottenuta grazie ad un'espiazione che sarebbe durata ancora una vita intera.Ho ghignato loro quello che doveva essere a livello dei nervi cranici un sorriso, ma che poi incamminandosi verso la bocca si č traformato in un'espressione orribile e triste, maledettamente triste. Colpa del solito alcool, benedetto Ale.Un istante dopo l'urlo della folla bagnato da maldestri goccioloni di spumante scadente mi riportava alla realta':-Sei dentro al duemilaotto ragazzo, datti da fare stavolta e fa' veramente del tuo meglio. E' l'ultima occasione che ti possiamo concedere-L'ultima.Buona fortuna.